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	<title>VMware &#8211; Associazione ROOT APS</title>
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	<description>APS ROOT il circolo più nerd nel raggio di 12 parsec.</description>
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	<title>VMware &#8211; Associazione ROOT APS</title>
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		<title>VMware e l&#8217;arte di svuotare i portafogli: la grande fuga è iniziata</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lamberto Tedaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2026 12:43:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un nuovo sondato rivela che il 90% degli utenti VMware sta cercando una via d'uscita. Tra licenze folli e complessità operativa, il castello di carte sta vacillando.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure class="aing-post-image wp-block-image size-full alignwide" style="margin-bottom: 1.5em;width: 100%"><a href="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/10/VMware-e-larte-di-svuotare-i-portafogli-la-grande-fuga-e-iniziata-1791290628.png"><img decoding="async" src="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/10/VMware-e-larte-di-svuotare-i-portafogli-la-grande-fuga-e-iniziata-1791290628.png" alt="VMware e l&#039;arte di svuotare i portafogli: la grande fuga è iniziata" style="width: 100% !important;max-width: 100% !important;height: auto !important" /></a></figure>
<p></p>
<p>Immaginate di aver costruito la vostra base operativa perfetta, con ogni vite al suo posto e ogni script che gira senza intoppi, per poi scoprire che il proprietario del terreno ha deciso di raddoppiare l&#8217;affitto e, di bonus, ha cambiato anche le serrature di tutte le porte.</p>
<p>Sembra la trama di un episodio di Black Mirror, ma è esattamente quello che sta succedendo nell&#8217;ecosistema della virtualizzazione. Secondo un recente sondaggio riportato da Ars Technica, ben il 90% degli utenti VMware sta attivamente esplorando alternative. E no, non è perché hanno improvvisamente scoperto la passione per il minimalismo o per il fare tutto via SSH su un Raspberry Pi sperduto in garage. Il motivo è piuttosto banale, o meglio, terribilmente concreto: i costi delle licenze sono diventati insostenibili.</p>
<p>Dopo le recenti acquisizioni e i cambiamenti radicali nel modello di business, VMware è passata dall&#8217;essere lo standard affidabile a un incubo contabile per qualsiasi IT manager che abbia un briciolo di rispetto per il proprio budget. Quando i costi salgono a livelli che sembrano decisi da un cattivo di un film Marvel in fase di crisi di nervi, la tentazione di guardarsi intorno diventa irresistibile.</p>
<p>Certo, c&#8217;è un grosso «ma» che tiene molti con i piedi per terra. Non è che basti switchare tutto su KVM o Proxmox con un semplice comando &#8216;apt upgrade&#8217; e via. La complessità operativa è il vero muro. Spostare intere infrastrutture critiche non è come migrare un database da Docker a Kubernetes; è un lavoro sporco, rischioso e che può mandare in crash tutto il sistema se non lo gestisci con la precisione di un chirurgo che ha appena bevuto tre espresso.</p>
<p>Per noi che viviamo in Italia, la questione ha un sapore particolare. Anche se le decisioni strategiche di questi colossi americani sembrano lontane dai nostri uffici, l&#8217;impatto sui costi delle infrastrutture locali è reale. Se un&#8217;azienda italiana, che già lotta con una burocrazia che farebbe sembrare l&#8217;universo di Dune un gioco da ragazzi, si trova a dover pagare cifre astronomiche per software che prima gestiva con serenità, il rischio di fallimento o di tagli drastici è dietro l&#8217;angolo.</p>
<p>In sintesi: il mondo sta cercando di scappare da una prigora dorata (e costosissima), ma le catene sono ancora molto pesanti da rompere. Restiamo in attesa di vedere chi sarà il primo grande player a dichiarare la vittoria e rendere l&#8217;open source non solo una scelta etica, ma una necessità economica.</p>
<p class="aing-source"><em>Source: <a href="https://arstechnica.com/information-technology/2026/10/operational-complexity-a-top-barrier-for-vmware-migrations-survey/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Licensing costs driving 90 percent of VMware users to explore options: Survey</a></em></p>
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		<title>Broadcom e il grande tradimento: quando il profitto mangia la fiducia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lamberto Tedaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Sep 2026 00:43:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[VMware sta provando a chiedere scusa alle piccole e medie imprese dopo il disastro gestionale della acquisizione Broadcom. Spoiler: le scuse non bastano se il portafoglio è vuoto.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure class="aing-post-image wp-block-image size-full alignwide" style="margin-bottom: 1.5em;width: 100%"><a href="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/09/Broadcom-e-il-grande-tradimento-quando-il-profitto-mangia-la-fiducia-1788569027.png"><img decoding="async" src="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/09/Broadcom-e-il-grande-tradimento-quando-il-profitto-mangia-la-fiducia-1788569027.png" alt="Broadcom e il grande tradimento: quando il profitto mangia la fiducia" style="width: 100% !important;max-width: 100% !important;height: auto !important" /></a></figure>
<p></p>
<p>Avete presente quel momento in cui il vostro compagno di room in un GDR decide improvvisamente di cambiare classe, rubare tutto il loot del party e dichiarare che da oggi si gioca solo con le regole del Dungeon Master? Ecco, Broadcom ha fatto esattamente questo con VMware.</p>
<p>La notizia che arriva dai corridoide dell&#8217;informatica è un classico esempio di &#8216;ops, abbiamo esagerato&#8217;. Broadcom ha ammesso, con una sincerità che sa di strategia di marketing disperata, di aver messo troppo focus sul VCF (VMware Cloud Foundation), trascurando completamente tutti quegli utenti che non sono multinazionali con budget illimitati. In pratica, hanno deciso che le piccole e medie imprese (SMB) non erano abbastanza interessanti per i loro nuovi obiettivi di fatturato.</p>
<p>Il punto è questo: non sono le feature mancanti a far arrabbiare la community, ma la sensazione di essere stati lasciati a piedi. Quando un vendor decide che la tua infrastruttura è solo un numero in un foglio Excel e inizia a spingere pacchetti all-in-one pesantissimi e costosissimi, non sta solo vendendo software, sta riscrivendo le regole del contratto sociale. È quel tipico approccio da &#8216;prendere o lasciare&#8217; che fa venire i brividi a chiunque abbia mai provato a gestire un server senza dover chiedere un prestito bancario.</p>
<p>Ora Broadcom sta provando a fare il &#8216;damage control&#8217;, cercando di rassicurare le PMI. Ma siamo onesti: la fiducia non si ripristina con un comunicato stampa scritto da un ufficio PR che parla di &#8216;ottimizzazione del valore&#8217;. La fiducia si ripristina dimostrando di non volerti chiudere in un ecosistema chiuso da cui è impossibile uscire senza un esilio permanente.</p>
<p>Per noi che viviamo di open source, hypervisor alternativi e soluzioni che non richiedano un contratto di leasing per un singolo core, questa mossa è un segnale chiaro. Se i giganti decidono che la libertà è un costo inutile, la risposta è sempre la stessa: guardare altrove. In Italia, dove le PMI sono il cuore pulsante di tutto e spesso non hanno i milioni per pagare licenze enterprise, questo scenario è ancora più critico. Non è solo una questione di software, è una questione di sopravvivenza tecnologica.</p>
<p>Quindi, Broadcom, se volete davvero recuperare, smettetela di parlare di feature e iniziate a parlare di rispetto per chi la tecnologia la usa davvero, non solo per gonfiare le quotazioni in borsa.</p>
<p class="aing-source"><em>Source: <a href="https://arstechnica.com/information-technology/2026/09/trust-not-features-is-the-real-deficit-vmware-tries-to-appease-smbs/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">“Trust, not features, is the real deficit”: VMware tries to appease SMBs</a></em></p>
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		<title>Addio VMware: come il Tottenham ha smesso di regalare soldi ai grandi colossi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lamberto Tedaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Sep 2026 06:44:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il Tottenham Hotspur ha deciso di non subire passivamente i nuovi e folli listini prezzi di Broadcom dopo l'acquisizione di VMware. Risultato? Un risparmio dell'85% sui costi di licenza.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure class="aing-post-image wp-block-image size-full alignwide" style="margin-bottom: 1.5em;width: 100%"><a href="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/09/Addio-VMware-come-il-Tottenham-ha-smesso-di-regalare-soldi-ai-grandi-colossi-1788504254.png"><img decoding="async" src="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/09/Addio-VMware-come-il-Tottenham-ha-smesso-di-regalare-soldi-ai-grandi-colossi-1788504254.png" alt="Addio VMware: come il Tottenham ha smesso di regalare soldi ai grandi colossi" style="width: 100% !important;max-width: 100% !important;height: auto !important" /></a></figure>
<p></p>
<p>Chi l&#8217;avrebbe mai detto che una squadra di calcio inglese sarebbe stata la nostra bussola etica per sopravvivere all&#8217;era dei nuovi monopoli tech?</p>
<p>Se seguite le cronache dell&#8217;ultimo periodo, avrete capito che quando un gigante come Broadcom decide di inghiottire un altro player come VMware, il primo passo non è mai &#8216;migliorare il prodotto&#8217;, ma &#8216;estrarre ogni singolo centesimo possibile dai clienti esistenti&#8217;. È la classica strategia da villain di una serie Marvel: prendo il tuo territorio, cambio le regole del gioco e poi ti aumento l&#8217;affitto finché non sei costretto a traslocare o fallire.</p>
<p>Il CTO del Tottenham Hotspur non ha deciso di fare il filosofo e piangere sulla propria sfortuna. Al contrario, ha orchestrato una migrazione massiccia che ha ridotto i costi di licenza dell&#8217;85%. Sì, avete letto bene. Un risparmio che definire &#8216;monumentale&#8217; è poco. In pratica, hanno preso le chiavi del castello, hanno guardato i nuovi prezzi folli e hanno detto: «Sapete che c&#8217;è? Ci spostiamo altrove».</p>
<p>Per chi non è immerso nei datacenter, il succo è questo: trovarsi intrappolati in un ecosistema dove non puoi più decidere quanto spendere è un incubo. È come se la tua utility elettrica decidesse che, da domani, la tariffa non si paga più a kilowatt, ma in base a quanti film hai visto su Netflix.</p>
<p>Certo, per noi che viviamo di open source e di configurazioni fatte in casa, questa è la vittoria della libertà e dell&#8217;efficienza. Ma restiamo con i piedi per terra: in Italia, dove il budget IT viene spesso trattato come se fosse una cena di gala e le decisioni vengono prese da chi non sa distinguere un kernel da una pagnotta, una mossa del genere è difficilissima da implementare. Qui abbiamo altri problemi, tipo la burocrazia o i fornitori che ti vendono soluzioni &#8216;chiavi in mano&#8217; che sono in realtà catene d&#8217;oro.</p>
<p>Però, il messaggio arriva forte e chiaro. Non devi per forza accettare le condizioni di chi decide di stringerti la mano solo per poi tentare di svuotarti le tasche. La migrazione è un lavoro sporco, richiede test, fatica e un sacco di caffè, ma il risultato è una libertà che non ha prezzo (e che, nel caso del Tottenham, ha un prezzo decisamente più basso).</p>
<p>Quindi, la prossima volta che il vostro fornitore di fiducia vi propone un upgrade &#8216;indispensabile&#8217; con un aumento del 300%, ricordatevi del Tottenham. Se loro possono farlo per vincere la Premier League, noi possiamo farlo anche per far girare un cluster Kubernetes senza finire in bancarotta.</p>
<p class="aing-source"><em>Source: <a href="https://arstechnica.com/information-technology/2026/09/vmware-migration-reduces-tottenham-hotspurs-licensing-fees-by-85-percent/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">VMware migration reduces Tottenham Hotspur&#039;s licensing fees by 85 percent</a></em></p>
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		<title>Addio VMware: Quando l&#8217;incertezza ti spinge a migrare 11.000 VM (e non è un trick di magia)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lamberto Tedaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jul 2026 22:43:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[webnews]]></category>
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		<category><![CDATA[Cloud Migration]]></category>
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					<description><![CDATA[La catena di convenience store Sheetz ha deciso di dare le spalle a VMware, portando via ben 11.000 macchine virtuali. Ecco perché il caos post-acquisizione Broadcom sta facendo scappare anche i giganti del retail.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure class="aing-post-image wp-block-image size-full alignwide" style="margin-bottom: 1.5em;width: 100%"><a href="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/07/Addio-VMware-Quando-lincertezza-ti-spinge-a-migrare-11.000-VM-e-non-e-un-trick-di-magia-1784241834.png"><img decoding="async" src="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/07/Addio-VMware-Quando-lincertezza-ti-spinge-a-migrare-11.000-VM-e-non-e-un-trick-di-magia-1784241834.png" alt="Addio VMware: Quando l&#039;incertezza ti spinge a migrare 11.000 VM (e non è un trick di magia)" style="width: 100% !important;max-width: 100% !important;height: auto !important" /></a></figure>
<p></p>
<p>Spostare undicimila macchine virtuali non è come spostare i file di un vecchio hard disk che trovi nel cassetto della scrivania. È un&#8217;operazione chirurgica, un incubo logistico che farebbe tremare le gambe a qualsiasi sysadmin che si rispetti.</p>
<p>Eppure, la catena di convenience store Sheetz lo sta facendo. E la colpa non è di un bug nel codice o di un hardware che decide di andare in pensione, ma di quella nebbia tossica che si respira quando un grande player decide di cambiare le regole del gioco senza chiedere il permesso a nessuno. Sì, sto parlando del caos che ha scatenato Broadcom dopo l&#8217;acquisizione di VMware.</p>
<p>Il succo della questione è questo: Sheetz ha guardato il panorama delle licenze e delle nuove politiche di VMware e ha detto: «No, grazie, preferisco l&#8217;incertezza di una migrazione massiccia piuttosto che il rischio di non sapere quanto pagherò il prossimo mese». In pratica, la catena sta migrando tutto su StorMagic. Un movimento audace che dimostra come, quando il partner tecnologico inizia a comportarsi in modo imprevedibile, l&#8217;unica soluzione sia cercare una via d&#8217;uscita prima che le catene si stringano troppo.</p>
<p>Per noi che viviamo di open source e di configurazioni fatte in casa, questa notizia non è una sorpresa, ma è comunque una boccata d&#8217;ossigeno. Vedere un&#8217;azienda di questa scala che decide di non farsi schiacciare dalle nuove dinamiche di mercato e cerca alternative meno opprimenti è una piccola vittoria per tutti quelli che odiano l&#8217;idea di essere intrappolati in un ecosistema dove ogni tua mossa è soggetta a nuove, e costose, decisioni aziendali prese in qualche sala riunioni a canyon valley.</p>
<p>Certo, per noi in Italia la notizia ha un sapore un po&#8217; distante. Non abbiamo 838 negozi da gestire con la stessa infrastruttura, e le nostre aziende spesso sono troppo piccole per avere il potere contrattuale di un gigante americano. Spesso ci limitiamo a subire le variazioni di prezzo o i cambiamenti di licenza come passanti che subiscono un temporale improvviso.</p>
<p>Però, il messaggio è chiaro: l&#8217;instabilità è un killer. Se un vendor inizia a rendere il futuro opaco, la community (e anche le grandi corporation) inizierà a cercare l&#8217;uscita di sicurezza. E onestamente? È un trend che non vedo l&#8217;ora di seguire. Se Sheetz riesce a migrare 11.000 VM, forse anche noi possiamo iniziare a guardare con più interesse verso soluzioni che ci lascino un minimo di controllo sulla nostra infrastruttura. Meno hype, più autonomia, please.</p>
<p class="aing-source"><em>Source: <a href="https://arstechnica.com/information-technology/2026/07/sheetz-moves-838-stores-off-vmware-broadcom-created-too-much-uncertainty/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Sheetz is quitting VMware, migrating 11,000 virtual machines</a></em></p>
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		<title>Broadcom vs Allstate: Quando l&#8217;audit diventa una vendetta personale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lamberto Tedaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Jul 2026 04:43:56 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Broadcom]]></category>
		<category><![CDATA[Corporate Drama]]></category>
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					<description><![CDATA[Un dramma legale tra giganti del software che sembra uscito da un episodio di Succession. Broadcom accusa Allstate di star scappando dai controlli dopo aver detto addio a VMware.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure class="aing-post-image wp-block-image size-full alignwide" style="margin-bottom: 1.5em;width: 100%"><a href="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/07/Broadcom-vs-Allstate-Quando-laudit-diventa-una-vendetta-personale-1783745031.png"><img decoding="async" src="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/07/Broadcom-vs-Allstate-Quando-laudit-diventa-una-vendetta-personale-1783745031.png" alt="Broadcom vs Allstate: Quando l&#039;audit diventa una vendetta personale" style="width: 100% !important;max-width: 100% !important;height: auto !important" /></a></figure>
<p></p>
<p>Se pensate che le dispute tra grandi corporation siano solo noiosi scambi di fogli Excel e avvocati in giacca e cravatta, vi sbagliate di grosso. Qui siamo nel territorio del dramma puro, di quello che si guarda con i popcorn mentre speriamo che qualcuno faccia un casino colossale.</p>
<p>La notizia che arriva dagli USA è roba da brividi per chiunque abbia mai provato a gestire un&#8217;infrastruttura IT senza farsi strangolare dai costi di licenza. Broadcom ha lanciato un&#8217;accusa pesantissima contro Allstate, il colosso delle assicurazioni: sostiene che l&#8217;azienda stia attivamente cercando di evitare gli audit di VMware.</p>
<p>Per chi non fosse aggiornato (o volesse ignorare deliberatamente il caos che sta succedendo nel mondo della virtualizzazione), Broadcom ha acquisito VMware e, come spesso accade quando un gigante si accaparra un altro gigante, ha deciso di rivoluzionare il modello di business. Addio flessibilità, benvenuti bundle che pesano quanto un&#8217;armatura medievale e prezzi che fanno piangere i controller finanziari. Allstate, comprensibilmente, ha detto &#8216;no grazie&#8217; e ha iniziato a cercare alternative per liberarsi di quel cappio al collo.</p>
<p>Ma la risposta di Broadcom è stata una mossa da cattivo dei film: accusare Allstate di non voler sottoporre i propri sistemi a verifiche. In pratica, Broadcom dice: «State scappando perché sapete di non aver pagato tutto quello che dovete». Allstate, dal canto suo, ribatte che questi audit sono solo un modo per infastidirli e ritorsione perché hanno deciso di cambiare vendor.</p>
<p>È la solita storia: una volta che sei entrato in quel labirinto di dipendenze tecnologiche, uscire diventa un&#8217;impresa degna di un raid in un dungeon di livello altissimo. E la cosa peggiore è che, mentre in Italia stiamo ancora cercando di capire come far dialogare i sistemi della Pubblica Amministrazione senza far esplodere i server, dall&#8217;altra parte dell&#8217;oceano si combatte una guerra di trincea per decidere chi deve pagare l&#8217;ennesima parcella software.</p>
<p>Non è una notizia che cambierà il modo in cui configuriamo i nostri server domestici o i nostri cluster Kubernetes in ufficio, ma è un segnale chiarissimo su dove sta andando l&#8217;industria: verso un ecosistema dove la libertà di scelta è sempre più un miraggio e ogni tentativo di diversificazione viene punito con controlli maniacali e ritorsioni legali. Se il futuro del software è questo, io mi tengo volentieri i miei container open source e il mio buon senso.</p>
<p class="aing-source"><em>Source: <a href="https://arstechnica.com/information-technology/2026/07/allstate-accuses-broadcom-of-auditing-it-because-it-quit-vmware-ca/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Allstate accuses Broadcom of auditing it because it quit VMware, CA</a></em></p>
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		<title>Addio VMware: T-Mobile sta scappando prima che arrivi il conto di Broadcom</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lamberto Tedaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 02:44:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[webnews]]></category>
		<category><![CDATA[Broadcom]]></category>
		<category><![CDATA[cloud computing]]></category>
		<category><![CDATA[tech news]]></category>
		<category><![CDATA[virtualization]]></category>
		<category><![CDATA[VMware]]></category>
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					<description><![CDATA[T-Mobile ha deciso di migrare decine di migliaia di VM per evitare le nuove politiche di licenza di Broadcom. Una fuga disperata che ci ricorda perché non dovremmo mai fidarci troppo di un unico fornitore.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure class="aing-post-image wp-block-image size-full alignwide" style="margin-bottom: 1.5em;width: 100%"><a href="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/07/Addio-VMware-T-Mobile-sta-scappando-prima-che-arrivi-il-conto-di-Broadcom-1782960255.png"><img decoding="async" src="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/07/Addio-VMware-T-Mobile-sta-scappando-prima-che-arrivi-il-conto-di-Broadcom-1782960255.png" alt="Addio VMware: T-Mobile sta scappando prima che arrivi il conto di Broadcom" style="width: 100% !important;max-width: 100% !important;height: auto !important" /></a></figure>
<p></p>
<p>Scommetto che nessuno di voi ha mai passato la notte a sognare la migrazione di diecimila macchine virtuali, ma T-Mobile ci sta riuscendo con un successo clamoroso. La notizia che arriva dagli USA è un classico esempio di come il mondo enterprise possa trasformarsi in un film horror in pochi secondi: Broadcom ha deciso di cambiare le regole del gioco con VMware, e l&#8217;operatore telefonico ha capito che era il momento di premere il tasto &#8216;Eject&#8217;.</p>
<p>In pratica, T-Mobile sta pianificando di spostare una quantità di VM che farebbe tremare i polsi a qualsiasi sysadmin con un briciolo di dignità. Il motivo? La guerra legale e commerciale in corso. Broadcom ha iniziato a stringere la presa sulle licenze, spostando il modello verso abbonamenti che, diciamo la verità, sanno molto di &#8216;ti tengo in ostaggio finché il tuo budget non finisce&#8217;. T-Mobile sta cercando di lottare per mantenere le vecchie licenze perpetue, ma la strategia di fuga sembra già tracciata.</p>
<p>Per chi non mastica la materia, il punto è questo: una volta che hai costruito l&#8217;intero tuo ecosistema su un unico stack proprietario, cambiare diventa un incubo logistico che somiglia molto al tentativo di spostare l&#8217;intera biblioteca di Hogwarts usando solo un cucchiaino. È quel tipo di situazione in cui ti senti intrappolato in un ecosistema chiuso, dove ogni mossa del vendor può costarti milioni di dollari e notti insonni.</p>
<p>Certo, noi qui in Italia guardiamo a queste news con un certo distacco, perché le leggi e i contratti che decidono il destino di T-Mobile non scriveranno i nostri regolamenti. Però, la lezione è universale per chiunque gestisca infrastrutture: l&#8217;illusione di stabilità offerta dai giganti del software è fragile come un codice non documentato. Vedere un colosso che si muove in questo modo è un segnale d&#8217;allarme per tutti noi che amiamo l&#8217;autonomia e la possibilità di cambiare rotta senza dover chiedere il permesso a un board di direttori in camicia bianca.</p>
<p>Speriamo che questa migrazione non finisca in un disastro degno di un episodio di Silicon Valley, ma se anche dovesse fallire, almeno avremo una bella storia da raccontare davanti a una birra mentre aspettiamo che il prossimo aggiornamento di sistema finisca di installarsi.</p>
<p class="aing-source"><em>Source: <a href="https://arstechnica.com/information-technology/2026/07/t-mobile-moving-tens-of-thousands-of-virtual-machines-off-vmware-amid-lawsuit/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">T-Mobile moving tens of thousands of virtual machines off VMware amid lawsuit</a></em></p>
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		<title>Broadcom e il furto legalizzato: Tesco dice basta (e noi diciamo: godetela!)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lamberto Tedaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 01:13:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[webnews]]></category>
		<category><![CDATA[Broadcom]]></category>
		<category><![CDATA[open source]]></category>
		<category><![CDATA[Tesco]]></category>
		<category><![CDATA[vendor lock-in]]></category>
		<category><![CDATA[VMware]]></category>
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					<description><![CDATA[Tesco sta migrando 40.000 workload fuori da VMware dopo che Broadcom ha deciso di alzare i prezzi del 175%. Un classico caso di vendor lock-in che finisce male.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure class="aing-post-image wp-block-image size-full alignwide" style="margin-bottom: 1.5em;width: 100%"><a href="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/06/Broadcom-e-il-furto-legalizzato-Tesco-dice-basta-e-noi-diciamo-godetela-1781831587.png"><img decoding="async" src="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/06/Broadcom-e-il-furto-legalizzato-Tesco-dice-basta-e-noi-diciamo-godetela-1781831587.png" alt="Broadcom e il furto legalizzato: Tesco dice basta (e noi diciamo: godetela!)" style="width: 100% !important;max-width: 100% !important;height: auto !important" /></a></figure>
<p></p>
<p>Se pensate che i prezzi dei componenti per le vostre stampanti 3D siano diventati folli, aspettate di leggere cosa sta combinando Broadcom con la gestione di VMware.</p>
<p>Secondo i documenti depositati in un tribunale inglese, il colosso della distribuzione Tesco ha deciso di dare un calcio nel sedere a VMware, spostando ben 40.000 server workload altrove. Il motivo? Non è un bug nel codice o un problema di performance, ma un banale e brutale aumento dei prezzi del 175% circa. Sì, avete letto bene: un incremento di quasi il doppio del costo, deciso con la stessa delicatezza con cui si schiaccia un chip sottile con un saldatore a 400 gradi.</p>
<p>Tesco ha parlato chiaro, definendo la condotta di Broadcom come «abusiva». È la classica mossa da azienda che ha capito di avere la gente per le palle grazie al vendor lock-in e decide di spremere i clienti finché non riescono a scappare. È lo stesso tipo di dinamica che odiamo quando un software proprietario ti costringe a comprare hardware specifico e costosissimo solo per far girare una funzione che su un sistema open source funzionerebbe meglio e gratis.</p>
<p>Da smanettone, questa notizia mi fa gasare e preoccupare allo stesso tempo. Gasare perché vedere un gigante come Tesco che dice «andatevene affari vostri» e inizia una migrazione massiccia di 40.000 istanze è un segnale potentissimo. È la prova che, per quanto la infrastruttura sia complessa, la via di fuga esiste. Ma preoccupare perché conferma che il mondo enterprise sta diventando un terreno di caccia per i predatori che odiano l&#8217;innovazione e amano solo i margini di profitto gonfiati.</p>
<p>Cosa significa per noi, che passiamo le serate a compilare kernel custom o a far girare container su vecchi server recuperati dai rifiuti elettronici? Significa che non dobbiamo mai diventare troppo dipendenti da un unico ecosistema. Se Broadcom può fare questo a Tesco, può farlo a chiunque. La vera libertà sta nel saper usare alternative open-source, nel saper gestire l&#8217;astrazione dell&#8217;hardware e nel non farsi incastrare in licenze che sembrano scritte da un sadico. </p>
<p>In un mondo dove i giganti del software cercano di trasformare ogni licenza in un ricatto, l&#8217;unica difesa è la competenza tecnica e la capacità di spostare i carichi di lavoro dove l&#8217;interoperabilità è la priorità, non il fatturato del prossimo trimestre. Quindi, meno hype per le nuove feature inutili e più focus su tutto ciò che è indipendente dal vendor. La migrazione è l&#8217;unica vera patch che può salvare il settore.</p>
<p class="aing-source"><em>Source: <a href="https://arstechnica.com/information-technology/2026/06/tesco-moving-40000-server-workloads-off-vmware-amid-broadcoms-abusive-conduct/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Tesco moving 40,000 server workloads off VMware amid Broadcom&#039;s “abusive conduct”</a></em></p>
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		<title>HPE lancia la bomba: un anno di software gratis per far saltare VMware</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lamberto Tedaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 05:12:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[webnews]]></category>
		<category><![CDATA[HPE]]></category>
		<category><![CDATA[SysAdmin]]></category>
		<category><![CDATA[TechNews]]></category>
		<category><![CDATA[virtualization]]></category>
		<category><![CDATA[VMware]]></category>
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					<description><![CDATA[HPE sta cercando di rubare clienti a VMware con una mossa piuttosto audace: un anno di licenze gratuite per VM Essentials. Sarà la svolta o solo un altro trick commerciale?]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure class="aing-post-image wp-block-image size-full alignwide" style="margin-bottom: 1.5em;width: 100%"><a href="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/06/HPE-lancia-la-bomba-un-anno-di-software-gratis-per-far-saltare-VMware-1781673165.png"><img decoding="async" src="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/06/HPE-lancia-la-bomba-un-anno-di-software-gratis-per-far-saltare-VMware-1781673165.png" alt="HPE lancia la bomba: un anno di software gratis per far saltare VMware" style="width: 100% !important;max-width: 100% !important;height: auto !important" /></a></figure>
<p></p>
<p>Il mercato della virtualizzazione sta diventando un campo di battaglia degno di un titolo arcade degli anni &#8217;90, ma con budget infiniti e meno pixel colorati. </p>
<p>Se pensavate che la guerra tra vendor fosse solo una questione di fogli Excel e contratti snervanti, preparatevi, perché HPE ha appena deciso di lanciane una grossa. La notizia, che sta facendo discutere su Ars Technica, è che HPE sta cercando di attirare i naufraghi della migrazione VMware offrendo un anno intero di software gratuito. In pratica, stanno dicendo: «Ehi, vieni qui, prova la nostra soluzione VM Essentials senza che il tuo budget aziendale esploda immediatamente».</p>
<p>Per chi di noi ha passato notti intere a configurare hypervisor o a cercare di far girare macchine virtuali su hardware che sembrava destinato alla raccolta differenziata, la situazione è chiara. Dopo i cambiamenti di licenza di VMware (che hanno fatto disperare molti, non solo i sysadmin ma anche noi che amiamo l&#8217;open source e la libertà), HPE ha visto l&#8217;opportunità perfetta per colpire dove fa più male: il portafoglio.</p>
<p>Ma andiamo al sodo. È una mossa geniale o solo una manovra per creare altro vendor lock-in? Dal punto di vista di chi ama smanettare e capire come girano gli ingranaggi, l&#8217;idea di avere software gratuito è sempre una boccata d&#8217;aria fresca. Tuttavia, sappiamo tutti come funziona il gioco. L&#8217;anno gratis è il &#8216;cavallo di Troia&#8217; per portarti dentro il loro ecosistema. Una volta che hai configurato tutta la tua infrastruttura, i tuoi script e i tuoi workflow su HPE, cambiare di nuovo diventerà un incubo degno di un bug in un codice scritto in C senza un solo commento.</p>
<p>Per noi maker e appassionati di automazione, questa notizia è interessante perché indica che il mercato si sta muovendo. Se la concorrenza aumenta, le alternative diventano più accessibili. Anche se non gestiremo mai un data center enterprise nel garage accanto alla nostra stampante 3D, vedere un gigante che prova a scardinare un monopolio è sempre stimolante. </p>
<p>In sintesi: meno hype inutile, più sostanza e meno licenze che costano quanto un set di lame per CNC. Restiamo con gli occhi aperti per vedere se dopo dodici mesi HPE continuerà a sorridere o se inizierà a mandare fatture che ci faranno desiderare di tornare al buon vecchio retrocomputing, dove l&#8217;unica cosa che dovevi pagare era la bolletta della luce per tenere acceso il Commodore 64.</p>
<p class="aing-source"><em>Source: <a href="https://arstechnica.com/information-technology/2026/06/hpe-tempts-vmware-users-partners-with-year-of-free-virtualization-software/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Year of free HPE software a “step in the correct direction” in VMware rivalry</a></em></p>
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		<title>VMware vs. Cloud Providers: La Guerra dei Partner è Tornata!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lamberto Tedaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 00:02:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[webnews]]></category>
		<category><![CDATA[Broadcom]]></category>
		<category><![CDATA[cloud]]></category>
		<category><![CDATA[open source]]></category>
		<category><![CDATA[smanettare]]></category>
		<category><![CDATA[VMware]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo la cancellazione del programma partner, i fornitori di cloud hanno chiesto all'UE di intervenire. Ecco perché questa storia ci riguarda da vicino.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure class="aing-post-image wp-block-image size-full alignwide" style="margin-bottom: 1.5em;width: 100%"><a href="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/03/VMware-vs.-Cloud-Providers-La-Guerra-dei-Partner-e-Tornata-1773964971.png"><img decoding="async" src="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/03/VMware-vs.-Cloud-Providers-La-Guerra-dei-Partner-e-Tornata-1773964971.png" alt="VMware vs. Cloud Providers: La Guerra dei Partner è Tornata!" style="width: 100% !important;max-width: 100% !important;height: auto !important" /></a></figure>
<p></p>
<p>Se pensavi che la guerra tra VMware e i fornitori di cloud fosse finita, beh, hai sbagliato. </p>
<p>I giganti del cloud hanno appena fatto un passo audace: hanno chiesto all&#8217;UE di ripristinare il programma partner di VMware, che Broadcom aveva cancellato nel 2025. Perché? Per &#8220;salvaguardare la concorrenza e i clienti&#8221;, ovviamente. Ma tradotto dal corporate-speak, significa che Broadcom sta giocando duro e loro non vogliono essere schiacciati.</p>
<p>Per noi smanettoni, questa è una notizia grossa. VMware è stato per anni il software preferito per virtualizzare server, e Broadcom ha fatto un casino epico comprandolo e poi cambiando le regole del gioco. Ora i cloud provider (AWS, Azure, Google Cloud) dicono che senza il programma partner, sarà più difficile offrire soluzioni competitive.</p>
<p>Ecco cosa significa per noi:</p>
<p>1. **Maggiori costi e meno flessibilità**: Se i cloud provider devono pagare di più per usare VMware, quei costi potrebbero riversarsi su di noi, specialmente se usiamo servizi cloud per progetti personali o aziendali.</p>
<p>2. **Vendor lock-in**: Broadcom sta spingendo per far sì che i clienti dipendano di più dalle sue soluzioni. Se sei un maker che usa VMware per i tuoi progetti, potresti trovarti in difficoltà se decidi di passare a un altro provider.</p>
<p>3. **Opportunità per alternative open-source**: Situazioni come questa sono un ottimo incentivo per esplorare alternative come Proxmox o OpenNebula. Se Broadcom continua a fare il prepotente, magari è il momento di sperimentare!</p>
<p>E poi c&#8217;è l&#8217;ironia della situazione: Broadcom dice che i cloud provider stanno &#8220;misrappresentando le realtà di mercato&#8221;. Davvero? Dopo aver comprato VMware e aver mandato all&#8217;aria anni di partnership, hanno il coraggio di dire che sono gli altri a non capire la situazione?</p>
<p>Morale della favola: tenete gli occhi aperti. Se Broadcom vince questa battaglia, potremmo trovarci tutti a pagare di più per meno. E se invece l&#8217;UE interviene, potremmo avere un mercato più aperto. </p>
<p>In ogni caso, è un bel casino da seguire, e noi smanettoni non possiamo fare altro che preparare i popcorn e goderci lo spettacolo.</p>
<p class="aing-source"><em>Source: <a href="https://arstechnica.com/information-technology/2026/03/cloud-service-providers-ask-eu-regulator-to-reinstate-vmware-partner-program/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Cloud service providers ask EU regulator to reinstate VMware partner program</a></em></p>
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		<title>VMware, Broadcom e il grande esodo: chiuderemo tutti le macchine virtuali?</title>
		<link>https://www.rootclub.it/vmware-broadcom-e-il-grande-esodo-chiuderemo-tutti-le-macchine-virtuali/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Lamberto Tedaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Feb 2026 22:01:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[webnews]]></category>
		<category><![CDATA[Broadcom]]></category>
		<category><![CDATA[open source]]></category>
		<category><![CDATA[smanettare]]></category>
		<category><![CDATA[virtualizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[VMware]]></category>
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					<description><![CDATA[Un sondaggio rivela che la maggioranza degli utenti VMware sta riducendo la propria 'footprint' con la software house. Ecco perché dovrebbe importarvi, anche se siete più abituati a smanettare con Raspberry Pi che con hypervisor.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure class="aing-post-image wp-block-image size-full alignwide" style="margin-bottom: 1.5em;width: 100%"><a href="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/02/VMware-Broadcom-e-il-grande-esodo-chiuderemo-tutti-le-macchine-virtuali-1771365693.png"><img decoding="async" src="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/02/VMware-Broadcom-e-il-grande-esodo-chiuderemo-tutti-le-macchine-virtuali-1771365693.png" alt="VMware, Broadcom e il grande esodo: chiuderemo tutti le macchine virtuali?" style="width: 100% !important;max-width: 100% !important;height: auto !important" /></a></figure>
<p></p>
<p>Se Broadcom avesse un motto aziendale, probabilmente sarebbe: &#8220;Non possiamo accontentare tutti, e non ci proviamo nemmeno.&#8221; Ecco la sintesi di un recente rapporto CloudBolt che ha fatto il giro del web: la maggioranza degli utenti VMware sta attivamente riducendo il proprio &#8216;footprint&#8217; con la software house. Niente di sorprendente, se consideriamo la storia recente di Broadcom: acquisizioni aggressive, licenze sempre più costose e un approccio che sembra più orientato a massimizzare i profitti che a mantenere la fedeltà dei clienti.</p>
<p>Ma perché dovrebbe importarvi, cari maker e smanettoni? Beh, perché anche nel nostro piccolo mondo di Arduino e Raspberry Pi, le scelte dei big tech hanno ripercussioni. Se VMware perde terreno, significa che alternative più open o economiche stanno guadagnando spazio. E per noi che amiamo sperimentare, questo è sempre un bene.</p>
<p>Il rapporto CloudBolt è chiaro: Broadcom &#8220;non ha mai avuto l&#8217;obiettivo di mantenere tutti i clienti&#8221;, e la strategia sembra funzionare. Ma cosa significa per chi, come noi, preferisce soluzioni più flessibili? Intanto, possiamo gongolare un po&#8217;: vedere un gigante come VMware traballare è sempre soddisfacente, soprattutto quando lo fa per colpa di decisioni aziendali miopi.</p>
<p>Però, attenzione: il mondo delle macchine virtuali non è solo roba per data center. Anche chi smanetta con Raspberry Pi o progetti IoT potrebbe trovare interessante esplorare alternative open source come Proxmox o KVM. Certo, non è la stessa cosa, ma sapere che esistono opzioni più economiche e flessibili è sempre utile.</p>
<p>In conclusione, la storia VMware-Broadcom è un altro esempio di come l&#8217;avidità possa essere controproducente. Per noi smanettoni, è un promemoria: il mondo tech è in continua evoluzione, e chi non si adatta rischia di finire nel dimenticatoio. E noi, nel frattempo, continuiamo a smontare, rimontare e sperimentare.</p>
<p class="aing-source"><em>Source: <a href="https://arstechnica.com/information-technology/2026/02/most-vmware-users-still-actively-reducing-their-vmware-footprint-survey-finds/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Most VMware users still &quot;actively reducing their VMware footprint,&quot; survey finds</a></em></p>
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