
Avete mai pensato a quante copie di voi stessi girano per internet? Non le foto su Instagram, ma i *veri* dati: indirizzo, acquisti, abitudini, tutto venduto e rivenduto come caramelle. Ebbene, in California hanno deciso che forse è ora di mettere un freno a questa festa un po’ inquietante.
Da gennaio 2026, i residenti californiani possono chiedere a tutti i ‘data broker’ di cancellare le loro informazioni personali. In pratica, queste aziende raccolgono dati su di voi da ogni dove (siti web, social media, registri pubblici, ecc.) e li rivendono a terzi per scopi di marketing, pubblicità o, peggio ancora, chissà cosa. La nuova legge, implementata dalla California Privacy Protection Agency (CPPA), dà ai cittadini un po’ di controllo su questa valanga di dati.
Ok, la notizia è buona, ma non cantiamo vittoria troppo presto. Innanzitutto, è limitata alla California. Il resto del mondo? Continuerà a essere un buffet libero per i data broker. In secondo luogo, la procedura per richiedere la cancellazione potrebbe essere un incubo burocratico. Immaginate di dover compilare moduli per centinaia di aziende diverse, sperando che rispondano e che lo facciano correttamente. Un vero e proprio lavoro da Sisifo.
Ma cosa significa per noi, gente che ama smontare le cose e ficcare il naso dove non dovrebbe? Beh, è un’ulteriore spinta a rafforzare la nostra privacy digitale. Usare VPN, browser orientati alla privacy (tipo Brave o Tor), estensioni per bloccare i tracker, e ovviamente, imparare a configurare correttamente le impostazioni di privacy sui social media e sui servizi online. E magari, perché no, iniziare a sperimentare con strumenti di de-identificazione dei dati o tecniche di ‘data poisoning’ per mandare in tilt i sistemi di profilazione.
Certo, è una battaglia continua. Le aziende troveranno sempre nuovi modi per raccogliere e sfruttare i nostri dati. Ma ogni piccola vittoria, come questa legge californiana, è un passo avanti. E poi, diciamocelo, c’è una certa soddisfazione nel rendere la vita difficile a chi cerca di spiattellare la nostra vita privata. Un po’ come risolvere un bug particolarmente ostico nel codice, no?
E se proprio vogliamo essere cinici, pensate che forse, un giorno, potremo usare l’intelligenza artificiale per automatizzare queste richieste di cancellazione. Un bot che si occupa di fare il lavoro sporco per noi, mentre noi ci dedichiamo a cose più interessanti, tipo costruire un robot che faccia il caffè. Ora, *questa* è una tecnologia che mi interessa!
Source: California residents can now request all data brokers delete personal info
