
Hai mai visto un unicorno tecnologico morire in diretta? Ecco, Sora di OpenAI è appena diventato un caso da manuale.
L’app che prometteva video iperrealistici generati dall’AI ha tirato i remi in barca dopo solo due anni. “Abbiamo imparato tanto”, dicono loro. Io dico: “Abbiamo visto il solito schema: hype, investimenti, chiusura improvvisa”.
Per chi non ha seguito la saga, Sora era il giocattolo AI di OpenAI che generava video con qualità cinematografica. O almeno così dicevano. In realtà, tra bug, limitazioni e un’interfaccia che ricordava un demo tecnico più che un prodotto finito, la faccenda puzzava di “figata da fiera” fin dall’inizio.
Ora, non fraintendetemi: l’AI per i video ha potenziale. Ma il problema è che queste aziende corporate trasformano ogni progetto in una corsa alla monetizzazione senza prima capire se funziona davvero. Risultato? Un altro progetto che muore prima di diventare utile a qualcuno.
Per noi smanettoni, la lezione è chiara: se vuoi qualcosa di affidabile, costruiscitelo da solo. Sora ci ha ricordato che il vendor lock-in è il nuovo “virus del sabato sera”.
E poi, ammettiamolo: dopo aver visto cosa si può fare con FFmpeg e un po’ di creatività, i video AI sembrano un giocattolo per ricchi. Sora è stato un bel diversivo, ma ora torniamo a fare cose utili.
PS: Se OpenAI avesse aperto le API, magari avremmo salvato qualche pezzo. Ma no, il corporate-speak ha vinto ancora.
Source: Goodbye to Sora
