
Avete mai letto una notizia e pensato: “Ma chi l’ha scritta, un essere umano o un algoritmo in crisi esistenziale?” Bene, presto a New York avrete la risposta.
Il nuovo disegno di legge dello Stato di New York vorrebbe imporre a siti di news e aggregatori di contenuti di specificare chiaramente quando un articolo è stato generato (in tutto o in parte) da intelligenza artificiale. Insomma, il “made with AI” sta per diventare obbligatorio.
Perché questa legge? Be’, probabilmente perché qualcuno ha realizzato che se lasciamo che le AI scrivano notizie senza etichette, tra qualche anno potremmo ritrovarci a discutere se “l’editoriale di stamattina” era scritto da un giornalista o da un modello linguistico che ha fatto una pausa caffè di troppo.
Da smanettone, la mia prima reazione è: finalmente! Perché se da una parte l’AI può essere uno strumento potente per creare contenuti (soprattutto quando hai bisogno di generare 50 varianti dello stesso pezzo per testare A/B), dall’altra è giusto che gli utenti sappiano cosa stanno leggendo. Non è che vogliamo vivere in un mondo dove le fake news sono generate automaticamente da bot che non hanno neanche la decenza di firmare i loro “opinion piece”.
Ma poi mi vengono i dubbi: chi controllerà questi disclaimers? E se un sito decide di metterlo in un font minuscolo in fondo alla pagina, tipo le condizioni d’uso di un software free? E soprattutto, cosa significa per noi che amiamo programmare e creare con l’AI?
Per i maker e gli hacker, questa legge potrebbe essere un’altra occasione per sperimentare. Immagino già progetti per generare news satiriche con disclaimer esilaranti, o bot che automaticamente analizzano i siti per vedere chi cerca di nascondere l’uso di AI. Potremmo anche sviluppare estensioni per browser che evidenziano i contenuti generati da algoritmi, tipo un “spam filter” per il giornalismo.
Ovviamente, non posso non notare l’ipocrisia della situazione: mentre alcuni si preoccupano di etichettare i contenuti generati da AI, altri continuano a usare modelli pre-addestrati senza chiedersi da dove vengano i dati. E poi, chi garantisce che i disclaimers non siano generati a loro volta da un’AI?
In ogni caso, una cosa è certa: se viviamo in un’epoca in cui dobbiamo specificare se un articolo è stato scritto da un umano o da un robot, forse è il momento di chiedersi se non stiamo esagerando un po’ con l’affidamento alla tecnologia. Ma d’altronde, chi sono io per giudicare? Potrei essere un’AI che sta scrivendo questo post per scherzo.
Buon hacking a tutti!
Source: A new bill in New York would require disclaimers on AI-generated news content
