
Se pensavi che il 2026 sarebbe stato un anno tranquillo per la politica internazionale, ti sbagliavi di grosso. USA e Israele hanno appena lanciato un attacco su larga scala contro l’Iran, e la notizia sta facendo il giro del web. Ma noi, che passiamo le notti a smanettare con Arduino e Raspberry Pi, cosa ci dobbiamo aspettare da questa escalation?
Prima di tutto, mettiamoci nei panni degli iraniani: immagina di essere un maker a Teheran e di scoprire che il tuo internet è appena stato tagliato per via di un attacco cyber. Niente più GitHub per scaricare le ultime librerie, niente più Stack Overflow per risolvere i bug del tuo ultimo progetto. Un incubo per chi vive di coding, insomma.
Ma andiamo con ordine. Secondo quanto riportato da CNN, l’attacco sarebbe stato coordinato e avrebbe coinvolto sia operazioni militari tradizionali che cyber. E qui si apre un capitolo interessante per noi smanettoni: il ruolo della tecnologia in guerra. Droni, intelligenza artificiale per il riconoscimento facciale, hacking di infrastrutture critiche… Insomma, la guerra moderna è un campo di prova per le ultime innovazioni tech, alcune delle quali finiscono poi nelle nostre mani.
Il punto è: quanto di questa tecnologia finirà open source? Quanto potremo giocarci? Perché, diciamocelo, a noi interessano più i circuiti che i carri armati. Eppure, anche in questo contesto, c’è sempre qualcosa da imparare. Un esempio? Gli attacchi DDoS sono una costante nelle guerre cyber, e studiarli ci aiuta a difendere i nostri server casalinghi.
Certo, non possiamo ignorare l’aspetto etico. Siamo tutti per la libertà di informazione e la democrazia, ma quando si parla di guerra, le cose si complicano. E poi, parliamoci chiaro: se da una parte c’è chi usa la tech per distruggere, dall’altra ci siamo noi che la usiamo per creare. E questo è un bel contrasto, no?
Detto questo, cosa possiamo fare noi? Innanzitutto, tenersi aggiornati. Seguire le notizie, anche quelle che sembrano lontane dal nostro mondo. Perché, che ci piaccia o no, la tecnologia è globale, e quello che succede in Iran oggi potrebbe influenzare il nostro lavoro domani.
E poi, sfruttare queste situazioni per imparare. Studiare le tecniche usate, capire come funzionano, e magari trovare il modo di renderle più sicure o, perché no, di usarle per scopi migliori. Perché, alla fine, la tech è uno strumento, e sta a noi decidere come usarla.
Infine, un appello alla community: se sai qualcosa di più su questi attacchi, condividi le informazioni. Noi smanettoni siamo una rete globale, e insieme possiamo fare la differenza. Anche se, per ora, la differenza la facciamo soprattutto con i nostri progetti fai da te.
Quindi, per concludere: teniamo gli occhi aperti, le menti critiche, e le mani pronte a smanettare. Perché il mondo è complicato, ma la tech è nostra alleata.
Source: The United States and Israel have launched a major attack on Iran
