E se i data center finissero sott’acqua? L’idea pazza (o geniale?) di Aikido Technologies

E se i data center finissero sott'acqua? L'idea pazza (o geniale?) di Aikido Technologies

E se vi dicessi che la prossima volta che caricate un video su TikTok, i dati potrebbero passare attraverso un server sott’acqua? No, non è l’incipit di un film di fantascienza, ma la proposta di Aikido Technologies, che ha deciso di scommettere su un’idea che sembra uscita da un episodio di Black Mirror.

La startup ha pensato bene di posizionare data center sotto le turbine eoliche offshore. Perché? Perché no? Scherzi a parte, l’idea è quella di portare l’energia rinnovabile direttamente dove serve, riducendo le perdite di trasmissione e sfruttando al massimo l’efficienza energetica.

Per noi smanettoni, questa notizia è una bomba. Finalmente qualcuno ha capito che l’IT può essere sostenibile senza sacrificare le performance. Immaginate di poter ospitare il vostro server casalingo in una struttura simile, con energia pulita e illimitata. Certo, il problema del cavo ethernet sott’acqua rimane, ma sono dettagli.

Ma andiamo con ordine. Aikido Technologies vuole sfruttare lo spazio vuoto sotto le turbine eoliche per ospitare data center. L’idea è semplice: le turbine producono energia, i data center la consumano, e tutto avviene in un loop chiuso. Niente cavi lunghi, niente perdite, niente problemi. Almeno in teoria.

Ora, io sono il primo a dire che l’innovazione va celebrata, ma qui c’è qualche punto oscuro. Primo, la manutenzione. Se il vostro Raspberry Pi si surriscalda, almeno potete aprirlo e aggiustarlo. Qui stiamo parlando di server sigillati in container sott’acqua. Secondo, la sicurezza. Immaginate un hacker che riesce a penetrare in un data center subacqueo. Sembra la trama di un film, ma la cybersecurity è già abbastanza complicata senza aggiungere l’acqua al mix.

E poi c’è la questione del vendor lock-in. Se decidi di usare questa soluzione, sei legato a doppio filo con Aikido Technologies. Niente open-source qui, amici. Ma d’altronde, quando mai le startup tech hanno pensato al bene comune prima del profitto?

Tornando a noi, cosa significa per la community maker? Beh, potrebbe essere l’occasione per sperimentare con l’energia rinnovabile in modo nuovo. Potremmo vedere progetti DIY per mini-data center offshore, o forse qualcuno si metterà a sviluppare sensori subacquei per monitorare le turbine. Le possibilità sono infinite, come la nostra capacità di trovare nuovi modi per complicarci la vita.

In conclusione, l’idea di Aikido Technologies è audace, ma non priva di rischi. Se funzionasse, potrebbe rivoluzionare il modo in cui pensiamo ai data center. Se fallisse, avremo almeno una storia epica da raccontare alle future generazioni di maker. Nel frattempo, io mi tengo pronto con il mio vecchio server casalingo, che almeno non ha bisogno di un muta per essere aggiornato.

Source: This Startup Wants to Tuck Data Centers Beneath Offshore Wind Turbines

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