Le Leggi di Akin: Quando l’Ingegneria Spaziale Incontra il Buon Senso (e un po’ di Caos)

Le Leggi di Akin: Quando l'Ingegneria Spaziale Incontra il Buon Senso (e un po' di Caos)

WTF?! Avete presente quando cercate di far comunicare due Arduino con un protocollo inventato di sana pianta alle 3 del mattino? Immaginate la stessa cosa, ma con un budget di milioni di dollari, la vita di astronauti appesa a un filo e la necessità di non far esplodere tutto nello spazio. Ecco, più o meno è quello che racconta questo PDF, “Akin’s Laws of Spacecraft Design”.

Si tratta di una raccolta di regole non scritte, di compromessi inevitabili e di problemi che, per quanto banali, possono mandare a monte un’intera missione spaziale. Non è un manuale di ingegneria, sia chiaro, ma una sorta di “guida di sopravvivenza” per chi progetta satelliti e veicoli spaziali. E credetemi, c’è roba succosa.

Ad esempio, la legge numero 1 afferma che “Ogni oggetto ha la sua massa”. Geniale, no? Ma il punto è che in ambito spaziale, ogni grammo conta. E quando devi scegliere tra un sensore super-figo ma pesante e uno più leggero ma meno performante, la decisione diventa tutt’altro che ovvia. E non parliamo delle tolleranze! Un piccolo errore di calcolo, un componente difettoso, e il tuo satellite potrebbe finire per orbitare attorno a un buco nero invece che attorno alla Terra.

Ma la cosa che mi ha colpito di più è l’onestà con cui Akin ammette che l’ingegneria spaziale è un processo intrinsecamente caotico. Non è una scienza precisa, ma una serie di compromessi, di soluzioni tampone e di “speriamo che funzioni”. E questo, per noi maker e hacker, è una notizia fantastica!

Perché? Perché ci ricorda che anche le tecnologie più avanzate sono basate su principi semplici e che spesso la soluzione migliore è quella più pragmatica. E poi, ammettiamolo, c’è qualcosa di incredibilmente stimolante nel cercare di risolvere un problema apparentemente impossibile con pochi componenti e tanta creatività. Questo documento è una miniera d’oro di “what not to do” e di spunti per progetti DIY spaziali (ok, forse non proprio spaziali, ma sicuramente ambiziosi).

Certo, c’è anche il lato oscuro. La dipendenza da fornitori specifici, i protocolli proprietari, la mancanza di interoperabilità… tutte cose che rendono difficile l’innovazione e che alimentano il vendor lock-in. Ma hey, almeno possiamo imparare dagli errori degli altri e cercare di fare di meglio. E magari, un giorno, costruire il nostro satellite open-source. Chi ci dice che non possiamo?

Link al PDF: https://www.ece.uvic.ca/~elec399/201409/Akin%27s%20Laws%20of%20Spacecraft%20Design.pdf

Source: Akin's Laws of Spacecraft Design (2011) [pdf]

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