Apple si è bevuta il latte dell’AI? La svolta che nessuno si aspettava

Apple si è bevuta il latte dell'AI? La svolta che nessuno si aspettava

La notizia è arrivata come un fulmine a ciel sereno: Apple, la stessa azienda che ha sempre snobbato l’AI come se fosse un virus informatico, starebbe pian piano diventando una fedele seguace della religione dell’intelligenza artificiale.

Secondo un report di Gizmodo, i vertici di Cupertino sarebbero in fase di “AI-pill”, ovvero quella condizione in cui si inizia a vedere soluzioni basate su algoritmi intelligenti ovunque. Dopo anni di Siri che non capisce una mazza, sembra che finalmente abbiano capito che il futuro non è solo nei chip e nei design minimalisti, ma anche nei modelli predittivi e nelle reti neurali.

Ma cosa significa tutto questo per noi, che passiamo le notti a fare overclocking su Raspberry Pi e a programmare bot per Discord?

1. **Il lato positivo**: Più AI significa più strumenti per noi maker. Se Apple inizierà a integrare API aperte (cosa improbabile, ma sogniamo pure), potremmo avere accesso a modelli di machine learning potenti da usare nei nostri progetti. Immaginate di allenare un modello per riconoscere i componenti elettronici smontati, o per ottimizzare i percorsi nei nostri robot.

2. **Il lato oscuro**: Il rischio è quello del vendor lock-in. Apple ha una storia di chiusura che fa rabbrividire. Se l’AI diventerà un ecosistema proprietario, potremmo trovarci a dover rinunciare ai nostri amati progetti open-source per usare le librerie di Cupertino. E no, grazie.

3. **La privacy**: Con l’AI che si insinua in ogni angolo del sistema operativo, cosa ne sarà dei nostri dati? Apple ha sempre venduto la privacy come un punto di forza, ma se inizierà a mandare tutto a qualche server remoto per “migliorare l’esperienza utente”, ci ritroveremo con un problema in più.

4. **L’hype**: Per favore, Apple, non fate come tutti gli altri. Non serve mettere “AI” su ogni funzione per far sembrare il vostro prodotto più figo. Ricordatevi che noi smanettoni riconosciamo subito la fuffa.

In conclusione, se da una parte è bello vedere che anche i big stanno finalmente investendo nell’AI, dall’altra dobbiamo stare con gli occhi aperti. Sappiamo tutti che dietro ogni “innovazione” c’è spesso un nuovo modo per farci spendere soldi. E noi, come sempre, faremo di testa nostra.

Intanto, continuate a smanettare, e se avete qualche idea per un progetto con l’AI, fatemi sapere. Magari possiamo fare qualcosa di figo insieme.

Ah, e ricordate: se Apple vi dice che l’AI può sostituire un vero smanettone, fateli parlare con il mio Arduino.

Source: Apple Leadership Is Quietly Getting AI-Pilled, Report Claims

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