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“title”: “Flock Safety: Quando il “Mai Hackato” Diventa una Commedia degli Errori”,
“excerpt”: “Un API key esposta in 53 siti diversi, misuse da poliziotti e un CEO che giura che “non è mai successo nulla”. Scopriamo perché Flock Safety dovrebbe fare un corso base di cybersecurity.”,
“content”: “Immagina di costruire un grattacielo con tutte le porte aperte, le chiavi sotto lo zerbino e un cartello con scritto “Servizio di sicurezza 24/7”. Bene, Flock Safety ha appena dimostrato che, in fatto di cybersecurity, potrebbe prendere qualche lezione da un adolescente smanettone.nnLa notizia è esplosiva: un ricercatore indipendente ha trovato un API key di Flock esposto in ben 53 siti diversi, alcuni addirittura di sviluppo. Non uno, non due, ma 53. E non era una chiave qualsiasi, ma un accesso privilegiato che avrebbe permesso di accedere a dati sensibili condivisi tra le forze dell’ordine. Insomma, un buco nella sicurezza grande come un cratere lunare.nnMa la cosa più assurda? Il CEO di Flock, Garrett Langley, ha avuto il coraggio di dire che “Flock non è mai stato hackato, mai”. Tecnicamente vero, ma solo perché il ricercatore ha avuto la decenza di segnalare il problema invece di sfruttarlo. Se fosse capitato a un attore malevolo, avremmo avuto una delle più grandi violazioni della privacy degli ultimi anni.nnnDa smanettone, mi viene da ridere e piangere allo stesso tempo. Da un lato, la situazione è così grottesca che sembra uscita da un film di spionaggio di serie B. Dall’altro, è terrificante pensare che aziende del genere gestiscano dati sensibili di poliziotti e cittadini.nnE parliamo proprio di questo: Flock non è solo un’azienda che vende telecamere intelligenti. È un sistema che raccoglie dati di movimento, li condivide tra agenzie e, come dimostrano i casi di abuso, può essere usato per stalking, molestie e altro. Se anche un singolo poliziotto può usarlo per perseguitare la sua ex, immagina cosa potrebbe fare un hacker o un governo straniero.nnnAllora, cosa significa per noi appassionati di tech? Innanzitutto, che la sicurezza non è un optional. Se anche un’azienda che promette “massima sicurezza” può commettere errori così grossolani, dobbiamo essere ancora più attenti con i nostri progetti. E poi, che il vendor lock-in può essere pericoloso: se un fornitore non sa gestire i dati, rischiamo di finire con le mani legate.nnnLa lezione finale? Fidarsi, ma verificare. Se usi sistemi di sorveglianza o gestisci dati sensibili, chiedi sempre audit indipendenti, test di penetrazione e trasparenza. Perché, come ha detto il ricercatore, “se un ventenne può fare il lavoro sporco, immagina cosa può fare un nemico ben finanziato”.nnE tu, cosa ne pensi? Ti fideresti mai di un’azienda che ha lasciato 53 porte aperte? Scrivimi nei commenti!”,
“tags”: [“cybersecurity”, “privacy”, “smart cities”, “Flock Safety”, “data breach”],
“image_prompt”: “Un cartellone pubblicitario di Flock Safety con una grande X rossa sopra, circondato da 53 porte aperte. Lo stile ricorda un poster di film di spionaggio anni ’60, con colori vivaci e un tono ironico. In secondo piano, ombre di poliziotti che osservano la scena, mentre una chiave gigante cade da un cielo tempestoso.”
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Source: Flock Hardcoded the Password for America's Surveillance Infrastructure 53 Times

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