
Sapete quella sensazione quando leggete un annuncio tech e pensate: “Finalmente qualcuno ha risolto il problema che mi faceva impazzire!”? Ecco, questo potrebbe essere uno di quei momenti. OpenAI ha appena pubblicato un articolo che promette di svelare il funzionamento interno del loop degli agenti Codex. Ma prima di saltare sulla sedia, facciamo un po’ di chiarezza.
Intanto, partiamo dalle basi: il Codex è quell’AI che traduce il nostro linguaggio naturale in codice. Niente di nuovo, vero? Eppure, OpenAI ci racconta ora come gli agenti Codex lavorano in loop per migliorare se stessi. In pratica, è come se avessimo un apprendista che non solo impara da te, ma anche dalle proprie esperienze passate.
Ma perché dovrebbe interessarci? Beh, perché se questa roba funziona davvero, potrebbe significare che finalmente abbiamo un assistente che non solo scrive codice, ma lo ottimizza in tempo reale. E per noi che passiamo le notti a debuggare, potrebbe essere una rivoluzione.
Detto questo, c’è un “ma” grosso come una casa. OpenAI è famosa per annunciare cose fantastiche, ma poi lasciarci a bocca asciutta con i dettagli pratici. Quindi, per ora, prendiamo tutto con le pinze. Ma se davvero riuscissero a rendere questo loop accessibile, potremmo finalmente avere un tool che non solo scrive codice, ma lo fa meglio di noi.
E poi c’è la questione del vendor lock-in. Sappiamo tutti che OpenAI ama tenersi strette le sue tecnologie. Quindi, se questo loop diventa una feature premium, addio alla libertà di usare alternative open-source. Ma, diciamocelo, se funziona davvero, forse varrà la pena chiudere un occhio.
In conclusione, sì, è una notizia eccitante. Ma come al solito, aspetteremo di vedere se la pratica si allinea alla teoria. E voi, cosa ne pensate? Vi fidate di OpenAI o preferite aspettare soluzioni più aperte?
Source: Unrolling the Codex agent loop
