
Vi è mai capitato di guardare un blocco di codice e chiedervi: “Ma chi ha scritto questa roba e perché?”
La programmazione letteraria, un concetto che mescola codice e spiegazioni testuali, potrebbe finalmente avere la sua rivincita grazie agli agenti AI. Sì, avete capito bene: dopo anni di oblio, questa pratica potrebbe tornare in auge, ma con una twist interessante.
L’idea alla base della programmazione letteraria è semplice: il codice dovrebbe essere intrecciato con spiegazioni in prosa, così che anche un neofita possa capire cosa fa quel software. Peccato che, nella pratica, mantenere due narrative parallele (codice e testo) sia un incubo. Chi ha voglia di aggiornare continuamente le spiegazioni ogni volta che si modifica una riga di codice? Nessuno, ovviamente.
Ecco perché, storicamente, la programmazione letteraria è sopravvissuta solo in nicchie come i Jupyter notebook per i data scientist o gli appassionati di Emacs Org Mode. Ma ora, con l’avvento degli agenti AI, la situazione potrebbe cambiare.
Immaginate di chiedere a un agente di scrivere un runbook in Org Mode. L’agente genera il testo, voi lo revisionate, e poi eseguite i blocchi di codice direttamente nel documento. Se modificate il codice, l’agente aggiorna automaticamente la spiegazione. Viceversa, se cambiate la prosa, l’agente adatta il codice di conseguenza. Problema risolto: più bisogno di mantenere due versioni separate.
Ma non è tutto. Gli agenti possono anche gestire l’export del codice in vari formati, rendendolo più leggibile. E in un’epoca in cui il ruolo degli ingegneri sta passando dal “scrivere” al “leggere” codice, questa potrebbe essere una rivoluzione.
Per noi smanettoni, cosa significa? Be’, innanzitutto, meno tempo perso a documentare e più tempo per quello che conta davvero: costruire roba figa. Inoltre, con gli agenti che si occupano della parte noiosa, potremmo finalmente realizzare progetti complessi senza trascurare la documentazione.
Certo, ci sono delle critiche da fare. Org Mode è un po’ legato a Emacs, e Markdown non offre abbastanza flessibilità. Ma il punto non è lo strumento, è l’idea. E l’idea è dannatamente interessante.
Quindi, mentre il mondo corporate continua a vendere hype su hype, noi possiamo finalmente tornare a fare le cose come si deve: con un po’ di stile, un po’ di ordine, e tanti agenti AI che ci fanno il lavoro sporco.
Source: We should revisit literate programming in the agent era
