
Siete mai capitati in quel momento in cui vi rendete conto che anche la tecnologia più figa del momento inizia a mostrare l’età?
Ecco, Heroku ci sta dicendo proprio questo. La piattaforma che ha fatto sognare intere generazioni di developer con il suo “git push heroku master” sta ufficialmente passando alla modalità “mantenimento”. Niente più nuove feature, solo stabilità, sicurezza e supporto.
In sintesi, Heroku diventa il nonno della cloud: ancora in piedi, ancora funzionale, ma con più interesse per le sue vecchie foto che per l’ultimo trend del momento.
Per i clienti, il cambio è minimo: chi paga con carta di credito può continuare a usare Heroku senza cambiamenti di prezzo, fatturazione o funzionalità. Ma per noi smanettoni, la domanda è: e ora?
Da un lato, è comprensibile. Mantenere un’infrastruttura complessa è un lavoro enorme, e forse Heroku ha deciso che innovare non è più la priorità. Dall’altro, però, è un po’ come se Arduino annunciasse di smettere di fare nuove board per concentrarsi solo sul supporto.
E qui arriviamo al punto dolente: il vendor lock-in. Heroku ha sempre avuto quel fascino da “magicamente tutto funziona”, ma chi ha costruito progetti complessi sulla sua piattaforma sa che migrarli altrove può essere un incubo.
Quindi, se siete tra quelli che usano Heroku per progetti personali o sperimentazioni, forse è il momento di dare un’occhiata a alternative più open. Docker, Kubernetes, o anche un semplice VPS con un po’ di configurazione manuale.
E per finire, una nota di speranza: magari questa svolta spingerà qualche altra piattaforma a riempire lo spazio lasciato libero. O forse, chissà, Heroku ci sorprenderà ancora.
Nel frattempo, continuate a smanettare e a tenere gli occhi aperti. La cloud è un ecosistema in continua evoluzione, e chi si ferma è perso.
Source: An Update on Heroku
