
Se pensavi che le portaerei fossero ancora le regine dei mari, preparati a una doccia fredda. La Marina USA sta scoprendo che i droni anti-nave economici stanno rendendo obsolete quelle navi da miliardi di dollari.
La notizia arriva da Responsible Statecraft e fa il giro del mondo tech: l’era della supremazia aerea basata su portaerei sta finendo. I sistemi di armi anti-nave a basso costo, come i droni kamikaze iraniani, stanno cambiando le regole del gioco. E la Marina USA non è pronta.
Per noi smanettoni, questo è un caso da manuale di come la tecnologia democratizzata stia mandando in tilt le gerarchie militari tradizionali. Le grandi navi sono come i mainframe degli anni ’60: ingombranti, costose e vulnerabili. I droni, invece, sono come i Raspberry Pi di oggi: piccoli, economici e danno un pugno sopra il loro peso.
Cosa significa per noi maker e hacker? Be’, prima di tutto, che la tecnologia che usiamo per i nostri progetti può avere applicazioni molto più… esplosive. I droni che costruiamo per divertimento potrebbero ispirarne di più letali. E questo solleva domande etiche su chi ha accesso a queste tecnologie e come vengono usate.
Poi c’è la questione del vendor lock-in militare. La Marina USA ha investito miliardi in navi e aerei costosi, ma ora si trova a dover competere con sistemi che chiunque può costruire con un budget limitato. È come se l’industria del software si fosse abituata a vendere licenze a vita e poi arrivasse Linux a scombussolare tutto.
Infine, c’è la lezione più importante: l’innovazione viene dal basso. Le forze armate più potenti del mondo stanno imparando una lezione che noi maker conosciamo bene: a volte, la soluzione migliore non è la più costosa, ma quella più creativa.
Quindi, la prossima volta che qualcuno ti dice che i tuoi progetti con Arduino sono ‘solo hobby’, ricordagli che potrebbero essere l’inizio di una rivoluzione. Anche se, speriamo, di un tipo meno esplosivo.
Source: Why the US Navy won't blast the Iranians and 'open' Strait of Hormuz
