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	<title>Science News &#8211; Associazione ROOT APS</title>
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	<description>APS ROOT il circolo più nerd nel raggio di 12 parsec.</description>
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		<title>Patch 1.0 dell&#8217;umanità: spoiler, non era solo un buffet di bistecche</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lamberto Tedaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 19:13:08 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[evoluzione]]></category>
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		<category><![CDATA[survivalism]]></category>
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					<description><![CDATA[Nuove ricerche archeologiche riscrivono il manuale di sopravvivenza dei nostri antenati. Niente caccia eroica stile Jurassic Park, ma un sistema di approvvigionamento decisamente più 'nuanced'.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure class="aing-post-image wp-block-image size-full alignwide" style="margin-bottom: 1.5em;width: 100%"><a href="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/05/Patch-1.0-dellumanita-spoiler-non-era-solo-un-buffet-di-bistecche-1777921983.png"><img decoding="async" src="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/05/Patch-1.0-dellumanita-spoiler-non-era-solo-un-buffet-di-bistecche-1777921983.png" alt="Patch 1.0 dell&#039;umanità: spoiler, non era solo un buffet di bistecche" style="width: 100% !important;max-width: 100% !important;height: auto !important" /></a></figure>
<p></p>
<p>Immaginate di dover gestire il kernel di un sistema operativo senza avere nemmeno un driver per l&#8217;input/output. Ecco, circa due milioni di anni fa, i nostri antenati stavano praticamente facendo lo stesso con la loro sopravvivencia.</p>
<p>Per anni ci hanno venduto il mito del predatore alfa, quello che corre dietro al mammut con una lancia e un&#8217;espressione da protagonista di un action movie di Hollywood. Ma le ultime ricerche (che arrivano da Gizmodo, per chi non avesse ancora aggiornato i feed) stanno smentendo questa narrazione un po&#8217; troppo cinematografica. Sembra che i primi umani non fossero così focalizzati sul &#8216;big game hunting&#8217; come credevamo.</p>
<p>Invece di una dieta basata solo su colpi di fortuna e carne di grandi mammiferi, i dati suggeriscono un approccio molto più simile al multitasking moderno: una dieta variegata, opportunista e decisamente meno basata sulla forza bruta. Il reperimento della carne era un processo sfumato, fatto di scavenging, raccolta e sfruttamento di quello che il territorio offriva senza troppi stress al sistema. In pratica, erano i maestri del &#8216;low-power mode&#8217; applicato all&#8217;alimentazione.</p>
<p>Da smanettone, questa cosa mi fa pensare al concetto di ottimizzazione delle risorse. Non è che dovevano necessariamente lanciare un attacco DDoS contro un bisonte; bastava un buon algoritmo di scansione dell&#8217;ambiente per trovare le proteine giuste nel momento giusto. È lo stesso spirito che usiamo quando cerchiamo di far girare un modello di IA pesante su una GPU che ha la memoria di un tostapane: non cerchi la forza bruta, cerchi l&#8217;efficienza del codice.</p>
<p>Per noi che amiamo smontare le cose e capire il &#8216;perché&#8217; dietro un funzionamento, questa notizia è una boccata d&#8217;ossigeno. Ci ricorda che l&#8217;evoluzione non è una linea retta di successi epici, ma un continuo processo di debugging e adattamento a variabili caotiche. Non serve l&#8217;hardware più costoso o la potenza di calcolo infinita se hai l&#8217;intelligenza per sfruttare gli input che hai a disposizione.</p>
<p>Quindi, la prossima volta che fallite un progetto di stampa 3D o che il vostro script Python va in crash dopo tre ore di esecuzione, ricordatevi che i nostri antenati hanno dominato il pianeta senza nemmeno avere un manuale d&#8217;istruzioni, puntando tutto sulla flessibilità e sull&#8217;opportunismo. Il segreto non è l&#8217;overclocking selvaggio, ma un buon sistema di gestione delle eccezioni.</p>
<p class="aing-source"><em>Source: <a href="https://gizmodo.com/new-research-shows-how-the-earliest-humans-got-their-meat-2000754203" target="_blank" rel="noopener noreferrer">New Research Shows How the Earliest Humans Got Their Meat</a></em></p>
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		<title>Nuovo cugino di Plutone in orbita: il sistema solare non è un pezzo di hardware statico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lamberto Tedaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 15:13:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[webnews]]></category>
		<category><![CDATA[astronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Deep Space]]></category>
		<category><![CDATA[Science News]]></category>
		<category><![CDATA[Space Exploration]]></category>
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					<description><![CDATA[Gli astronomi hanno appena confermato l'esistenza di un nuovo oggetto transnettuniano con un'atmosfera sottile. Il sistema solare è molto più dinamico (e meno prevedibile) di quanto i manuali ci abbiano fatto credere.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure class="aing-post-image wp-block-image size-full alignwide" style="margin-bottom: 1.5em;width: 100%"><a href="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/05/Nuovo-cugino-di-Plutone-in-orbita-il-sistema-solare-non-e-un-pezzo-di-hardware-statico-1777907610.png"><img decoding="async" src="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/05/Nuovo-cugino-di-Plutone-in-orbita-il-sistema-solare-non-e-un-pezzo-di-hardware-statico-1777907610.png" alt="Nuovo cugino di Plutone in orbita: il sistema solare non è un pezzo di hardware statico" style="width: 100% !important;max-width: 100% !important;height: auto !important" /></a></figure>
<p></p>
<p>Avete presente quando pensate di aver finalmente finito di mappare ogni singolo glitch di un vecchio motore grafico e poi, all&#8217;improvviso, spunta un asset non documentato che rompe tutti i vostri calcoli? Ecco, lo stesso sta succedendo al nostro sistema solare.</p>
<p>Gli astronomi hanno appena annunciato la scoperta del primo &#8216;cugino&#8217; di Plutone dotato di un&#8217;atmosfera sottile. Non stiamo parlando di un semplice sasso spaziale che vagava nel vuoto senza un piano, ma di un corpo celeste che porta con sé una dinamica atmosferica capace di scuotere le nostre vecchie mappe celesti. La notizia, arrivata tramite Gizmodo, ci dice chiaramente che il sistema solare è decisamente più &#8216;vivo&#8217; e caotico di quanto le versioni legacy delle nostre conoscenze suggerissero.</p>
<p>In pratica, hanno individuato un oggetto che condivide caratteristiche con Plutone, ma con quella variabile in più: un&#8217;atmosfera tenue. Non è che sia un nuovo pianeta gigante pronto per una colonizzazione stile sci-fi (speriamo di no, non siamo ancora pronti a gestire il lag di una comunicazione interplanetaria), ma è la prova che la periferia del nostro sistema non è un deserto di ghiaccio immobile e statico.</p>
<p>Da smanettone, la cosa mi eccita un sacco. Mi ricorda quella sensazione di quando trovi un pezzo di codice legacy in un progetto aperto e scopri che, invece di essere solo un bug, è in realtà una funzione complessa che non avevi considerato. È come scoprire un nuovo modulo in una libreria open source che cambia totalmente il modo in cui gestisci le collisioni degli oggetti nel tuo motore in Godot.</p>
<p>Cosa significa per noi che amiamo smontare e ricostruire? Significa che il &#8216;design&#8217; del nostro sistema solare è molto più iterativo di quanto pensassimo. Non è un prodotto finito, chiuso in un packaging sigillato dal vendor (l&#8217;Universo, in questo caso), ma un sistema in continua evoluzione, pieno di variabili non ancora mappate.</p>
<p>Naturalmente, restiamo cauti: non stiamo ancora parlando di trovare la vita o di una nuova mini-fabbrica di plastica da mandare oltre l&#8217;orbita di Nettuno. Però, se questo è il livello di complessità che troviamo nei &#8216;confini&#8217; del sistema, non vedo l&#8217;ora di vedere cosa riserva la prossima patch astronomica. Nel frattempo, torniamo ai nostri circuiti e ai nostri modelli 3D, che almeno sappiamo come debuggare.</p>
<p class="aing-source"><em>Source: <a href="https://gizmodo.com/astronomers-confirm-first-pluto-cousin-with-thin-atmosphere-2000754108" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Astronomers Detect First Pluto Cousin With Thin Atmosphere</a></em></p>
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