Addio, Gasolio: L’Energia si sta rebootando (e noi ci mettiamo le mani)

Addio, Gasolio: L'Energia si sta rebootando (e noi ci mettiamo le mani)

Dimenticate per un attimo i grafici a torta e i report di 300 pagine che vi fanno venire voglia di dormire. Guardate semplicemente dove sta andando la corrente. È un cambiamento di sistema così grande che non lo si può più trattare come una semplice ‘tendenza verde’.

È un reboot energetico su scala planetaria. Se siete nel giro a programmare sistemi di controllo, a fare CNC o a far girare Raspberry Pi in qualche remoto angolo del mondo, dovete sapere che l’era del motore a combustione interna, almeno come fonte primaria di potenza, sta morendo. E non è un allontanamento lento, è un ‘tipping point’ che i dati confermano.

Ci sono Paesi che non hanno quasi nulla di fossile nel loro mix elettrico – Bhutan, Islanda, e altri che stanno dimostrando che è fattibile. Non è più una questione di ‘se’, ma di ‘come’ gestire il passaggio. E qui, amici miei, scatta la parte da nerd. Perché il problema non è più generare energia pulita (il sole, il vento, l’idroelettrico sono già lì, pronti a essere sfruttati);

il vero problema è la *grid* stessa. La stabilità. L’intermittenza. Quando il vento smette di soffiare alle tre del mattino, cosa alimenta il vostro server o la vostra macchina per riciclare la plastica? Non basta mettere pannelli ovunque, serve un sistema che sia robusto quanto un codice Python ben scritto e che sappia bilanciare carico e generazione in tempo reale.

Ed è qui che la nostra community rientra nel quadro. Non siamo solo quelli che montano i kit Arduino per fare un semaforo intelligente. Siamo quelli che devono capire l’intelligenza dietro il sistema. Dobbiamo pensare a sistemi di stoccaggio energetico (batterie, batterie, batterie) più efficienti, a reti locali (micro-grids) che possano funzionare anche se il grande sistema centrale fa i capricci. Stiamo passando da un modello centralizzato (il gigante che manda la corrente) a un modello decentralizzato e iper-connesso.

Per noi maker, questo è un campo di gioco incredibilmente fertile. Più sistemi IoT, più necessità di AI per prevedere la domanda e l’offerta, più opportunità per sviluppare algoritmi di gestione energetica che sono un mix tra controllo numerico e machine learning. Dimenticate i grandi colossi che vi vendono la ‘soluzione completa’ (e che spesso significa vendor lock-in e troppi contratti da leggere). Il futuro è nei sistemi aperti, quelli che potete scambiare, aggiornare, e, soprattutto, *hackare* per farli funzionare meglio.

Quindi, la prossima volta che sentite parlare di ‘transizione energetica’, non pensate solo alle turbine e ai pannelli. Pensate ai nodi, ai dati, all’ottimizzazione algoritmica. Pensate a come potete creare, con un Raspberry Pi, un sistema di monitoraggio che vi dica esattamente quando la vostra micro-rete è in pericolo. È questo il vero potere. È il codice che fa girare la macchina, non il combustibile che la fa muovere.

Preparatevi: il prossimo grande progetto che smontaremo e riassembleremo sarà la rete elettrica globale. E noi ci saremo, con saldatori, codice e un sacco di caffè.

Source: Seven countries now generate nearly all their electricity from renewables (2024)

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