
Meta sta tentando un colpo da maestro nel campo del diritto d’autore: secondo loro, condividere libri piratati via BitTorrent è un uso lecito. Non è uno scherzo, non è un fake news, è proprio quello che è successo in un’azione legale in corso.
Immagino già i libri di diritto che prendono fuoco per l’indignazione. Ma prima di bruciare le pagine, fermiamoci un attimo a ragionare: questa dichiarazione è un tentativo disperato di salvarsi le chiappe legali, un colpo di genio o semplicemente l’ennesima dimostrazione che Big Tech vive in una realtà parallela?
Partiamo dai fatti: Meta è coinvolta in una causa per violazione del copyright, e la loro difesa è che il servizio LibGen (Library Genesis), che permette di scaricare libri accademici e non solo, è in qualche modo coperto dal fair use. Perché? Perché, secondo loro, distribuire libri piratati via BitTorrent non è diverso dal prestare un libro a un amico. Sì, avete letto bene. Anche se quel libro l’hai trovato in un cassonetto e non sai neanche chi l’ha scritto.
Da smanettone, la mia reazione è un misto di ammirazione per l’audacia e di perplessità. Da una parte, è un tentativo di ribaltare la narrativa sul copyright, dall’altra è un po’ come dire che rubare una mela dal supermercato è un atto di protesta contro i prezzi esorbitanti. La logica è contorta, ma non possiamo negare che abbia un certo fascino da hacker.
Ma cosa significa per noi, per chi passa le notti a smanettare con Arduino e a riciclare plastica? Beh, intanto che il concetto di fair use sta diventando sempre più flessibile. Se anche Meta riesce a far passare questa tesi, potremmo vedere un cambio di paradigma nel modo in cui vengono gestiti i diritti d’autore. Forse un giorno potremo finalmente condividere liberamente i nostri progetti open-source senza il timore di una citazione per violazione del copyright.
Però attenzione: non è tutto oro quel che luccica. Meta ha un interesse ben preciso in questa battaglia legale: salvare la faccia. Se riuscissero a far passare questa tesi, potrebbero evitare multe salate e mantenere intatta la loro reputazione. In altre parole, è un po’ come quando tuo fratello minore si inventa una scusa assurda per non prendere una punizione: magari funziona, ma non per questo diventa una buona pratica.
In conclusione, questa notizia è un promemoria che il diritto d’autore è un campo minato. Da una parte c’è chi cerca di difendere i diritti degli autori, dall’altra chi cerca di aggirare le regole per il proprio tornaconto. Noi, come community di maker e hacker, dobbiamo stare con i piedi per terra e ricordare che il fair use ha dei limiti. Ma ogni tanto, un po’ di sano hacking del sistema non guasta mai.
E ora, se mi scusate, vado a scaricare l’ultimo libro di diritto con BitTorrent. Per scopi didattici, ovviamente.
Source: Uploading Pirated Books via BitTorrent Qualifies as Fair Use, Meta Argues
