ChatGPT diventa un tabellone pubblicitario: ecco cosa cambia per noi smanettoni

ChatGPT diventa un tabellone pubblicitario: ecco cosa cambia per noi smanettoni

Immagina di aprire ChatGPT e trovarti un banner pubblicitario di un nuovo smartphone tra le risposte. Be’, se OpenAI ha a modo suo, presto questa potrebbe diventare la normalità. La notizia è che stanno per testare gli annunci nella versione gratuita e in un nuovo piano a pagamento, ChatGPT Go, a soli 8 dollari al mese. Insomma, sembra che anche l’IA più cool del momento abbia bisogno di monetizzare, e lo fa nel modo più classico possibile: con la pubblicità.

Per noi che amiamo smanettare, programmare e costruire cose, questa notizia ha diversi spunti interessanti. Prima di tutto, è un chiaro segnale che anche i giganti della tech stanno cercando di trasformare ogni angolo del web in un tabellone pubblicitario. Niente di nuovo sotto il sole, ma sempre più invadente. La domanda è: quanto questo influenzerà l’esperienza utente?

Da un lato, possiamo vedere questa mossa come un tentativo di OpenAI di mantenere il servizio gratuito. D’altronde, mantenere un’IA di queste dimensioni non è proprio economico. Ma dall’altro lato, è difficile non pensare che questa decisione possa portare a un aumento del vendor lock-in. Se gli annunci diventano troppo invasivi, chi vorrà davvero pagare per un piano premium per evitarli? E soprattutto, quanto questo influenzerà la nostra capacità di usare ChatGPT come strumento di lavoro o di creatività senza distrazioni?

Per noi maker e hacker, la vera domanda è: ci sono alternative? Possiamo creare i nostri modelli di IA, magari open source, e integrarli nei nostri progetti senza dipendere da piattaforme chiuse? La risposta è sì, ma richiede impegno e competenze. Progetti come Hugging Face e modelli open source come Llama ci danno la possibilità di esplorare soluzioni autonome. Certo, non è facile come cliccare un pulsante, ma se c’è una cosa che sappiamo fare bene, è smanettare fino a trovare una soluzione.

In conclusione, mentre OpenAI corre a monetizzare il suo servizio, noi possiamo scegliere di esplorare alternative più libere. La tecnologia è nostra alleata, e spetta a noi decidere come usarla. E se proprio dovremo convivere con gli annunci, almeno possiamo farci una risata ogni volta che ci suggeriranno di comprare l’ennesimo gadget inutile.

Ah, e se vi state chiedendo come sarebbe un banner pubblicitario in stile retrocomputing, immaginatevi un neon lampeggiante che vi invita a comprare un floppy disk da 1.44 MB. Ora sì che sarebbe nostalgia!

Source: OpenAI to test ads in ChatGPT as it burns through billions

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