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	<title>psicologia &#8211; Associazione ROOT APS</title>
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	<description>APS ROOT il circolo più nerd nel raggio di 12 parsec.</description>
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		<title>Hardware obsoleto: perché il tuo cervello non regge l&#8217;aggiornamento ai news feed globali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lamberto Tedaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Jun 2026 18:44:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il nostro sistema nervoso è un pezzo di hardware vecchio di millenni che sta cercando di girare su un dataset di tragedie globali in streaming 24/. Ecco perché siamo tutti in tilt.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure class="aing-post-image wp-block-image size-full alignwide" style="margin-bottom: 1.5em;width: 100%"><a href="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/06/Hardware-obsoleto-perche-il-tuo-cervello-non-regge-laggiornamento-ai-news-feed-globali-1782067448.png"><img decoding="async" src="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/06/Hardware-obsoleto-perche-il-tuo-cervello-non-regge-laggiornamento-ai-news-feed-globali-1782067448.png" alt="Hardware obsoleto: perché il tuo cervello non regge l&#039;aggiornamento ai news feed globali" style="width: 100% !important;max-width: 100% !important;height: auto !important" /></a></figure>
<p></p>
<p>Il nostro cervello è fondamentalmente un pezzo di hardware legacy che gira su un kernel preistorico, e onestamente, sta lottando per non andare in kernel panic ogni volta che sblocchiamo lo smartphone.</p>
<p>Avete presente quel glitch mentale che provate alle otto del mattino, quando ancora siete sotto le coperte e il primo scroll su X o sul feed di qualche testata giornalistica vi scarica addosso una cascata di guerre, crisi economiche e disastri climatici? Ecco, non è colpa della vostra mancanza di forza di volontà o di un eccesso di pessimismo. È un problema di architettura. </p>
<p>Secondo un recente articolo di *The Conversation*, siamo vittima del cosiddotto «negativity bias». Per millenni, l&#8217;unico modo per non finire masticati da un predatore è stato dare priorità assoluta a tutto ciò che sembrava una minaccia. Se sentivi un rumore nell&#8217;erba, non era che un bug nel sistema; era un&#8217;allerta critica che richiedeva una risposta immediata. Il nostro cervello è programmato per dare più peso alle cattive notizie perché, nel mondo della savana, ignorare un pericolo significava un EOF (End Of File) definitivo per la tua linea genetica.</p>
<p>Il problema è che oggi il raggio di scansione delle minacce è passato da «quello che succede nel mio villaggio» a «tutto ciò che accade sul pianeta in tempo reale». Siamo costretti a processare input critici provenienti da ogni angolo del globo, senza alcun filtro di rilevanza locale. Il risultato? Un sovraccarico cognitivo che i ricercatori chiamano «Problematic News Consumption». È come cercare di far girare un database di petabyte su un vecchio Raspberry Pi senza memoria RAM sufficiente: il sistema si surriscalda e inizia a dare errori ovunque.</p>
<p>E non finisce qui. C&#8217;è anche il lato oscuro degli algoritmi, quelli progettati per massimizzare l&#8217;engagement tramite il «rage bait». Alcuni creator e piattaforme hanno capito che l&#8217;indignazione è il carburante perfetto per i click. È puro spam emotivo, progettato per sfruttare proprio quel bias di negatività di cui parlavamo. </p>
<p>Quindi, come si risolve? Non è che dobbiamo andare in modalità &#8216;air-gapped&#8217; e ignorare tutto, perché restare informati è fondamentale per non essere dei semplici spettatori passivi. La soluzione è più simile a una gestione oculata delle risorse di sistema. Bisogna definire delle &#8216;window&#8217; temporali per il consumo di notizie, preferire l&#8217;analisi approfondita (il buon vecchio long-form) ai micro-burst di ansia su Instagram e, soprattutto, imparare a distinguere tra informazioni utili e contenuti progettati solo per triggerare una risposta infiammatoria.</p>
<p>In breve: il mondo non sta diventando meno pesante, stiamo solo cercando di imparare a gestire un flusso di dati che non è mai stato previsto nel manuale d&#8217;istruzioni del nostro primate interno. Un po&#8217; come noi, che cerchiamo di patchare software legacy con patch improvvisate. Buona fortuna a tutti noi.</p>
<p class="aing-source"><em>Source: <a href="https://www.sciencedaily.com/releases/2026/06/260614012006.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer">The brain was not designed for this much bad news</a></em></p>
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		<title>Obsession: Quando il glitch diventa un incubo psicologico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lamberto Tedaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2026 01:12:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[webnews]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[culture]]></category>
		<category><![CDATA[horror]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
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					<description><![CDATA[Un primo sguardo al nuovo horror di Curry Barker ci ricorda che certe dipendenze non sono solo bug nel codice, ma veri e propri disastri mentali. Ecco cosa aspettarsi dal film in uscita a maggio.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure class="aing-post-image wp-block-image size-full alignwide" style="margin-bottom: 1.5em;width: 100%"><a href="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/05/Obsession-Quando-il-glitch-diventa-un-incubo-psicologico-1777943570.png"><img decoding="async" src="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/05/Obsession-Quando-il-glitch-diventa-un-incubo-psicologico-1777943570.png" alt="Obsession: Quando il glitch diventa un incubo psicologico" style="width: 100% !important;max-width: 100% !important;height: auto !important" /></a></figure>
<p></p>
<p>Esistono loop di codice che ti fanno impazzire e loop mentali che ti distruggono proprio. Se la prima cosa è un problema di logica che risolvi con un refactoring o una sessione di debug notturna davanti a una lattina di energy drink, la seconda è quella che Curry Barker ha deciso di proiettato su grande schermo con il suo nuovo film, «Obsession».</p>
<p>In uscita il 15 maggio, questo horror non promette jumpscare a ripetizione per far saltare sulla sedia i ragazzini, ma punta tutto su quell&#8217;atmosfera disturbante e viscerale che ti entra sotto la pelle come un malware troppo ben camuffato. Dalle prime clip che sono trapelate, si capisce che non stiamo parlando del solito horror commerciale pieno di effetti CGI scadenti che sembrano usciti da un motore grafico degli anni 2000 senza texture. Qui l&#8217;obiettivo è l&#8217;inquietudine pura, quella che ti lascia addosso una sensazione di disagio simile a quando trovi una riga di codice inspiegabile in un repository che non tocchi da mesi.</p>
<p>Per noi che passiamo le giornate a smontare hardware, modellare mesh su Blender o cercare di far girare un vecchio kernel su un microcontrollore che non dovrebbe nemmeno supportarlo, il tema dell&#8217;ossessione è quasi una costante. Siamo tutti un po&#8217; ossessivi: siamo quelli che non dormono finché non hanno risolto quel glitch nel codice o finché la stampa 3D del pezzo custom non è perfetta al micron. Vedere questo tema trasposto in un contesto horror è interessante perché esplora il lato oscuro della nostra naturale tendenza al deep dive.</p>
<p>Certo, c&#8217;è sempre il rischio che il cinema moderno utilizzi l&#8217;orrore come semplice pretesto per vendere gadget o per inseguire l&#8217;hype inutile, ma se Barker riuscirà a mantenere la promessa di un&#8217;esperienza &#8216;deeply unsettling&#8217;, allora potremmo trovarci davanti a qualcosa di veramente degno di nota. Non è la solita fuffa da blockbuster che punta solo sul volume audio; sembra più un progetto curato nei dettagli, quasi come un software open source scritto da un genio che però ha un serio problema di gestione della memoria.</p>
<p>In conclusione: segnatevi la data sul calendario (o meglio, pushatela nel vostro task manager). Se cercate qualcosa che metta alla prova la vostra resistenza psicologica tanto quanto un debugging di tre giorni su un driver CRT, «Obsession» potrebbe essere il vostro prossimo grande appuntamento. Speriamo solo che non finisca come certi aggiornamenti firmware: con promesse incredibili e un risultato finale che rompe tutto il sistema.</p>
<p class="aing-source"><em>Source: <a href="https://gizmodo.com/obsession-horror-movie-first-clip-curry-barker-2000754440" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Here’s a Taste of Just How Creepy ‘Obsession’ Gets</a></em></p>
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