
Chi ha detto che per programmare serve una tastiera decente e uno schermo più grande di un francobollo? Seriamente, a volte mi chiedo se l’industria tech abbia dimenticato che esistiamo, quelli che preferiscono sporcarsi le mani con la riga di comando piuttosto che usare interfacce grafiche pre-masticate.
Comunque, veniamo al punto: un tizio (che capisce decisamente più di me di infrastruttura) è riuscito a far girare sei agenti Claude Code in parallelo… direttamente dal suo telefono. Sì, avete capito bene. Niente laptop, niente desktop. Solo Termius su iOS, una VM su Vultr, un pizzico di Tailscale e la magia è fatta.
L’idea di base è semplice, ma incredibilmente potente: una VM in cloud (Vultr, nel caso specifico, costa meno di un caffè al giorno), accessibile in modo sicuro tramite Tailscale (la VPN che tutti i veri nerd dovrebbero usare), e un client SSH/Mosh per iOS che ti permette di lavorare anche se perdi la connessione WiFi. Mosh è la chiave, ragazzi: resiste a tutto, anche se ti teletrasporti su Marte (ok, forse esagero).
Il bello è che questo non è solo un esercizio di stile. L’articolo originale spiega come hanno automatizzato tutto con degli script per avviare e fermare la VM, e come usano tmux per mantenere le sessioni attive anche se chiudi l’app sul telefono. E la ciliegina sulla torta? Le notifiche push! Claude ha bisogno di un input? Il telefono vibra. Rispondi, e torna a guardare la TV.
Cosa significa tutto questo per noi? Beh, significa che possiamo smanettare con l’IA mentre aspettiamo il caffè, debuggare codice dal treno, o risolvere bug dal divano. La produttività diventa *davvero* mobile. E diciamocelo, è una figata pazzesca.
Certo, ci sono delle considerazioni da fare. La sicurezza è fondamentale: la VM deve essere isolata, senza accesso a sistemi di produzione. E poi c’è il costo: anche se si parla di pochi centesimi all’ora, bisogna tenere d’occhio le spese. Ma per chi ama sperimentare e mettere le mani in pasta, il gioco vale la candela.
Unica nota stonata? L’uso di Vultr. Non che sia una cattiva piattaforma, ma mi sembra sempre più che stiamo scambiando un problema (gestire la propria infrastruttura) con un altro (dipendere da un provider cloud). Un po’ di decentralizzazione, per favore! Ma vabbè, lasciamolo perdere, sono un ranting-addicted.
In definitiva, questo setup è una dimostrazione di come la tecnologia possa essere usata per rendere la vita più flessibile e produttiva. E se anche solo un altro nerd si sentirà ispirato a provare, allora avremo raggiunto il nostro scopo.
Source: Claude Code On-the-Go
