
Cosa succede quando un autore di culto si ritrova al centro di un ciclone mediatico? Neil Gaiman, creatore di ‘The Sandman’ e ‘Good Omens’, ha rotto il silenzio dopo quasi un anno con un annuncio che ha lasciato molti con più domande che risposte.
Il disgraziato (o almeno così lo definisce Gizmodo) scrittore ha rilasciato una nuova dichiarazione mentre annunciava un libro inedito. Se da una parte i fan festeggiano l’uscita imminente, dall’altra non possono ignorare le ombre che aleggiano sul suo nome. Ma perché dovrebbe interessarci, noi che passiamo le notti a smanettare con Arduino o a programmare bot per Discord?
Per noi maker, la storia di Gaiman è un caso studio su come la reputazione possa influenzare il lavoro creativo. Se un autore con decenni di carriera alle spalle si ritrova a dover gestire accuse così pesanti, cosa succede a noi quando i nostri progetti open-source finiscono nel mirino di qualcuno? La differenza è che noi non abbiamo un editor o un agente a parare i colpi: siamo soli, armati solo del nostro codice e della nostra passione.
Ma torniamo al punto: cosa significa questo annuncio per la community tech? Innanzitutto, che anche i giganti possono cadere. Gaiman è una figura iconica, ma questo non lo ha protetto dalle polemiche. Per noi, è un promemoria a essere sempre trasparenti nei nostri progetti, soprattutto quando lavoriamo con dati sensibili o collaboriamo con altri. Non stiamo parlando di un libro di fiabe, ma di software che potrebbe finire in mani sbagliate.
E poi c’è la questione del vendor lock-in. Gaiman ha scelto di pubblicare il suo libro con un editore tradizionale, una decisione che per molti potrebbe sembrare un passo indietro rispetto all’autopubblicazione. Ma noi sappiamo bene che anche nel mondo tech il controllo centralizzato è un problema. Se il nostro progetto dipende da una piattaforma proprietaria, siamo vulnerabili. La lezione? Diversificare, sperimentare, e non affidarsi mai a un solo fornitore.
Infine, un pensiero per i fan. Anche noi abbiamo i nostri eroi: Linus Torvalds, Richard Stallman, o magari quel tizio che ha scritto il kernel di Linux. Ma anche loro sono umani, con difetti e contraddizioni. Accettare che anche i nostri idoli possano sbagliare è parte del processo di crescita, sia come lettori che come maker.
In conclusione, la storia di Gaiman ci ricorda che la creatività è un campo minato. Ma con gli strumenti giusti e un po’ di sana paranoia, possiamo navigare le acque agitate senza affondare.
Source: Neil Gaiman Denies the Allegations Against Him (Again) While Announcing a New Book
