
Vi è mai capitato di usare Signal per organizzare una serata a base di birra e circuiti stampati? Bene, immaginatevi di farlo per coordinare la resistenza contro l’ICE.
Sì, avete capito bene: l’FBI ha aperto un’indagine su gruppi Signal in Minnesota dove la gente condivide info sugli agenti dell’immigrazione. Il direttore Kash Patel ha dichiarato che vuole capire se qualcuno ha messo a rischio gli agenti, ma i difensori della libertà di parola non sono convinti.
Per noi che amiamo smanettare con Raspberry Pi e Arduino, questa notizia ha un sapore particolare. Signal è uno degli strumenti più sicuri per chi vuole proteggere la privacy, e vederlo sotto attacco fa un po’ male. Ma andiamo con ordine.
La faccenda è iniziata quando un giornalista conservatore, Cam Higby, ha “infiltrato” gruppi Signal vicino Minneapolis e ha postato su X (ex Twitter) informazioni su come questi gruppi condividono targhe e posizioni di veicoli sospetti. Patel ha detto che l’indagine è partita proprio da quel post.
Ma qui sorgono i primi dubbi: è davvero illegale condividere informazioni pubbliche su agenti federali? La Foundation for Individual Rights and Expression (FIRE) ha fatto notare che il Primo Emendamento protegge chi documenta le attività delle forze dell’ordine.
Per noi maker e hacker, la questione è ancora più spinosa. Signal è un’app open-source, sviluppata con l’obiettivo di garantire privacy e sicurezza. Vederla usata per scopi così controversi ci fa riflettere su come la tecnologia possa essere strumento sia di liberazione che di controllo.
Ma cosa significa tutto questo per noi che passiamo le notti a programmare o a montare circuiti?
1. Privacy prima di tutto: Se usate Signal per organizzare progetti o discussioni sensibili, ricordate che anche un’app sicura può attirare l’attenzione delle autorità.
2. Attenti alle app “spia“: Apple ha già rimosso ICEBlock, un’app per segnalare la presenza di agenti ICE. Se sviluppate software simili, preparatevi a battaglie legali.
3. Libertà di parola digitale: Monitorare le forze dell’ordine è un diritto, ma in un mondo dove tutto è connesso, la linea tra legalità e attivismo si fa sempre più sottile.
4. Sostenere l’open-source: Progetti come Signal hanno bisogno di supporto per resistere a pressioni politiche. Se potete, donate o contribuite con il codice.
In conclusione, questa storia è un promemoria: la tecnologia non è neutrale. Può essere usata per proteggere o per controllare, e la scelta dipende da noi. Quindi, la prossima volta che usate Signal per pianificare un hackathon, ricordatevi che anche il vostro piccolo gesto tecnologico fa parte di un gioco più grande.
E voi, cosa ne pensate? Vi sentite più sicuri con Signal dopo questa notizia, o state già cercando alternative?
Source: FBI is investigating Minnesota Signal chats tracking ICE
