
C’è qualcosa di profondamente sbagliato nell’internet di oggi. Non sto parlando dei soliti problemi – pubblicità invadenti, algoritmi che ti spiano, influencer che ti vendono integratori per i capelli. No, parlo di qualcosa di più subdolo: l’impressione che l’intera rete sia diventata una specie di simulazione, un set cinematografico dove tutto è finto ma nessuno te lo dice.
Ecco perché la Dead Internet Theory è la nuova ossessione dei complottisti digitali. L’idea è semplice: e se il web che conosciamo fosse in realtà una gigantesca simulazione, un ecosistema di contenuti generati artificialmente, bot che si rispondono tra loro, e pochi umani rimasti a cercare un senso in tutto questo? Non è sci-fi, è solo il 2026.
Io personalmente ho avuto questo sospetto quando ho visto per la centesima volta lo stesso meme riciclato su tre piattaforme diverse. È come se la rete stesse andando in loop, come un vecchio floppy disk con il bad sector. E non sono l’unico a pensarla così: su Hacker News ne parlano come fosse la nuova religione dei tech-skeptici.
Ma cosa significa tutto questo per noi smanettoni? Be’, intanto che possiamo smettere di preoccuparci di essere hackerati: se l’intera rete è già finta, chi vuoi che ci spii? Scherzi a parte, la Dead Internet Theory ci ricorda che dobbiamo tornare a creare cose reali. Quando l’ambiente diventa così tossico, l’unica risposta è costruire i nostri spazi. Ricordatevi: se la rete è morta, noi possiamo essere i suoi necrofori digitali, pronti a riportare in vita pezzi di autenticità.
E poi, ammettiamolo: è una scusa perfetta per smontare ancora più cose. Se tutto è finto, perché non smontare un router per vedere se dentro c’è davvero un chip o solo un bigliettino che dice “Finto anche questo”?
Il punto è: la rete è morta? Probabilmente no. È solo diventata un posto strano, e la Dead Internet Theory è solo un modo per dare un nome a questa stranezza. Ma se vi fa sentire meglio complottare, io intanto mi preparo un caffè e torno a smanettare con il mio Raspberry Pi. Almeno quello è reale.
Source: Dead Internet Theory
