
Lo sappiamo tutti: Apple ama dirci cosa dobbiamo volere. ‘Questo non è per te’ è la frase preferita dei recensori quando parlano del MacBook Neo. 599 dollari, un chip A18 Pro e 8GB di RAM: ‘Per Xcode o Final Cut Pro, no grazie’. Ma chi se ne frega delle recensioni?
Noi non iniziamo mai con il computer giusto. Noi iniziamo con quello che troviamo, lo spingiamo fino a farlo urlare e poi scopriamo cosa c’è oltre. Il MacBook Neo è perfetto per questo: è un Mac completo, con macOS, le API e il Neural Engine, ma senza i fronzoli costosi. MagSafe? No. M-series? No. Ma il Retina display e l’alluminio ci sono, e questo lo rende ancora un Mac.
Il bello è che i limiti del Neo sono limiti reali: RAM, clock speed, processi. Non è un Chromebook che ti dice ‘non puoi farlo’ perché Google ha deciso che non sei abbastanza bravo. Qui, se vuoi far girare Blender, puoi provarci e imparare davvero cosa significa spingere un computer al limite.
E poi c’è la magia: da qualche parte, un ragazzino sta risparmiando per comprarlo. Ha letto tutte le recensioni, guardato i video, interrogato gli impiegati dell’Apple Store. Sa che non è il computer perfetto, ma non gliene frega niente. Lo comprerà, lo smonterà, ci installerà cose assurde e imparerà. Proprio come abbiamo fatto noi.
Per noi maker e hacker, il MacBook Neo è un regalo. Non è il computer più potente, ma è quello che ci permette di scoprire i nostri limiti e superarli. E quando un recensore dice ‘non è per te’, sappiamo che in realtà sta dicendo ‘questo è per chi vuole imparare’.
Apple ha fatto un errore: ha creato un computer per chi non sa ancora cosa vuole diventare. E noi lo adoriamo.
