Addio, codice a mano: l’AI ci ruba la magia (ma noi ce la ridiamo)

Addio, codice a mano: l'AI ci ruba la magia (ma noi ce la ridiamo)

Sapete quella scena in cui il vecchio artigiano guarda il robot che gli ruba il lavoro e sospira ‘ai miei tempi si faceva con le mani’? Bene, eccoci qui: siamo noi, i programmatori 40enni, a fare la stessa scena ma con un IDE aperto e un caffè freddo in mano.

L’articolo che ho trovato su Hacker News è un inno alla nostalgia pre-AI, scritto da uno che, come noi, si sente un po’ come un cavaliere Jedi guardare un droidi fare la spada laser. L’autore, Nolan Lawson, ci racconta con un misto di rassegnazione e malinconia come il nostro mestiere stia diventando sempre più ‘glorificato TSA agent’ che controlla il codice generato dall’AI invece che creare qualcosa di nostro.

Ora, non fraintendetemi: l’AI è figa. Vedevo i miei colleghi più giovani (che chiameremo ‘zoomer’ per non farci mancare nulla) usare Warp, Cursor e Claude come se fossero estensioni naturali del loro cervello. E funziona. Funziona dannatamente bene. Anzi, se aspettate sei mesi, probabilmente vi ritroverete a usare anche voi questi tool solo per non essere tagliati fuori.

Ma qui arriva il problema: noi che abbiamo passato notti intere a debuggare un loop infinito o a trovare quel bug nascosto in un angolo oscuro del codice, cosa facciamo ora? Dove va a finire quella soddisfazione di aver creato qualcosa con le nostre mani? Quel senso di orgoglio quando il tuo script finalmente funziona e puoi dire ‘l’ho fatto io’?

L’autore ha ragione: tra qualche anno spiegheremo ai nostri nipoti come si scriveva codice a mano, un po’ come oggi raccontiamo delle cassette VHS o dei floppy disk. E sì, rideremo. Ma dentro di noi sapremo che qualcosa di unico, di quasi artistico, è andato perso.

Però, come dice Lawson, non serve resistere. Il treno è già partito e noi siamo seduti in carrozza. Possiamo piangerci addosso o possiamo imparare a usare questi strumenti per fare cose ancora più fighe. Magari non sarà la stessa cosa, ma possiamo sempre trovare un angolino dove scrivere codice ‘a mano’ per il puro piacere di farlo.

E voi, come vi sentite di fronte a questa rivoluzione? Vi buttate a capofitto negli strumenti AI o preferite ancora il vecchio metodo? Fatemi sapere nei commenti, magari con qualche aneddoto epico di debug notturno!

Source: We mourn our craft

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