OpenAI: L’AI che si auto-migliora come un hacker in una botta di caffè

OpenAI: L'AI che si auto-migliora come un hacker in una botta di caffè

Vi siete mai chiesti cosa succederebbe se un AI potesse migliorare se stesso come noi facciamo con i nostri progetti notturni? OpenAI ha appena lanciato un AI coding agent che, sì, si auto-migliora. E non stiamo parlando di un semplice script che aggiusta un bug, ma di un sistema che scrive la maggior parte del proprio codice da solo.

Il team di OpenAI ha presentato GPT-5 Codex, un AI che non solo scrive codice, ma lo fa per se stesso. “La maggior parte di Codex è costruita da Codex”, dicono. E qui si che la cosa diventa interessante: è come se avessi un Arduino che si autoprogrammasse per diventare più efficiente.

Per noi che passiamo le notti a smanettare con Raspberry Pi e Arduino, questa notizia è un mix di “wow” e “ma davvero?”. Da un lato, è incredibile vedere quanto lontano sia arrivata l’auto-apprendimento. Dall’altro, ci chiediamo: quanto è affidabile un sistema che si scrive da solo?

E poi c’è la questione del vendor lock-in. Se OpenAI controlla un AI che si auto-migliora, cosa succede se decidono di chiudere il progetto? O peggio, se lo vendono a qualche corporation che lo usa per creare un nuovo monopolio?

Ma non tutto è perduto. Per noi maker, questa notizia è un invito a esplorare. Potremmo non avere un AI che si auto-migliora, ma possiamo sicuramente sperimentare con modelli open-source e vedere cosa succede quando li lasciamo giocare tra loro.

In conclusione, OpenAI ha fatto un passo avanti enorme, ma noi non ci fermiamo. Perché il bello dello smanettare è che, a differenza di un AI, possiamo sempre aggiungere quel semicolono mancante a mano.

Source: OpenAI built an AI coding agent and uses it to improve the agent itself

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