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	<title>social impact &#8211; Associazione ROOT APS</title>
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	<description>APS ROOT il circolo più nerd nel raggio di 12 parsec.</description>
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	<title>social impact &#8211; Associazione ROOT APS</title>
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		<title>Meno hype, più impatto: l&#8217;algoritmo che funziona davvero</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lamberto Tedaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 20:44:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[webnews]]></category>
		<category><![CDATA[Inspiration]]></category>
		<category><![CDATA[Open Source Spirit]]></category>
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					<description><![CDATA[Mentre noi ci perdiamo in discussioni su quale framework sia più veloce o su quale LLM ci ruberà il lavoro, un dev ha deciso di implementare un progetto a lungo termine con un ROI che non si misura in metriche di engagement.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure class="aing-post-image wp-block-image size-full alignwide" style="margin-bottom: 1.5em;width: 100%"><a href="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/10/Meno-hype-piu-impatto-lalgoritmo-che-funziona-davvero-1791492235.png"><img decoding="async" src="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/10/Meno-hype-piu-impatto-lalgoritmo-che-funziona-davvero-1791492235.png" alt="Meno hype, più impatto: l&#039;algoritmo che funziona davvero" style="width: 100% !important;max-width: 100% !important;height: auto !important" /></a></figure>
<p></p>
<p>Smettiamola di parlare di quanto sia rivoluzionario l&#8217;ultimo modello di IA o di come i microservizi abbiano salvato il mondo. La verità è che la maggior parte delle innovazioni tecnologiche oggi serve solo a far salire il valore delle azioni di qualche Big Tech o a mostrarci pubblicità più mirate mentre cerchiamo di capire perché il nostro script Python va in crash senza motivo.</p>
<p>Ho letto una storia su Hacker News che mi ha fatto resettare il cervello. Non parlo di un nuovo exploit o di una patch di sicurezza, ma di un vero e proprio «slow experiment» umano. Un tipo, dieci anni fa, mentre viaggiava in Africa Orientale, ha iniziato a pagare la scuola a una ragazzina di 11 anni in un villaggio della Tanzania, Ibumila. Niente promesse grandiose, niente campagne di marketing patinate, solo un impegno costante: pagare le tasse scolasticamente finché lei avesse voluto studiare.</p>
<p>Risultato? La ragazza, Anwarite, si è appena laureata in Lingue all&#8217;Università di Dar es Salaam e sta partendo per un Master. E non è finita qui: il tizio ha trasformato questa cosa in un progetto strutturato, il «Tanzania Education Project», che ora sostiene cinque studenti, coprendo anche l&#8217;assistenza sanitaria. Tutto con una trasparenza totale: zero stipendi per i gestori, solo costi operativi minimi e i soldi vanno dritti agli studenti.</p>
<p>Per noi che viviamo di logica, questo è un concetto affascinante. Spesso siamo ossessionati dall&#8217;ottimizzazione di processi che non portano a nulla di concreto, mentre qui abbiamo un caso di utilizzo di risorse (che siano tempo o denaro) applicato a un problema reale con un output che cambia la traiettoria di intere generazioni. In un mondo dove tutto è «disruptive» e «scalabile» solo per gonfiare il valore di un round di finanziamento, vedere una scalabilità che punta a far sì che ogni bambino nel villaggio abbia accesso all&#8217;istruzione è una boccata d&#8217;ossigeno.</p>
<p>Certo, siamo in Italia e spesso ci sentiamo distanti da realtà così lontane, ma il core del discorso è universale per chiunque abbia un briciolo di etica del maker. La tecnologia e le risorse che abbiamo devono servire a costruire qualcosa di permanente, non solo a creare l&#8217;ennesimo wrapper per un&#8217;API che scadrà tra sei mesi. Se qualcuno di voi ha ancora qualche spare change dopo aver comprato l&#8217;ultimo gadget useless, date un&#8217;occhiata al loro sito. È una di quelle rare occasionhe in cui il debug del mondo reale sembra avere un senso.</p>
<p class="aing-source"><em>Source: <a href="https://news.ycombinator.com/item?id=50006366" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Tell HN: I&#039;ve been paying for a rural Tanzanian&#039;s education for 10 years</a></em></p>
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		<title>Update in corso: il Dipartimento di Stato USA ha premuto &#8216;Pause&#8217; sul mondo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lamberto Tedaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Aug 2026 12:44:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[webnews]]></category>
		<category><![CDATA[Globalism]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
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		<category><![CDATA[USA]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Dipartimento di Stato americano ha sospeso le domande per i visti d'immigrazione. Un glitch burocratico che non ci riguarda direttamente, ma che fa riflettere sul senso di 'chiusura' globale.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure class="aing-post-image wp-block-image size-full alignwide" style="margin-bottom: 1.5em;width: 100%"><a href="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/08/Update-in-corso-il-Dipartimento-di-Stato-USA-ha-premuto-Pause-sul-mondo-1787834643.png"><img decoding="async" src="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/08/Update-in-corso-il-Dipartimento-di-Stato-USA-ha-premuto-Pause-sul-mondo-1787834643.png" alt="Update in corso: il Dipartimento di Stato USA ha premuto &#039;Pause&#039; sul mondo" style="width: 100% !important;max-width: 100% !important;height: auto !important" /></a></figure>
<p></p>
<p>C&#8217;è chi pensa che il vero problema della tecnologia sia il debito tecnico, ma a quanto pare la politica ha deciso di implementare una strategia di &#8216;freeze&#8217; ancora più radicale.</p>
<p>Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha appena annunciato una sospensione delle domande per i visti d&#8217;immigrazione. Sì, avete letto bene. Niente nuovo aggiornamento, niente patch correttiva: hanno semplicemente messo in pausa il processo. È come se qualcuno, durante una build critica di un progetto open source, decidesse di staccare la spina al server senza nemmeno lasciare un log di errore.</p>
<p>Per chi vive tra i bit e i circuiti qui in Italia, questa notizia potrebbe sembrare un leak irrilevante da un thread di Hacker News. Non è che domani mattina dovrete rinunciare al vostro dream di andare a Silicon Valley a scrivere kernel per una startup che spacca il mondo. Il nostro ecosistema di maker e dev è ben altro. Però, se analizziamo la cosa con l&#8217;occhio critico che ci contraddistingue, il pattern è inquietante. Vedere un&#8217;istituzione così massiccia che decide di &#8216;congelare&#8217; i flussi di persone è un segnale di un sistema che sta cercando di limitare la propria connettività con l&#8217;esterno.</p>
<p>È una mossa che trasuda quel desiderio di compartimentazione che odiamo nei sistemi chiusi. È come quando un vendor decide di bloccare le API per impedire l&#8217;interoperabilità tra piattaforme diverse, rendendo tutto più rigido, meno fluido e, decisamente, meno interessante. Invece di ottimizzare i processi per renderli più efficienti e trasparenti, si sceglie la via del &#8216;non si accede&#8217;.</p>
<p>Certo, le motivazioni ufficiali dietro queste decisioni politiche sono spesso un mix di retorica e gestione della sicurezza, ma il risultato finale è sempre lo stesso: meno scambio, meno movimento, meno input. E noi sappiamo bene che senza input, il sistema non può evolvere. Se smetti di ricevere dati nuovi, rimani bloccato in un loop infinito di vecchie logiche.</p>
<p>Quindi, mentre noi continuiamo a buildare, compilare e sperare che il prossimo commit non rompa tutto, restiamo a osservare questo tentativo di mettere il mondo in &#8216;read-only&#8217; mode. Speriamo solo che il buffer non vada in overflow troppo presto.</p>
<p class="aing-source"><em>Source: <a href="https://www.wsj.com/politics/policy/u-s-state-department-pauses-immigrant-visa-applications-25b31b23" target="_blank" rel="noopener noreferrer">U.S. State Department pauses immigrant visa applications</a></em></p>
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		<title>Lag emotivo: il tuo smartphone sta riscrivendo il codice dei tuoi figli?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lamberto Tedaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 08:44:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[webnews]]></category>
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		<category><![CDATA[tech ethics]]></category>
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					<description><![CDATA[Uno studio recente suggerisce che l'uso ossessivo dello smartphone da parte dei genitori potrebbe creare problemi di attaccamento nei bambini. Non è il solito allarmismo, ma un bug nel sistema sociale che merita riflessione.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure class="aing-post-image wp-block-image size-full alignwide" style="margin-bottom: 1.5em;width: 100%"><a href="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/07/Lag-emotivo-il-tuo-smartphone-sta-riscrivendo-il-codice-dei-tuoi-figli-1783586642.png"><img decoding="async" src="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/07/Lag-emotivo-il-tuo-smartphone-sta-riscrivendo-il-codice-dei-tuoi-figli-1783586642.png" alt="Lag emotivo: il tuo smartphone sta riscrivendo il codice dei tuoi figli?" style="width: 100% !important;max-width: 100% !important;height: auto !important" /></a></figure>
<p></p>
<p>Spegnete pure quel terminale per un secondo, perché questa non è la solita news su un nuovo leak di un processore o su una vulnerabilità zero-day che ti rovina il weekend.</p>
<p>È uscito un nuovo studio che sta facendo discutere, e no, non parla di quanto il nuovo aggiornamento di Android sia pieno di bloatware. Il tema è decisamente più&#8230; organico. In sostanza, l&#8217;uso eccessivo dello smartphone da parte dei genitori potrebbe causare problemi di attaccamento nei bambini nel lungo periodo. Sì, avete letto bene: non si parla di distrazione momentanea, ma di un potenziale glitch nel sistema di sviluppo emotivo dei più piccoli.</p>
<p>Non stiamo parlando di fare una crociata contro la tecnologia — non sono il tipo che ti dice di buttare il tuo setup da gaming nel fosso — ma l&#8217;idea è che se il &#8216;presidio principale&#8217; (ovvero il genitore) è costantemente in uno stato di deep focus su una timeline di X o sta scrollando Reels senza fine, il bambino perde quel feedback costante e fondamentale che serve per costruire una base sicura. È un po&#8217; come quando cerchi di debuggare un codice complesso mentre qualcuno ti interrompe ogni trenta secondi con domande a caso: non riesci mai a stabilire una connessione stabile con il flusso di lavoro. Ecco, con i figli sta succedendo qualcosa di simile, ma con conseguenze molto più pesanti del semplice debug fallito.</p>
<p>Ovviamente, c&#8217;è da fare una premessa importante: siamo in Italia, non in un laboratorio di Silicon Valley. Spesso queste news arrivano con un tono catastrofista che sembra uscito da un episodio di Black Mirror, ma la realtà è che non c&#8217;è bisogno di lanciare denunce planetarie contro i device. Il punto non è il hardware, ma il software mentale che ci stiamo installando addosso. Il problema non è lo smartphone in sé, ma l&#8217;algoritmo che ci tiene incollati allo schermo, bypassando la nostra capacità di stare presenti.</p>
<p>Non stiamo parlando di una nuova legge restrittiva che verrà implementata dal governo domani mattina (speriamo!), ma di un invito a fare un po&#8217; di refactoring del nostro comportamento. Certamente, se il problema risiede in modelli di consumo che sono progettati per catturare la nostra attenzione a ogni costo, la colpa non è solo del genitore distratto, ma di un ecosistema che spinge verso l&#8217;iper-connessione. </p>
<p>Quindi, la prossima volta che senti il bip di una notifica mentre stai giocando con tuo figlio, prova a pensare che potresti star scrivendo un bug nel suo futuro. Non serve diventare degli eremiti, basta solo un po&#8217; di buon senso e, ogni tanto, mettere quel maledetto telefono in modalità &#8216;non disturbare&#8217;.</p>
<p class="aing-source"><em>Source: <a href="https://gizmodo.com/new-study-says-parents-phone-use-might-be-giving-kids-attachment-issues-later-on-2000783292" target="_blank" rel="noopener noreferrer">New Study Says Parents’ Phone Use Might Be Giving Kids Attachment Issues Later On</a></em></p>
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		<title>Algoritmi, Podcast e Avvelenamento: Quando l&#8217;influencer di turno diventa un bug biologico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lamberto Tedaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 13:12:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[webnews]]></category>
		<category><![CDATA[misinformation]]></category>
		<category><![CDATA[science]]></category>
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					<description><![CDATA[Un nuovo studio rivela come i commenti di Joe Rogan e RFK Jr. abbiano causato un aumento del 38.7% nei casi di avvelenamento da vitamina A. Un caso scuola su quanto sia pericoloso il debugging della realtà fatto senza dati.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure class="aing-post-image wp-block-image size-full alignwide" style="margin-bottom: 1.5em;width: 100%"><a href="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/06/Algoritmi-Podcast-e-Avvelenamento-Quando-linfluencer-di-turno-diventa-un-bug-biologico-1780492369.png"><img decoding="async" src="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/06/Algoritmi-Podcast-e-Avvelenamento-Quando-linfluencer-di-turno-diventa-un-bug-biologico-1780492369.png" alt="Algoritmi, Podcast e Avvelenamento: Quando l&#039;influencer di turno diventa un bug biologico" style="width: 100% !important;max-width: 100% !important;height: auto !important" /></a></figure>
<p></p>
<p>C&#8217;è un limite sottile tra il fare &#8216;reverse engineering&#8217; di una teoria complessa e andare in crash sistemico cercando di patchare un problema biologico con dei tutorial ascoltati in podcast.</p>
<p>Secondo un recente studio riportato da Gizmodo, abbiamo assistito a un fenomeno che definire &#8216;glitch nel sistema&#8217; è un eufemismo: l&#8217;interesse per un trattamento potenzialmente tossico contro il morbillo è schizzato alle stelle dopo che figure come Joe Rogan e RFK Jr. hanno iniziato a parlarne. Il risultato? Un aumento del 38.7% dei casi di avvelenamento da vitamina A all&#8217;inizio dello scorso anno. Non è un errore di compilazione o un driver mal scritto, è gente che ha preso un consiglio da un influencer e ha provato a sovrascrivere i propri parametri vitali senza controllare il manuale d&#8217;istruzioni.</p>
<p>Per chi di noi è abituato a smanettare con l&#8217;elettronica, il concetto è tragicamente familiare. Se provi a sovratensione un microcontrollore sperando che &#8216;faccia più miracoli&#8217;, finisci con un pezzo di silicio morto e un odore di bruciato che non ti dimentichi. Ecco, qui il componente bruciato è il corpo umano. L&#8217;idea di usare dosaggi massicci di vitamina A come cura è una di quelle &#8216;soluzioni&#8217; che sembrano geniali se le leggi in un thread di un forum senza fonti, ma che diventano letali quando applichi la logica del &#8216;trial and error&#8217; su una biologia che non ha il tasto &#8216;reset&#8217;.</p>
<p>La cosa che mi manda in tilt è la velocità di propagazione di questa &#8216;patch&#8217; non verificata. È come se qualcuno diffondesse un malware su una rete globale e tutti lo installassero convinti che sia un aggiornamento di sicurezza critante. Non c&#8217;è rispetto per il debugging, non c&#8217;è peer-review, c&#8217;è solo l&#8217;hype dell&#8217;ultimo episodio del podcast del momento. </p>
<p>Per noi che amiamo costruire, programmare e capire come girano le cose, questo è un monito brutale. La curiosità è la nostra forza, ma l&#8217;approccio &#8216;cowboy&#8217; senza una base di dati solida è il modo più veloce per mandare tutto in kernel panic. La scienza, proprio come un buon codice scritto in C, richiede precisione, test rigorosi e una profonda comprensione dei limiti del sistema. Fare l&#8217;overclock della realtà basandosi sul carisma di un podcaster è un errore di sistema che non si può correggere con un semplice reboot.</p>
<p class="aing-source"><em>Source: <a href="https://gizmodo.com/interest-in-a-potentially-toxic-measles-treatment-spiked-after-joe-rogan-bump-study-says-2000766738" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Interest in a Potentially Toxic Measles Treatment Spiked After Joe Rogan Bump, Study Says</a></em></p>
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