
Ecco un pensiero che ti farà sorridere (o rabbrividire): se oggi Google fosse un film di fantascienza, il suo personaggio principale sarebbe un’IA che si evolve così velocemente da diventare il nemico principale.
Stavolta però non si tratta di fantascienza: i bot AI stanno letteralmente infestando il web, e i publisher non stanno certo a guardare con le mani in mano. Secondo un articolo di Ars Technica, siamo entrati in una vera e propria “guerra dei bot”, con difesa, controdifese e contro-controdifese che ricordano più un film di John Woo che un articolo tecnico.
La situazione è semplice: sempre più siti web stanno implementando sistemi per bloccare i bot AI, riconoscendoli attraverso comportamenti sospetti, fingerprinting avanzato o addirittura sfide che solo un umano (o un bot molto ben addestrato) potrebbe superare. Alcuni publisher stanno addirittura ricorrendo a soluzioni proprietarie, creando un vero e proprio “vendor lock-in” digitale.
Da smanettone, la cosa mi fa ridere e preoccupare allo stesso tempo. Ridere perché è sempre divertente vedere come il web, nato come luogo di libertà e condivisione, si stia trasformando in un campo minato di autenticazioni, CAPTCHA e controlli. Preoccupa invece perché, come sempre, sono gli utenti “normali” a pagare il prezzo più alto: tra falsi positivi, esperienze utente degradate e la solita ossessione per la “sicurezza” a tutti i costi.
Ma cosa significa per noi maker e hacker? Beh, per prima cosa, che dobbiamo essere più furbi delle difese. Se prima potevamo usare bot semplici per automatizzare compiti noiosi, ora dobbiamo armarci di tecniche più sofisticate. E sì, sto parlando di reverse engineering, fingerprinting dinamico e magari anche un po’ di machine learning per aggirare i controlli.
In secondo luogo, questa “guerra” ci ricorda l’importanza di mantenere il controllo sui nostri strumenti. Se i publisher continuano a chiudersi in soluzioni proprietarie, noi dobbiamo puntare su alternative open-source e community-driven. Perché, alla fine, il web è nostro, non di qualche azienda.
Infine, un pensiero per i retro-computeristi tra noi: vi ricordate quando i vecchi BBS avevano problemi con i bot? Ecco, sembra che la storia si ripeta, solo con tecnologie più avanzate e un po’ più di hype.
In conclusione, che siate fan delle AI o detrattori, una cosa è certa: la guerra dei bot è appena iniziata, e noi siamo sia soldati che spettatori. Preparate i vostri strumenti, perché questa battaglia si combatterà anche sulle nostre tastiere.
Source: Increase of AI bots on the Internet sparks arms race
