LinkedIn sta facendo il lavoro sporco del Grande Fratello digitale: ogni volta che carichi una pagina, il social network professionale controlla se hai installato una delle 2.953 estensioni di Chrome nella sua lista nera.
Sì, hai letto bene. Mdp, 2.953. Quasi tremila. Più di quante estensioni probabilmente hai installato in tutta la tua vita. E il peggio? Lo fa in silenzio, senza chiederti il permesso.
La scoperta arriva da un repository GitHub (github.com/mdp/linkedin-extension-fingerprinting) che documenta questa pratica piuttosto invasiva. LinkedIn usa uno script chiamato fingerprint.js per sniffare le tue estensioni, probabilmente per motivi di sicurezza (o per venderti meglio pubblicità mirata, chi lo sa).
Ma perché LinkedIn dovrebbe interessarsi tanto alle tue estensioni? Secondo alcuni, è una forma di fingerprinting avanzato: più informazioni hanno su di te, meglio possono profilarti. E se sei uno smanettone con estensioni per sviluppatori, privacy o produttività, potresti essere nella loro lista di osservazione speciale.
Per noi maker e hacker, questa notizia è un promemoria: il web è sempre più un luogo dove ogni clic è monitorato. Ma non tutto è perduto. Il repository offre strumenti per scoprire quali estensioni LinkedIn sta cercando, e magari disinstallare quelle che non ti servono più.
Un consiglio pratico? Usa un profilo browser separato per LinkedIn, magari con un’estensione come Privacy Badger per limitare il tracking. E se sei uno sviluppatore, potresti anche dare un’occhiata al codice di fingerprint.js per capire meglio come funziona questo gioco di spionaggio digitale.
In conclusione, LinkedIn ci ricorda che la privacy online è un campo minato. Ma con un po’ di consapevolezza e gli strumenti giusti, possiamo almeno cercare di giocare a casa nostra.
Source: LinkedIn checks for 2953 browser extensions

