Claude Sonnet 4.6: l’AI che (quasi) ti sostituisce al lavoro

Claude Sonnet 4.6: l'AI che (quasi) ti sostituisce al lavoro

Immagina di avere un collega che non si stanca mai, non fa pause caffè e risponde a ogni tua richiesta con una precisione da chirurgo. Bene, Anthropic ha appena aggiornato Claude Sonnet 4.6 e, a quanto pare, questo modello sta diventando pericolosamente bravo.

La novità principale? Un contesto da 1 milione di token in beta, ovvero abbastanza per memorizzare intere codebase, contratti lunghi come un romanzo o decine di articoli scientifici. Ma la vera sorpresa è che, secondo i test interni, Sonnet 4.6 batte persino il fratello maggiore Opus 4.5 in tante situazioni: meno propensione a sovra-ingegnerizzare le soluzioni, più fedeltà alle istruzioni e meno ‘hallucinazioni’ (quei momenti in cui l’AI inventa risposte di sana pianta).

Per noi smanettoni, la cosa interessante è che ora può interagire con il computer come un essere umano: navigare tra le tab di Chrome, compilare form complessi e persino gestire spreadsheet complicati. Certo, non è ancora perfetto, ma la curva di miglioramento è impressionante. E se prima per automatizzare software vecchi e obsoleti serviva scrivere connettori su misura, ora Sonnet 4.6 riesce a cavarsela da solo.

Ovviamente, con grandi poteri vengono grandi responsabilità. Gli attacchi di prompt injection (quei trucchi per far fare all’AI cose non previste) sono ancora un rischio, ma i ragazzi di Anthropic dicono di aver migliorato la resistenza. Restano però le solite domande: quanto controllo abbiamo davvero su questi modelli? E se un giorno decidessero di prendere il sopravvento? (Scherzo… o no?)

Per chi vuole sperimentare, la versione free è stata aggiornata a Sonnet 4.6 e include funzionalità come la creazione di file e compattazione del contesto. Se invece sei un dev, puoi integrare l’API con le tue app. L’unica pecca? Il vendor lock-in: se vuoi sfruttare al massimo queste funzionalità, devi ballare al ritmo di Anthropic.

In conclusione, Claude Sonnet 4.6 è un passo avanti significativo, soprattutto per chi lavora con documenti complessi o deve automatizzare flussi di lavoro. Ma ricordate: prima o poi, toccherà a noi insegnare all’AI a fare le cose come le facciamo noi. E quello sì che sarà un bel rompicapo.

Source: Claude Sonnet 4.6

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