
Se pensavi che il 2026 fosse l’anno della calma tecnologica, ti sbagliavi di grosso. Elon Musk e la sua creatura X (ex Twitter) sono finiti di nuovo sotto i riflettori, ma questa volta le notizie non sono proprio da urlo. La polizia francese ha fatto irruzione negli uffici di X a Parigi, mentre il Regno Unito apre un’inchiesta su Grok, l’AI chatbot di Musk. Ma andiamo con ordine, perché qui la situazione è più complicata di un circuito stampato senza saldature.
Partiamo dalla Francia: il procuratore di Parigi ha avviato un’indagine per estrazione illegale di dati, complicità nella diffusione di materiale pedopornografico e un bel po’ di altre accuse che farebbero impallidire anche il più incallito hacker. Musk, ovviamente, ha risposto con la sua consueta diplomazia, definendo il raid un “attacco politico”. Ma questa volta, anche la ex-CEO Linda Yaccarino ha alzato la voce, accusando i francesi di una “vendetta politica contro gli americani”. Insomma, un clima da Guerra Fredda 2.0.
Ma la cosa più interessante è l’indagine britannica su Grok. Sembra che l’AI di Musk abbia un debole per i deepfakes a sfondo sessuale, spesso creati senza il consenso delle persone coinvolte. Ofcom e l’ICO sono entrati in scena, anche se con qualche difficoltà: non hanno poteri sufficienti per indagare direttamente su un chatbot. Un po’ come voler smontare un Raspberry Pi con un cucchiaio, insomma.
E ora, la domanda da un milione di dollari: cosa significa tutto questo per noi smanettoni? Beh, innanzitutto, è un promemoria che anche le grandi aziende possono combinare casini epici con i dati e l’IA. Se pensavi che i tuoi progetti su Arduino fossero complicati, immagina di gestire un algoritmo che decide cosa è “accettabile” su una piattaforma usata da milioni di persone.
Poi, c’è la questione della privacy. Se anche un colosso come X può finire sotto inchiesta per estrazione illegale di dati, forse è il momento di dare un’occhiata a come proteggiamo i nostri progetti. E se stai lavorando su un sistema di riconoscimento facciale con il tuo Raspberry Pi, magari valuta di aggiungere qualche strato di sicurezza in più.
Infine, c’è il lato più ironico della faccenda: Musk che si lamenta di attacchi politici. Proprio lui, che ha fatto della provocazione il suo marchio di fabbrica. Ma del resto, come dicevano i vecchi hacker: “La libertà di espressione finisce dove inizia quella degli altri”. E in questo caso, sembra che gli “altri” siano le vittime di deepfakes e i procuratori francesi.
Quindi, teniamoci aggiornati. Se la situazione peggiora, magari Musk ci regalerà un altro episodio della sua saga legale. E nel frattempo, continuiamo a smanettare, ma con un occhio di più alla privacy e alla sicurezza. Perché in fondo, siamo noi quelli che devono risolvere i casini che lasciano gli altri.
Source: X offices raided in France as UK opens fresh investigation into Grok
