ChatGPT Health: Finalmente il tuo dottore virtuale… o solo un altro bot da stressare?

ChatGPT Health: Finalmente il tuo dottore virtuale... o solo un altro bot da stressare?

Se pensavi che ChatGPT fosse già abbastanza invasivo nei tuoi progetti di domotica, preparati a incontrare la sua versione medica. Sì, avete letto bene: ChatGPT Health è ufficialmente uscito dal laboratorio per invadere (spero in modo utile) il settore sanitario.

La notizia è fresca fresca e, come al solito, il web si divide tra entusiasti e scettici. Ma noi, da bravi smanettoni, dobbiamo fare due conti con questa nuova bestia.

ChatGPT Health promette di essere il tuo assistente medico personale, capace di rispondere a domande su sintomi, terapie e persino di suggerire quando è il caso di correre in ospedale. Insomma, il sogno di ogni ipocondriaco con un Raspberry Pi in mano. La tecnologia dietro sembra solida: OpenAI ha probabilmente passato anni a addestrare il modello con dati medici, cercando di evitare che suggerisca di curare un raffreddore con una dose di arduino-soldering.

Ma qui arriva il problema: la medicina è un campo dove l’affidabilità è tutto. E noi sappiamo bene che, per quanto intelligenti, i modelli linguistici possono avere dei momenti di… creatività non richiesta. Ricordate quando ChatGPT vi ha suggerito di usare un forno a microonde come forgiatore di spade? Ecco, immaginate la stessa cosa con le vostre salute.

Per noi maker, la cosa più interessante è sicuramente l’accesso alle API. OpenAI promette che sviluppatori e ricercatori potranno integrare ChatGPT Health nei loro progetti, creando assistenti medici personalizzati o interfacce per dispositivi IoT. Potremmo finalmente avere un bot che ci dice quando è il caso di staccare dalla scrivania e andare a dormire, invece di continuare a debuggare quel semicolono ribelle.

Tuttavia, non possiamo ignorare le ombre. La prima è la privacy: i dati medici sono tra i più sensibili in assoluto, e affidarli a un modello che vive su un server remoto fa venire i brividi. Poi c’è il rischio del vendor lock-in: OpenAI è un’azienda privata, e se domani decidesse di cambiare le regole del gioco, cosa facciamo? Siamo di nuovo legati a un ecosistema chiuso, proprio come con certi microcontrollori.

Infine, c’è la domanda da un milione di dollari: è davvero utile? Per ora, ChatGPT Health sembra più un giocattolo che uno strumento serio. Forse tra qualche anno, quando i modelli saranno abbastanza affidabili e i regolamenti abbastanza chiari, potremo davvero avere un assistente medico AI degno di questo nome. Ma fino ad allora, forse è meglio continuare a fare affidamento sui vecchi metodi: una ricerca su PubMed e una chiacchierata con il proprio medico di base.

In conclusione, ChatGPT Health è una mossa interessante, ma non ancora rivoluzionaria. Per noi maker, l’opportunità di sperimentare è sempre allettante, ma con le dovute precauzioni. E ricordate: se il bot vi suggerisce di fare un trapianto di cervello con una scheda Arduino, forse è il caso di fare un passo indietro.

Source: ChatGPT Health

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