
Cosa succede quando il tuo lavoro è così noioso che persino la tua anima trova un modo per scappare?
Se pensavi che Dilbert fosse solo un fumetto degli anni ’90, ti sbagliavi di grosso. Questo tizio in cravatta che fluttua tra le nuvole è diventato un’icona della frustrazione lavorativa moderna, e ora ha un nuovo significato nell’era dell’IA e del remote work.
L’articolo che ho trovato su Hacker News parla di “The Dilbert Afterlife”, un concetto che mescola umorismo nero e riflessioni sul futuro del lavoro. Immagina un Dilbert digitale, che dopo 68 anni di meeting inutili, si ritrova a fluttuare nell’Aldilà, ancora bloccato in una riunione eterna. Surreale? Sì. Reale? Purtroppo, più di quanto vorremmo ammettere.
Da smanettone qual sono, mi sono chiesto: cosa c’entra tutto questo con la nostra community? Beh, molto più di quanto sembri. Se passiamo le nostre notti a programmare su Arduino o a hackerare Raspberry Pi, è perché rifiutiamo quel mondo di cubicoli e PowerPoint. Ma attenzione: anche il nostro angolo di paradiso tecnologico ha i suoi rischi. Quante volte vi siete trovati a discutere di architetture software per ore, solo per scoprire che avreste potuto risolvere tutto con un semplice script?
E poi c’è la questione dell’IA. Se Dilbert fosse vivo oggi, probabilmente starebbe cercando di insegnare a un chatbot come scrivere email professionali. E chissà, magari il suo fantasma digitale è già là fuori, a rispondere automaticamente ai suoi ex-colleghi con “Ci penso io” e poi sparire nel nulla.
Ma torniamo a noi, maker e hacker. Cosa possiamo imparare da questo Dilbert cosmico? Prima di tutto, che la burocrazia è un virus che infetta qualsiasi sistema, anche quelli apparentemente perfetti. Secondo, che la libertà di creare è l’antidoto perfetto. Quindi continuate a smontare, programmare e inventare. E se mai vi sentirà come Dilbert tra le nuvole, ricordate: almeno voi avete il vantaggio di poter spegnere il computer e andare a fare un caffè.
Ah, e se mai qualcuno vi propone un “team-building” con l’IA, scappate. Veloci.
Source: The Dilbert Afterlife
