
Se pensavi che i bordi arrotondati fossero solo una questione estetica, macOS Tahoe è pronto a farti ricredere.
Da quando Apple ha deciso di trasformare le finestre del sistema operativo in giocattoli per bambini, la vita degli utenti è diventata un po’ più complicata. E no, non sto esagerando.
Il problema non è solo che le finestre sembrano uscite da un cartone animato, ma che ormai ridimensionarle è diventato un gioco d’azzardo. Quante volte ti è capitato di provare a modificare le dimensioni di una finestra e fallire miseramente? Bene, ora è la norma.
Io, da smanettone che ama avere il controllo totale del suo sistema, trovo questa situazione particolarmente irritante. Non solo perché mi fa perdere tempo, ma perché è un esempio perfetto di come il design possa andare a rotoli quando qualcuno decide di mettere la forma sopra la funzione.
Ma cosa significa tutto questo per noi, che passiamo le notti a smanettare con Arduino e Raspberry Pi? Beh, per cominciare, dobbiamo essere consapevoli che anche i sistemi più stabili possono avere dei difetti. E, cosa più importante, dobbiamo ricordare che il software è fatto per servire noi, non il contrario.
Se Apple pensa che i bordi arrotondati siano più importanti dell’usabilità, forse è il momento di ricordarle che esiste un’intera comunità di maker che sa come risolvere questi problemi. E se non riescono a farlo loro, beh, forse è il momento di passare a un altro sistema operativo.
In conclusione, macOS Tahoe è un altro esempio di come l’hype tecnologico possa offuscare il buon senso. Ma noi, che siamo abituati a smontare le cose per capirle, sappiamo che la vera innovazione non sta nei bordi arrotondati, ma nella funzionalità.
