
Sapete cosa c’è di peggio che scoprire un progetto tecnologico rivoluzionario? Scoprirlo solo dopo che è stato approvato in segreto. È successo a Beaver Dam, Wisconsin, dove un data center da un miliardo di dollari è stato tenuto nascosto per oltre un anno.
La città, che sbandiera “communication matters” tra i suoi valori fondamentali, ha invece scelto di tacere. Perché? Per attrarre un colosso tecnologico con promesse di posti di lavoro e investimenti. Ma a quale prezzo?
Per noi smanettoni, la storia è interessante per almeno tre motivi:
1. **Il segreto come strumento di marketing**: A volte, meno si sa, meglio è. Ma per chi ama hackerare, progettare e condividere, questa mentalità è l’opposto dell’open-source.
2. **L’impatto ambientale nascosto**: Un data center di quelle dimensioni consuma energia come una piccola città. Chissà se i cittadini di Beaver Dam sanno cosa li aspetta.
3. **Il vendor lock-in istituzionalizzato**: Quando un’unica azienda detiene tutto il potere, la competizione e l’innovazione ne risentono. Per noi maker, significa meno libertà di sperimentare.
Ma non tutto è perduto. Se da una parte c’è chi gioca a nascondino con i progetti, dall’altra ci sono comunità che invece condividono, collaborano e costruiscono insieme. Il nostro ruolo? Continuare a smontare, capire e, perché no, creare alternative.
E voi, cosa ne pensate? Vi fidate delle promesse dei colossi tecnologici, o preferite tenervi stretti i vostri progetti open-source?
Source: Wisconsin communities signed secrecy deals for billion-dollar data centers
