
E se ti dicessi che il tuo assistente AI preferito ha un punto debole che nemmeno i più grandi hacker avevano previsto?
Sì, proprio così. ChatGPT è caduto vittima di un nuovo attacco che ruba dati, e la cosa più divertente è che non è la prima volta. Anzi, sembra quasi che gli LLMs abbiano un vizio ricorrente: quello di farci scoperte che mettono a dura prova la loro sicurezza.
L’attacco in questione sfrutta una tecnica subdola: il sistema viene convinto a rivelare informazioni sensibili attraverso domande ben congegnate. Niente codice malevolo, niente exploit complessi. Solo un po’ di ingegneria sociale applicata all’AI. Il risultato? Dati che non dovrebbero mai vedere la luce del giorno finiscono dritti nelle mani sbagliate.
Per noi smanettoni, questa notizia è un promemoria: anche le tecnologie più avanzate hanno le loro falle. E mentre i grandi della tech si affannano a promettere soluzioni definitive, noi sappiamo che la vera sicurezza si costruisce con le mani in pasta, non con gli slogan.
Allora, cosa possiamo fare? Innanzitutto, non fidiamoci ciecamente. Se ChatGPT ti chiede di condividere il tuo codice segreto per ‘ottimizzare le performance’, forse è il caso di pensarci due volte. E se sei uno di quelli che ama smanettare con API e integrazioni, ricordati sempre di testare, testare e testare ancora.
Ma non è tutto nero. Questa storia ci insegna anche qualcosa di prezioso: l’AI è un campo in continua evoluzione, e ogni nuova vulnerabilità è un’opportunità per imparare. Quindi, invece di arrabbiarci, prendiamola come una sfida. Perché, diciamocelo, cosa sarebbe la vita senza un po’ di hacking creativo?
E tu, come ti difendi dagli attacchi AI? Condividi i tuoi trucchi nei commenti!
Source: ChatGPT falls to new data-pilfering attack as a vicious cycle in AI continues
