
Se pensavi che il 2024 fosse stato un anno folle per i database, aspetta di sentire cosa è successo nel 2025. Tra funding round da capogiro, licenze che cambiano come calzini, e benchmark che fanno acqua da tutte le parti, è stato un anno da ricordare. O da dimenticare, dipende da che parte stavi.
Partiamo con la notizia che ha fatto più rumore: Databricks ha deciso che un solo funding round non era abbastanza. No, hanno dovuto farne due. Perché? Perché possono. Perché il mercato è ancora abbastanza matto da permetterglielo. E perché, ammettiamolo, a noi smanettoni piace vedere chi riesce a tirare la corda più a lungo prima che si rompa.
Ma non è tutto oro quel che luccica. Redis Ltd. ha fatto un bel dietrofront sulla licenza, un anno dopo il famoso “rugpull” (sì, quel momento in cui ti rendi conto che hai appena investito tempo e fatica in qualcosa che non è più open source). E SurrealDB? Be’, i loro benchmark sembravano fantastici finché qualcuno non ha notato che non stavano scrivendo i dati su disco. Piccolo dettaglio, no? Tipo quando il tuo codice funziona alla perfezione… finché non lo testi in produzione.
E poi c’è la storia di Coldplay. Sì, proprio loro. Pare che possano distruggere matrimoni, ma Astronomer ha trasformato il disastro in limonata. Metafore a parte, è bello vedere che anche nel mondo dei database c’è spazio per la resilienza.
Ma veniamo al punto: cosa significa tutto questo per noi che passiamo le notti a smanettare con Arduino e Raspberry Pi? Beh, prima di tutto, che il mondo dei database è ancora un campo minato. Ogni anno ci sono nuove licenze, nuovi benchmark, e nuove promesse che spesso finiscono in un buco nero. Il consiglio? Fidati solo di chi ha un track record solido, e non lasciarti abbagliare dall’hype.
E poi, se hai mai pensato di buttarti in un progetto con una di queste nuove tecnologie, ricordati di fare sempre un backup. O due. O tre. Perché nel 2025, come nel 2024, e come nel 2023, i dati possono sparire più velocemente di un semicolono mancante in una riga di codice.
In sintesi, il 2025 è stato un anno di lezioni imparate (o riarse) e di conferme che il mondo del tech è ancora un posto pieno di sorprese. Alcune buone, altre meno. Ma una cosa è certa: la prossima volta che qualcuno ti dice che il suo database è “revolutionary”, prendi tutto con le pinze. E magari controlla se i dati li scrive su disco.
Buon hacking a tutti!
