
Hai mai pensato che un giorno potresti dover comunicare con i tuoi compagni di hacking senza internet? Niente server, niente cloud, solo device che parlano tra loro come in un raduno di maker pre-digitali. Briar è il messaggero che rende tutto questo possibile.
Briar è un’app di messaggistica che non si fida di nessuno. Non di Google, non dei provider, e soprattutto non dei governi che amano spegnere internet quando le cose si fanno spicy. Questo tool open-source usa Bluetooth e Wi-Fi per sincronizzare messaggi tra dispositivi, anche quando la rete cade a pezzi.
Il bello è che non ha bisogno di server centralizzati. Le tue chat rimangono locali, criptate e fuori dalla portata di occhi indiscreti. Se l’internet torna, Briar può passare a Tor per un ulteriore strato di privacy. Insomma, è come avere un mesh network tascabile per quando la civiltà digitale va in vacca.
Per noi smanettoni, Briar è una perla rara. Finalmente un’app che non ci chiede di fidarci di qualche corporation. Puoi installarla via F-Droid o download diretto, e il setup è più semplice di un cablaggio Arduino. Una volta creato il tuo account (sì, password sicura obbligatoria), sei pronto a chattare in modo sicuro.
Certo, non è tutto rose e semicoloni. La mancanza di server significa che devi essere fisicamente vicino ai tuoi contatti per sincronizzare i messaggi. Niente geolocalizzazione, niente notifiche push. Ma se stai pensando a un uso in situazioni critiche, queste limitazioni diventano punti di forza.
E poi, ammettiamolo, c’è qualcosa di poetico nel tornare a comunicare come ai tempi delle radio CB. Briar ci ricorda che la tecnologia più avanzata è spesso quella che funziona anche quando tutto il resto è offline.
Se sei un maker o un hacker che ama soluzioni robuste e indipendenti, Briar merita un posto nella tua toolbox digitale. Provatela, smontatela, e magari miglioratela. Il codice è open-source, e il mondo ha bisogno di più strumenti che non dipendano da server di terze parti.
Source: Briar keeps Iran connected via Bluetooth and Wi-Fi when the internet goes dark
