Claude si è scatenato: 3 cose che dovreste sapere dopo aver codato per settimane

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Se pensavate che gli assistenti AI fossero solo per scrivere email o generare meme, preparatevi a ricredervi. Claude, l’ultimo progetto di Mistral AI, ha passato le ultime settimane a codare come un ossesso e il risultato è una serie di note che faranno felici tutti gli hacker e i maker.

Karpathy, il guru dell’AI che non ha bisogno di presentazioni, ha condiviso un thread su X che fa il punto della situazione. E sì, c’è roba interessante.

Prima di tutto, Claude non è solo un altro chatbot. È stato progettato per essere un vero compagno di coding, capace di scrivere, debuggare e ottimizzare codice come un vero sviluppatore. Non stiamo parlando di suggerire un paio di righe di Python, ma di generare interi moduli, trovare bug nascosti e persino suggerire architetture software.

Per noi smanettoni, questo significa che finalmente possiamo avere un assistente che capisce davvero cosa stiamo facendo. Niente più risposte vaghe o soluzioni copy-paste da Stack Overflow. Claude sembra capire il contesto, il che è un grosso passo avanti.

Certo, non è perfetto. A volte si incarta con le dipendenze dei progetti o propone soluzioni un po’ troppo creative (sì, ho visto un suggerimento per usare un server web in Rust per un problema di Arduino). Ma è un progresso enorme rispetto a quello che avevamo prima.

E poi, c’è la questione del vendor lock-in. Mistral AI ha fatto un buon lavoro nel mantenere Claude aperto e accessibile, ma non possiamo evitare di chiedersi quanto durerà questa filosofia. Le aziende tech hanno una triste tendenza a chiudere tutto non appena qualcosa diventa popolare.

Per noi che amiamo smanettare, la domanda è: quanto possiamo fidarci di questi strumenti? Possiamo davvero integrarli nei nostri progetti senza preoccuparci che domani diventino inutili perché cambiano API o diventano a pagamento?

Per ora, la risposta è: proviamo e vediamo. Claude è uno strumento potente, e se riusciamo a sfruttarlo senza legarci a qualche ecosistema chiuso, tanto meglio. Nel frattempo, continuiamo a codare, debuggare e, soprattutto, a divertirci.

Perché alla fine, è questo che conta: non la perfezione dell’AI, ma il piacere di creare qualcosa di nostro.

Source: A few random notes from Claude coding quite a bit last few weeks

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