New York vuole mettere il ‘blocco parentale’ sulla tua stampante 3D: siamo messi male?

New York vuole mettere il 'blocco parentale' sulla tua stampante 3D: siamo messi male?

Immagina di dover chiedere il permesso alla tua stampante 3D ogni volta che vuoi stampare qualcosa. No, non è uno scherzo di Carnevale: a New York stanno seriamente valutando una legge che imporrebbe ‘tecnologie di blocco’ su tutti i dispositivi di stampa 3D.

Il testo del provvedimento parla di “blocking technology” – un eufemismo che suona come se volessero trasformare le nostre Creality Ender 3 in macchine da caffè con il tappo di sicurezza. Secondo la proposta, queste tecnologie dovrebbero impedire la stampa di “oggetti pericolosi” o “non autorizzati”.

Ma chi decide cosa è pericoloso? E soprattutto, chi ha il diritto di dire a noi maker cosa possiamo o non possiamo stampare? Perché, diciamocelo, l’ultima volta che ho controllato, il mio Prusa i3 non era ancora un’arma a fuoco.

Da smanettone a smanettone, la domanda sorge spontanea: ma questi legislatori hanno mai provato a stampare qualcosa di più complicato di un portachiavi? Se la risposta è no, allora questa legge è solo l’ennesimo esempio di come la burocrazia cerchi di mettere le mani su qualcosa che non capisce.

Ma veniamo al lato pratico. Se questa legge passasse, cosa significherebbe per noi che passiamo le notti a progettare e stampare pezzi per i nostri progetti? Significherebbe:

1. Addio alla libertà di progettazione: se il firmware della stampante viene bloccato, addio alle modifiche personalizzate.
2. Problemi con i file open-source: molti di noi usano modelli scaricati da Thingiverse o altre piattaforme. Chi garantisce che questi siano “autorizzati”?
3. Un altro passo verso il vendor lock-in: le stampanti chiuse come le Formlabs potrebbero diventare la norma, a scapito delle macchine open-source come le Prusa.

Non fraintendetemi: capisco le preoccupazioni sulla sicurezza. Ma se il problema sono le armi stampate in 3D, forse sarebbe più utile investire in intelligenza artificiale per il riconoscimento di pattern sospetti, piuttosto che trasformare le nostre stampanti in dispositivi sorvegliati.

E poi, ricordiamoci che la tecnologia non è mai stata fermata dalle leggi. Quando il governo cerca di mettere il freno a mano alla creatività, i maker trovano sempre un modo per aggirare l’ostacolo. È successo con il DRM, è successo con i chip bloccati, e succederà anche questa volta.

Quindi, mentre i politici a New York si arrovellano su come controllare le stampanti 3D, noi continuiamo a fare quello che sappiamo fare meglio: sperimentare, creare e, soprattutto, non farci dire cosa è possibile e cosa no.

Source: New York’s budget bill would require “blocking technology” on all 3D printers

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