
Hai mai avuto la sensazione che il termine “AI PC” venisse usato così tanto da perdere completamente di significato? Beh, finalmente c’è una buona notizia: la carenza di RAM sta facendo calare l’hype intorno a questi dispositivi. E per noi che amiamo smanettare con schede e circuiti, è una vittoria.
L’articolo di Ars Technica lo spiega bene: l’interesse per gli AI PC era già in calo, ma la scarsità di memoria RAM ha dato il colpo di grazia. E noi possiamo solo applaudire.
Ma perché questa notizia ci fa così felici? Innanzitutto, meno buzzword vuol dire più spazio per progetti concreti. Quelli in cui si suda con le mani e non si parla solo di algoritmi magici. Gli AI PC, con le loro promesse di intelligenza artificiale integrata, erano diventati un modo per vendere hardware costoso con funzionalità spesso inutili.
Per noi maker, questa è l’occasione perfetta per tornare a concentrarci su cose che contano davvero: ottimizzare il codice, sperimentare con hardware open-source e costruire soluzioni che risolvano problemi reali. Senza bisogno di etichettare tutto come “AI”.
E poi, ammettiamolo: chi ha davvero bisogno di un PC con “AI integrata” quando può avere un Raspberry Pi con cui fare esperimenti liberi? La vera intelligenza sta nelle nostre mani, non in qualche chip proprietario.
Naturalmente, c’è sempre un rovescio della medaglia. La carenza di RAM potrebbe rendere più difficili i nostri progetti, soprattutto quelli che richiedono molta memoria. Ma noi siamo abituati a trovare soluzioni creative. Se non possiamo avere RAM a buon mercato, useremo più cache, ottimizzeremo il nostro codice o passeremo a architetture alternative.
In conclusione, la carenza di RAM è un promemoria che la tecnologia non è solo hype. È ciò che facciamo con essa che conta. E noi siamo pronti a continuare a smanettare, senza bisogno di etichette fasulle.
Quindi, alziamo i bicchieri (o meglio, le schede Arduino) a questo nuovo anno senza troppe chiacchiere sugli AI PC. Il futuro è nelle nostre mani, letteralmente.
Source: The RAM shortage’s silver lining: Less talk about “AI PCs”
