
Ecco una notizia che farà felici gli appassionati di retrocomputing: Tesla ha deciso di smettere di produrre Model S e X. Perché paragonare questa mossa a un vecchio Commodore 64? Perché, come il nostro amato C64, queste auto sono diventate un pezzo da museo prima ancora di diventare obsolete.
Durante l’ultima conference call, Elon Musk ha annunciato la fine della produzione delle due vetture. E se da un lato possiamo capire la necessità di puntare su modelli più moderni, dall’altro non possiamo fare a meno di notare come Tesla stia lentamente abbandonando il suo DNA di innovazione per abbracciare il mainstream.
Per noi che amiamo smontare le cose per capirle, questa notizia ha un sapore particolare. Le Model S e X erano vere e proprie piattaforme di sperimentazione, con sistemi avanzati che facevano sognare ogni maker. Ora, con la loro uscita di scena, perdiamo un laboratorio su ruote che ci permetteva di giocare con l’elettronica, i software e le meccaniche più avanzate.
Ma non tutto è perduto. Se siete tra quelli che amano trafficare con i circuiti, sappiate che il mercato dell’usato sarà pieno di queste vetture a prezzi interessanti. E poi, chi lo sa, magari tra qualche anno le Model S e X diventeranno il nostro equivalente automobilistico del Raspberry Pi: economiche, accessibili e perfette per sperimentare.
Però attenzione: Tesla ha sempre avuto un approccio molto chiuso al suo ecosistema. Se pensavate di poter hackerare tranquillamente i sistemi delle Model S e X, preparatevi a scontrarvi con muri di vendor lock-in e firmware sigillati. Insomma, non sarà come lavorare con un Arduino, ma con un po’ di pazienza e qualche strumento giusto, si può ancora fare magia.
In conclusione, la fine della produzione di Model S e X è un segnale chiaro: Tesla sta diventando una casa automobilistica tradizionale. Ma per noi smanettoni, è anche un’opportunità per trasformare questi vecchi modelli in nuovi progetti di hacking e personalizzazione. E poi, chi lo sa, magari tra qualche anno le Model S e X diventeranno il nostro nuovo terreno di gioco preferito.
Quindi, preparate i cacciaviti, gli oscilloscopi e la vostra voglia di smanettare: il futuro dell’hacking automobilistico potrebbe passare proprio da queste vetture. E se qualcuno vi dice che sono obsolete, ricordategli che anche il Commodore 64 lo era… fino a quando qualcuno non lo ha reso immortale.
