<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>opensource &#8211; Associazione ROOT APS</title>
	<atom:link href="https://www.rootclub.it/tag/opensource/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.rootclub.it</link>
	<description>APS ROOT il circolo più nerd nel raggio di 12 parsec.</description>
	<lastBuildDate>Thu, 20 Aug 2026 04:45:15 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.7</generator>

<image>
	<url>https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2018/10/cropped-logo14c-1-32x32.png</url>
	<title>opensource &#8211; Associazione ROOT APS</title>
	<link>https://www.rootclub.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">153411733</site>	<item>
		<title>Go 1.27: Meno boilerplate, più magia (e un po&#8217; di futuro post-quantum)</title>
		<link>https://www.rootclub.it/go-1-27-meno-boilerplate-piu-magia-e-un-po-di-futuro-post-quantum/</link>
					<comments>https://www.rootclub.it/go-1-27-meno-boilerplate-piu-magia-e-un-po-di-futuro-post-quantum/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lamberto Tedaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Aug 2026 04:45:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[webnews]]></category>
		<category><![CDATA[GoLang]]></category>
		<category><![CDATA[opensource]]></category>
		<category><![CDATA[programming]]></category>
		<category><![CDATA[software engineering]]></category>
		<category><![CDATA[TechNews]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.rootclub.it/go-1-27-meno-boilerplate-piu-magia-e-un-po-di-futuro-post-quantum/</guid>

					<description><![CDATA[Il team di Go ha rilasciato la versione 1.27 portando con sé i metodi generici e una gestione del JSON finalmente degna di questo nome. Se odiavate scrivere codice ripetitivo, questa è la patch che stavate aspettando.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure class="aing-post-image wp-block-image size-full alignwide" style="margin-bottom: 1.5em;width: 100%"><a href="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/08/Go-1.27-Meno-boilerplate-piu-magia-e-un-po-di-futuro-post-quantum-1787201110.png"><img decoding="async" src="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/08/Go-1.27-Meno-boilerplate-piu-magia-e-un-po-di-futuro-post-quantum-1787201110.png" alt="Go 1.27: Meno boilerplate, più magia (e un po&#039; di futuro post-quantum)" style="width: 100% !important;max-width: 100% !important;height: auto !important" /></a></figure>
<p></p>
<p>Smettetela di cercare di scrivere codice Go come se fossimo ancora nel 2012.</p>
<p>È arrivata la versione 1.27 di Go e, a differenza di quei release notes aziendali che sembrano scritti da un bot addestrato a non dire nulla, qui c&#8217;è della sostanza vera. Non è il solito update che cambia le virgole per fare piacere ai manager, ma un passo avanti concreto verso quello che noi chiamiamo &#8216;scrivere codice senza piangere&#8217;.</p>
<p>Il vero protagonista? I metodi generici. Finalmente possiamo dire addio a quella danza macabra di duplicazione di codice dove dovevi scrivere una versione diversa della stessa identica funzione per ogni tipo di intero. Se prima dovevi fare il tour de force tra `Int32N`, `Int64N` e `IntN`, ora con i generici puoi avere un unico metodo che fa il lavoro sporco per tutti. È un upgrade che rende il linguaggio meno verboso e molto più vicino a quello che ci aspettiamo da un linguaggio moderno, senza però sacrificare quella semplicità che rende Go il re dei microservizi.</p>
<p>E parlando di semplicità, un grande applauso alla gestione dei struct literal. Adesso puoi inizializzare i campi degli struct annidati direttamente. Sembra una sciocchezza, ma quando hai gerarchie di strutture che sembrano un albero di Yggdrasil, poter puntare direttamente a `Burrow` in un `Gopher` senza dover navigare per tre livelli di nesting è una liberazione per la salute mentale.</p>
<p>Ma non è tutto. Se lavorate con il JSON (e sapete bene che in ogni progetto web c&#8217;è un&#8217;infinità di JSON spuntati dal nulla), il nuovo `encoding/json/v2` è una bomba. È più veloce, più rigoroso e più configurabile. Addio a quei workaround creativi che usavamo per gestire strutture malformate o tipi strani; qui la gestione è seria, quasi professionale.</p>
<p>Per i puristi del low-level, ci sono anche le novità sulle SIMD (sperimentali, ma comunque fighe) e l&#8217;introduzione di `crypto/mldsa`. Sì, stiamo già parlando di crittografia post-quantum. Mentre il resto del mondo si preoccupa di come sopravvivere alla prossima crisi economica, noi stiamo già preparando i binari per quando i computer quantistici renderanno obsoleti i nostri attuali standard di sicurezza. Un po&#8217; come preparare le difese di Asteroid per un&#8217;invasione alienica che non sappiamo nemmeno se arriverà.</p>
<p>In sintesi: meno boilerplate, performance leggermente migliori (grazie all&#8217;allocazione ottimizzata per i piccoli oggetti) e strumenti che finalmente capiscono come lavoriamo noi. Se avete un progetto in corso, aggiornate. Se non lo avete, createne uno solo per testare queste nuove chicche. Il futuro è scritto in Go, e stavolta sembra decisamente meno noioso.</p>
<p class="aing-source"><em>Source: <a href="https://go.dev/blog/go1.27" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Go 1.27</a></em></p>
<p><!-- AI News Generator | Content: RSS Feed | Feed: 3783 chars | Final: 3783 chars --></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.rootclub.it/go-1-27-meno-boilerplate-piu-magia-e-un-po-di-futuro-post-quantum/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">13639</post-id>	</item>
		<item>
		<title>GrapheneOS: Il futuro è (quasi) arrivato, ma dovete aspettare il 2027</title>
		<link>https://www.rootclub.it/grapheneos-il-futuro-e-quasi-arrivato-ma-dovete-aspettare-il-2027/</link>
					<comments>https://www.rootclub.it/grapheneos-il-futuro-e-quasi-arrivato-ma-dovete-aspettare-il-2027/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lamberto Tedaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Aug 2026 16:44:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[webnews]]></category>
		<category><![CDATA[android]]></category>
		<category><![CDATA[cybersecurity]]></category>
		<category><![CDATA[GrapheneOS]]></category>
		<category><![CDATA[opensource]]></category>
		<category><![CDATA[privacy]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.rootclub.it/grapheneos-il-futuro-e-quasi-arrivato-ma-dovete-aspettare-il-2027/</guid>

					<description><![CDATA[La ricerca della privacy totale sta per fare un salto di qualità con nuovi device supportati, ma non fate i precipiti: la roadmap ci dice che dovremo aspettare ancora un po'.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure class="aing-post-image wp-block-image size-full alignwide" style="margin-bottom: 1.5em;width: 100%"><a href="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/08/GrapheneOS-Il-futuro-e-quasi-arrivato-ma-dovete-aspettare-il-2027-1787157844.png"><img decoding="async" src="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/08/GrapheneOS-Il-futuro-e-quasi-arrivato-ma-dovete-aspettare-il-2027-1787157844.png" alt="GrapheneOS: Il futuro è (quasi) arrivato, ma dovete aspettare il 2027" style="width: 100% !important;max-width: 100% !important;height: auto !important" /></a></figure>
<p></p>
<p>Mettiamola così: se la vostra idea di libertà digitale consiste nel non essere tracciati da ogni singolo pixel di telemetria che attraversa la vostra rete, allora avete un motivo per sorridere (e un motivo per sospirare).</p>
<p>La notizia che sta girando tra i canali giusti è che potremmo vedere nuovi dispositivi con supporto nativo per GrapheneOS già nel 2027. Sì, avete letto bene, tra tre anni lunghi. Per chi vive di hype quotidiano, questa sembra un&#8217;eternità; per chi è abituato a lottare contro i muri di gomma dei big tech, è una marcia in più che però richiede una pazienza degna di un monaco Shaolin.</p>
<p>Per i non addetti ai lavori (o per chi ha deciso di bypassare le news tech per concentrarsi su qualcosa di meno frustrante), GrapheneOS è quel sistema operativo che trasforma un Pixel in una vera fortezza digitale. Niente servizi inutili che ti spiano, niente telemetria che invia i tuoi dati a qualche server misterioso in California, solo controllo totale sul proprio hardware.</p>
<p>Il punto è che, finora, la scelta dell&#8217;hardware è stata estremamente limitata. Se volete la sicurezza, siete vincolati a certi modelli, e se volete qualcosa di diverso, siete costretti a fare i maghi del bootloader e del flashing, sperando che le patch di sicurezza non rendano tutto un incubo. L&#8217;arrivo di nuovi device supportati significa che l&#8217;ecosistema sta finalmente uscendo dalla nicchia estrema per cercare una dimensione più sostenibile.</p>
<p>Ovviamente, non aspettatevi che domani arrivi lo smartphone rivoluzionario che spacca il mercato. Siamo ancora in una fase in cui le decisioni prese nelle boardroom delle grandi aziende che dominano il settore rendono quasi impossibile la vita a chiunque voglia mantenere il controllo del proprio silicio. La strada è ancora in salita e, come sempre, non è una questione che si risolve con un semplice aggiornamento firmware lato utente.</p>
<p>Certo, restiamo in Italia, dove la privacy è spesso un concetto relegato a una riga nei termini di servizio che nessuno legge, ma per noi che amiamo smontare tutto e capire come gira il mondo, questa notizia è un segnale di speranza. Il 2027 sembra lontano, ma almeno sappiamo che la resistenza non sta solo scrivendo codice, sta aspettando il ferro giusto per farlo girare. Nel frattempo, continuando a far girare le vecchie glorie e a patchare tutto quello che è possibile. Tenete pronti i cavetti USB, la battaglia è ancora aperta.</p>
<p class="aing-source"><em>Source: <a href="https://grapheneos.social/@GrapheneOS/117078064184215730" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Devices with GrapheneOS support should be available in 2027</a></em></p>
<p><!-- AI News Generator | Content: RSS Feed | Feed: 0 chars | Final: 0 chars --></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.rootclub.it/grapheneos-il-futuro-e-quasi-arrivato-ma-dovete-aspettare-il-2027/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">13631</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Addio telemetria: il tuo mouse Logitech ha finalmente una coscienza (libera!)</title>
		<link>https://www.rootclub.it/addio-telemetria-il-tuo-mouse-logitech-ha-finalmente-una-coscienza-libera/</link>
					<comments>https://www.rootclub.it/addio-telemetria-il-tuo-mouse-logitech-ha-finalmente-una-coscienza-libera/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lamberto Tedaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Aug 2026 08:44:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[webnews]]></category>
		<category><![CDATA[hardware]]></category>
		<category><![CDATA[logitech]]></category>
		<category><![CDATA[opensource]]></category>
		<category><![CDATA[privacy]]></category>
		<category><![CDATA[rust]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.rootclub.it/addio-telemetria-il-tuo-mouse-logitech-ha-finalmente-una-coscienza-libera/</guid>

					<description><![CDATA[OpenLogi è il nuovo progetto open source scritto in Rust che ti permette di gestire i tuoi mouse MX Master senza dover creare account o subire il tracking dei big tech.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quanto è accettabile che un semplice pezzo di plastica e silicio sappia più della tua privacy di quanto faccia il tuo stesso browser? Se usate un mouse Logitech di fascia alta, probabilmente siete abituati a installare software che sembrano avere più dipendenze di un progetto Node.js scritto da un principiante e che, in nome della &#8216;user experience&#8217;, decidono di far parlare il vostro hardware con server remoti che non avete mai autorizzato.</p>
<p>Beh, qualcuno ha deciso di dire basta. È nato OpenLogi, un progetto open source scritto in Rust che punta dritto al cuore del problema: far funzionare i vostri MX Master, MX Anywhere o la serie Signature senza dover passare per il gatekeeping di Logitech Options+.</p>
<p>Il concetto è semplice quanto geniale. OpenLogi parla direttamente tramite il protocollo HID++, che è il linguaggio che il mouse usa per comunicare con il ricevitore (sia esso Bolt, Unifying o via Bluetooth). Tradotto per i non addetti ai lavori: l&#8217;app non ha bisogno di internet per funzionare. Niente account, niente cloud, niente telemetria che sussurra le vostre abitudini al server centrale. </p>
<p>Per noi che amiamo sporcarci le mani con il codice, la parte più soddisfacente è la gestione della configurazione. Niente database proprietari o file binari illeggibili: tutto vive in un file TOML in chiaro. Volete cambiare il tasto laterale per lanciare uno script o cambiare il DPI con un click? Basta editare il file o usare l&#8217;interfaccia grafica, che è molto pulita e intuitiva. È quel tipo di approccio &#8216;local-first&#8217; che dovremmo pretendere da ogni software moderno.</p>
<p>Il progetto è disponibile per macOS (se usate Homebrew, tanto per farla breve: `brew install &#8211;cask openlogi`), Linux e Windows. Su Linux, tra l&#8217;altro, arriva con tutto il necessario per far girare le udev rules e i servizi systemd, senza che dobbiate impazzire con i permessi. </p>
<p>C&#8217;è un piccolo &#8216;ma&#8217; (perché nella vita tutto ha un compromesso): se volete usare OpenLogi, dovete prima chiudere definitivamente Logitech Options+. I due software cercano di accaparrarsi lo stesso canale HID++ e, come in un film di spionaggio, solo uno può controllare il ricevitore alla volta. Se provate a farli girare insieme, finisce che il mouse decide di non rispondere a nessuno.</p>
<p>In un mondo dove ogni acquisto hardware viene accompagnato da un contratto di licenza che sembra un trattato di pace tra superpotenze, avere un&#8217;alternativa così snella, trasparente e decisamente &#8216;geek-friendly&#8217; è una boccata d&#8217;ossigeno. Se avete un mouse Logitech che prende polvere perché non volete installare altri bloatware, questo è il momento di darle una seconda vita.</p>
<p class="aing-source"><em>Source: <a href="https://openlogi.org/en" target="_blank" rel="noopener noreferrer">OpenLogi</a></em></p>
<p><!-- AI News Generator | Content: RSS Feed | Feed: 4674 chars | Final: 4674 chars --></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.rootclub.it/addio-telemetria-il-tuo-mouse-logitech-ha-finalmente-una-coscienza-libera/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">13625</post-id>	</item>
		<item>
		<title>GitHub sta andando a pezzi (di nuovo): È ora di dare le dimissioni dal Monolite?</title>
		<link>https://www.rootclub.it/github-sta-andando-a-pezzi-di-nuovo-e-ora-di-dare-le-dimissioni-dal-monolite/</link>
					<comments>https://www.rootclub.it/github-sta-andando-a-pezzi-di-nuovo-e-ora-di-dare-le-dimissioni-dal-monolite/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lamberto Tedaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Aug 2026 20:44:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[webnews]]></category>
		<category><![CDATA[#SoftwareDevelopment]]></category>
		<category><![CDATA[devops]]></category>
		<category><![CDATA[GitHub]]></category>
		<category><![CDATA[opensource]]></category>
		<category><![CDATA[SelfHosting]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.rootclub.it/github-sta-andando-a-pezzi-di-nuovo-e-ora-di-dare-le-dimissioni-dal-monolite/</guid>

					<description><![CDATA[Dopo mesi di downtime e instabilità, la community di Hacker News si sta chiedendo se non sia il caso di abbandonare il 'porto sicuro' del coding. È il momento di cercare altrove o siamo troppo pigri per migrare?]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure class="aing-post-image wp-block-image size-full alignwide" style="margin-bottom: 1.5em;width: 100%"><a href="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/08/GitHub-sta-andando-a-pezzi-di-nuovo-E-ora-di-dare-le-dimissioni-dal-Monolite-1786999465.png"><img decoding="async" src="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/08/GitHub-sta-andando-a-pezzi-di-nuovo-E-ora-di-dare-le-dimissioni-dal-Monolite-1786999465.png" alt="GitHub sta andando a pezzi (di nuovo): È ora di dare le dimissioni dal Monolite?" style="width: 100% !important;max-width: 100% !important;height: auto !important" /></a></figure>
<p></p>
<p>Un tempo, quando si parlava di Single Point of Failure, pensavamo ai server di una banca o a una centrale elettrica, non al posto dove teniamo tutto il nostro codice sorgente.</p>
<p>Se avete seguito le ultime discussioni su Hacker News, avrete capito che l&#8217;aria si sta facendo pesante. GitHub, il gigante che dovrebbe essere la roccia su cui poggia l&#8217;intero ecosistema dev, sta mostrando segni di cedimento che non sono più giustificabili con un semplice «stiamo lavorando al problema». Negli ultimi mesi, i blackout e le instabilità sono diventati la norma, trasformando ogni &#8216;push&#8217; in una sorta di sessione di roulette russa.</p>
<p>La domanda che sta facendo saltare sulla sedia migliaia di developer non è solo «perché succede?», ma soprattutto «quando è il momento di scappare?». Il dibattito è acceso: ha senso migrare tutto su GitLab, Codeberg o magari gestire un proprio server con un&#8217;istanza self-hosted di Gitea? </p>
<p>Certo, parliamoci chiaro: per noi che mastichiamo Linux e adoriamo l&#8217;open source, l&#8217;idea di avere il controllo totale sui propri repository è il sogno proibito. Non c&#8217;è niente di più frustrante che trovarsi con i ferri combinati quando hai una deadline e il tuo repository principale decide di andare in modalità &#8216;vacanza&#8217;. Tuttavia, c&#8217;è un elefante nella stanza: la comodità. Migrare non significa solo spostare file, significa riconfigurare CI/CD, gestire webhook, spostare i permessi e, in breve, rimettere in piedi un&#8217;infrastruttura che avevamo dimenticato che esistesse.</p>
<p>E poi, restiamo in Italia: qui siamo abituati a gestire sistemi che sembrano reggere in piedi solo grazie alla forza di volontà e a qualche script legacy scritto nel 2005. Se siamo capaci di far funzionare software critico con risorse minime, l&#8217;idea di gestire un&#8217;alternativa distribuita o decentralizzata non dovrebbe spaventarci. </p>
<p>Non stiamo parlando di una rivoluzione politica o di nuove leggi europee che limitano la privacy (anche se il controllo dei dati è sempre un tema caldo), ma di pura sopravvivenza tecnica. Se il servizio che dovrebbe essere la tua &#8216;fonte di verità&#8217; è inaffidabile, la tua fiducia è andata. </p>
<p>Quindi, alla community chiedo: siete pronti a sporcarvi le mani con una migrazione massiva o preferite continuare a pregare davanti al monitor sperando che il server di Microsoft faccia il suo dovere? Io, onestamente, sto già preparando un backup su un server locale. Meglio un po&#8217; di fatica in più oggi che un crash totale domani.</p>
<p class="aing-source"><em>Source: <a href="https://news.ycombinator.com/item?id=49331033" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ask HN: Alternatives to GitHub</a></em></p>
<p><!-- AI News Generator | Content: RSS Feed | Feed: 106 chars | Final: 106 chars --></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.rootclub.it/github-sta-andando-a-pezzi-di-nuovo-e-ora-di-dare-le-dimissioni-dal-monolite/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">13592</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Regolamentare l&#8217;IA: l&#8217;arte di mettere i recinti a un uragano</title>
		<link>https://www.rootclub.it/regolamentare-lia-larte-di-mettere-i-recinti-a-un-uragano/</link>
					<comments>https://www.rootclub.it/regolamentare-lia-larte-di-mettere-i-recinti-a-un-uragano/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lamberto Tedaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Aug 2026 16:45:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[webnews]]></category>
		<category><![CDATA[ai]]></category>
		<category><![CDATA[Anthropic]]></category>
		<category><![CDATA[opensource]]></category>
		<category><![CDATA[Regulation]]></category>
		<category><![CDATA[TechPolitics]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.rootclub.it/regolamentare-lia-larte-di-mettere-i-recinti-a-un-uragano/</guid>

					<description><![CDATA[Dario Amodei (Anthropic) solleva dubbi su come la regolamentazione dell'IA stia diventando un esercizio di marketing e controllo. Sarà un modo per proteggere il settore o solo un modo per alzare il muro attorno ai big tech?]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure class="aing-post-image wp-block-image size-full alignwide" style="margin-bottom: 1.5em;width: 100%"><a href="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/08/Regolamentare-lIA-larte-di-mettere-i-recinti-a-un-uragano-1786985113.png"><img decoding="async" src="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/08/Regolamentare-lIA-larte-di-mettere-i-recinti-a-un-uragano-1786985113.png" alt="Regolamentare l&#039;IA: l&#039;arte di mettere i recinti a un uragano" style="width: 100% !important;max-width: 100% !important;height: auto !important" /></a></figure>
<p></p>
<p>Qualcuno ha davvero idea di come si scriva un regolamento per una tecnologia che evolve più velocemente di un script Python scritto sotto l&#8217;effetto di tre espresso?</p>
<p>Recentemente, Dario Amodei, il boss di Anthropic, ha lanciato un monito che suona come il classico «avvertimento del saggio» prima che il castello di carta crollata. Il tema è la regolamentazione dell&#8217;IA e, come spesso accade quando si parla di leggi che arrivano dai corridoi di Washington o Bruxelles, c&#8217;è un sottotesto che non va ignorato. Non si tratta solo di decidere se un modello può o meno generare una ricetta per il napalm, ma di capire chi terrà le chiavi del giardino recintato.</p>
<p>Il punto sollevato è che il discorso sulla sicurezza sta diventando un mix tossico di messaggi di pubbliche relazioni e tentativi di influenzare la narrativa politica. Amodei ci sta dicendo che, mentre noi siamo qui a cercare di far girare un Llama locale su hardware che scotta, i grandi player stanno cercando di definire le regole del gioco in un modo che sembri &#8216;sicuro&#8217; per il pubblico, ma che in realtà rischia di favorire solo chi ha i supercomputer più grossi e i budget per i team di lobbying più pesanti.</p>
<p>Per noi che mastichiamo codice e amiamo l&#8217;open source, la questione è delicatissima. Se la regolamentazione diventa troppo complessa o troppo costosa da implementare, il rischio è che solo le corporation con le tasche infinite possano permettersi di essere &#8216;compliant&#8217;. È il classico pattern: creare una barriera d&#8217;ingresso talmente alta che l&#8217;innovazione dal basso, quella che nasce nei garage o nelle community di sviluppatori indipendenti, viene soffocata alla radice sotto una montagna di certificazioni e burocrazia.</p>
<p>Certamente, non è che l&#8217;IA sia priva di rischi — non siamo tutti dei fanatici dell&#8217;anarchia digitale — ma c&#8217;è una differenza enorme tra &#8216;gestire i rischi&#8217; e &#8216;monopolizzare lo sviluppo&#8217;. In Italia, spesso ci sentiamo spettatori passivi di decisioni prese altrove, ma il peso di queste norme si farà sentire anche qui, influenzando la nostra capacità di sperimentare senza dover chiedere il permesso a un ente regolatore straniero.</p>
<p>In breve: occhio a non confondere la sicurezza con la creazione di un recinto dorato che lascia fuori tutti tranne i soliti noti. La tecnologia deve restare accessibile, altrimenti non stiamo costruendo il futuro, stiamo solo pagando l&#8217;abbonamento a un nuovo sistema di casta digitale.</p>
<p class="aing-source"><em>Source: <a href="https://twitter.com/DarioAmodei/status/2088758816376807762" target="_blank" rel="noopener noreferrer">On AI regulation and messaging</a></em></p>
<p><!-- AI News Generator | Content: RSS Feed | Feed: 196 chars | Final: 196 chars --></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.rootclub.it/regolamentare-lia-larte-di-mettere-i-recinti-a-un-uragano/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">13588</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Qwen 3.8 27B: Il genio che ti spiega perché l&#8217;acqua è bagnata (mentre aspetti 20 minuti)</title>
		<link>https://www.rootclub.it/qwen-3-8-27b-il-genio-che-ti-spiega-perche-lacqua-e-bagnata-mentre-aspetti-20-minuti/</link>
					<comments>https://www.rootclub.it/qwen-3-8-27b-il-genio-che-ti-spiega-perche-lacqua-e-bagnata-mentre-aspetti-20-minuti/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lamberto Tedaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Aug 2026 08:44:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[webnews]]></category>
		<category><![CDATA[ai]]></category>
		<category><![CDATA[LLM]]></category>
		<category><![CDATA[MachineLearning]]></category>
		<category><![CDATA[opensource]]></category>
		<category><![CDATA[Qwen]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.rootclub.it/qwen-3-8-27b-il-genio-che-ti-spiega-perche-lacqua-e-bagnata-mentre-aspetti-20-minuti/</guid>

					<description><![CDATA[Il nuovo modello di Alibaba è una bomba di prestazioni, ma ha un piccolo difetto: soffre di una crisi esistenziale ogni volta che gli chiedi qualcosa di banale. Ecco come sopravvivere al suo eccesso di ragionamento.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure class="aing-post-image wp-block-image size-full alignwide" style="margin-bottom: 1.5em;width: 100%"><a href="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/08/Qwen-3.8-27B-Il-genio-che-ti-spiega-perche-lacqua-e-bagnata-mentre-aspetti-20-minuti-1786956241.png"><img decoding="async" src="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/08/Qwen-3.8-27B-Il-genio-che-ti-spiega-perche-lacqua-e-bagnata-mentre-aspetti-20-minuti-1786956241.png" alt="Qwen 3.8 27B: Il genio che ti spiega perché l&#039;acqua è bagnata (mentre aspetti 20 minuti)" style="width: 100% !important;max-width: 100% !important;height: auto !important" /></a></figure>
<p></p>
<p>Avete presente quel collega brillante, quello che ha letto troppi libri di filosofia, che quando gli chiedi solo di passarti il sale inizia a fare una dissertazione sulla composizione chimica del cloruro di sodio e sulla storia delle saline del Mediterraneo? Ecco, il nuovo Qwen 3.8 27B è esattamente così.</p>
<p>Il team di ricerca di Alibaba ha appena rilasciato questo modello da 27 miliardi di parametri con licenza Apache 2, ed è una notizia fantastica per chi, come noi, ama far girare l&#8217;intelligenza artificiale in locale senza dover chiedere il permesso a una big tech di Mountain View. La dimensione è perfetta: abbastanza potente da spaccare i benchmark, ma abbastanza snello da girare dignitosamente su un laptop con una buona GPU o un Mac con M-series. Ma c&#8217;è un &#8216;però&#8217; grande quanto un cluster di H100.</p>
<p>Il problema è il default. Di default, Qwen 3.8 è impostato su un livello di ragionamento chiamato &#8216;xhigh&#8217;. In pratica, il modello parte con l&#8217;idea di dover risolvere un teorema di Fermat anche se gli hai chiesto solo di disegnare un cerchio in formato SVG. Simon Willison, uno che ne mastica di robaccia tech, ha documentato casi assurdi: per generare un semplice SVG di un pellicano su una bicicletta, il modello ha passato 21 minuti a &#8216;riflettere&#8217;, consumando migliaia di token solo per decidere la palette di colori e la profondità delle ombre. Risultato? Un&#8217;opera d&#8217;arte digitale incredibile, ma se stavi solo cercando un&#8217;icona veloce per un tuo progetto, ti sei trovato a fissare il cursore che lampeggia per un quarto d&#8217;ora.</p>
<p>E non finisce qui. Se gli chiedi un cerchio, lui non si limita a un tag . No, lui decide che il cerchio deve essere una &#8216;studio geometrico&#8217; con gradienti, animazioni e un&#8217;estetica Bauhaus. È stupendo, certo, ma è anche un suicidio computazionale se non hai un server che scotta sotto la scrivania.</p>
<p>Il consiglio per i maker e gli appassionati di self-hosting è uno solo: ignorate il setting di default. Quando caricate il modello su LM Studio o tramite llama-server, forzate il livello di ragionamento su &#8216;low&#8217; o addirittura disattivatelo del tutto. Il modello è una macchina da guerra, eccellente anche nel task di bounding box (trovare oggetti in un&#8217;immagine), ma non lasciatelo andare in loop con le sue crisi filosofiche.</p>
<p>In sintesi: Qwen 3.8 è un gioiello dell&#8217;open source, uno di quei modelli che ci ricordano che il futuro è locale e accessibile. Bisogna solo imparare a gestire il suo ego digitale prima che consumi tutto il contesto disponibile per spiegarti perché il blu è un colore malinconico.</p>
<p class="aing-source"><em>Source: <a href="https://simonwillison.net/2026/Aug/16/qwen-38-27b/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Qwen 3.8 27B is excellent, but it defaults to overthinking things</a></em></p>
<p><!-- AI News Generator | Content: RSS Feed | Feed: 5262 chars | Final: 5262 chars --></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.rootclub.it/qwen-3-8-27b-il-genio-che-ti-spiega-perche-lacqua-e-bagnata-mentre-aspetti-20-minuti/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">13579</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Firefox su iOS finalmente smette di farsi rammendare con il nastro adesivo</title>
		<link>https://www.rootclub.it/firefox-su-ios-finalmente-smette-di-farsi-rammendare-con-il-nastro-adesivo/</link>
					<comments>https://www.rootclub.it/firefox-su-ios-finalmente-smette-di-farsi-rammendare-con-il-nastro-adesivo/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lamberto Tedaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Aug 2026 20:44:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[webnews]]></category>
		<category><![CDATA[Adblock]]></category>
		<category><![CDATA[Firefox]]></category>
		<category><![CDATA[ios]]></category>
		<category><![CDATA[opensource]]></category>
		<category><![CDATA[privacy]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.rootclub.it/firefox-su-ios-finalmente-smette-di-farsi-rammendare-con-il-nastro-adesivo/</guid>

					<description><![CDATA[Un aggiornamento che promette di cambiare la navigazione mobile su iPhone, portando un adblocker nativo direttamente dentro l'app di Mozilla. Addio estensioni che fanno fatica e benvenuto controllo sulla pubblicità.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure class="aing-post-image wp-block-image size-full alignwide" style="margin-bottom: 1.5em;width: 100%"><a href="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/08/Firefox-su-iOS-finalmente-smette-di-farsi-rammendare-con-il-nastro-adesivo-1786913044.png"><img decoding="async" src="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/08/Firefox-su-iOS-finalmente-smette-di-farsi-rammendare-con-il-nastro-adesivo-1786913044.png" alt="Firefox su iOS finalmente smette di farsi rammendare con il nastro adesivo" style="width: 100% !important;max-width: 100% !important;height: auto !important" /></a></figure>
<p></p>
<p>Navigare su un iPhone senza un buon blocco pubblicitario è un po&#8217; come provare a giocare a Baldur&#8217;s Gate 3 su un calcolatrice: tecnicamente potresti farlo, ma ogni secondo di gameplay è un&#8217;agonia di pop-up e script che cercano di rubarti l&#8217;attenzione.</p>
<p>Per anni, chiunque avesse un minimo di rispetto per la propria privacy e per la velocità del proprio dispositivo ha dovuto ricorrere a stratagemmi degni di un film di spionaggio della Guerra Fredda per evitare che ogni sito web trasformasse il proprio feed in un bando pubblicitario della russa di turno. Ma oggi, Mozilla ha deciso di smetterla di giocare in difesa e ha rilasciato un aggiornamento per Firefox su iOS che integra un adblocker nativo.</p>
<p>Sì, avete letto bene. Non più estensioni che lottano contro le restrizioni del sistema operativo o che sembrano pesare quanto un intero framework JavaScript, ma una funzione integrata nel core dell&#8217;app. Per noi che siamo abituato a compilare tutto da zero e che odiamo ogni forma di sorveglianza occulta, questa è una notizia che fa saltare la birra dalla mano. </p>
<p>Il punto è che, su iOS, le regole del gioco sono scritte da altri e spesso sono scritte per farci stare dentro una scatola di vetro molto lucida e molto costosa. Apple non permette che le app facciano &#8216;magie&#8217; troppo profonde nel sistema, ma Mozilla ha trovato il modo di implementare questo filtro direttamente nel motore di rendering. Il risultato? Meno consumo di batteria, meno lag e, soprattutto, meno tracker che cercano di profilarti mentre cerchi solo una ricetta per le lasagne.</p>
<p>Naturalmente, non aspettatevi una rivoluzione digitale che abbatta le mura del giardino recintato di Cupertino. Siamo ancora all&#8217;interno dell&#8217;ecosistema, e se decidessero di cambiare le API domani, Firefox dovrebbe adattarsi. Però, rispetto al passato, avere questo controllo integrato senza dover installare profili di configurazione sospetti o estensioni che sembrano malware, è un enorme passo avanti per la libertà di navigazione sul nostro smartphone.</p>
<p>Se siete stanchi di vedere banner che coprono metà dello schermo mentre cercate di leggere un articolo tecnico, fatevi un giro nell&#8217;App Store. È un piccolo progresso, ma in un mondo di tech che punta solo al profitto e all&#8217;iper-personalizzazione invasiva, vedere un progetto che punta alla pulizia del web è una boccata d&#8217;ossigeno che meritiamo tutti.</p>
<p class="aing-source"><em>Source: <a href="https://support.mozilla.org/en-US/kb/block-ads-firefox-ios" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Firefox for iOS now has a native adblocker</a></em></p>
<p><!-- AI News Generator | Content: RSS Feed | Feed: 0 chars | Final: 0 chars --></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.rootclub.it/firefox-su-ios-finalmente-smette-di-farsi-rammendare-con-il-nastro-adesivo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">13564</post-id>	</item>
		<item>
		<title>L&#8217;ultima resistenza: perché Firefox è il vostro ultimo vero rifugio</title>
		<link>https://www.rootclub.it/lultima-resistenza-perche-firefox-e-il-vostro-ultimo-vero-rifugio/</link>
					<comments>https://www.rootclub.it/lultima-resistenza-perche-firefox-e-il-vostro-ultimo-vero-rifugio/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lamberto Tedaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Aug 2026 02:44:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[webnews]]></category>
		<category><![CDATA[Firefox]]></category>
		<category><![CDATA[opensource]]></category>
		<category><![CDATA[privacy]]></category>
		<category><![CDATA[uBlockOrigin]]></category>
		<category><![CDATA[WebDevelopment]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.rootclub.it/lultima-resistenza-perche-firefox-e-il-vostro-ultimo-vero-rifugio/</guid>

					<description><![CDATA[Mentre il mondo dei browser si trasforma in un unico, enorme monocultivo controllato da Google, Firefox ha deciso di alzare la bandiera. Ecco cosa significa davvero il passaggio a Manifest V3 per la nostra libertà in rete.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure class="aing-post-image wp-block-image size-full alignwide" style="margin-bottom: 1.5em;width: 100%"><a href="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/08/Lultima-resistenza-perche-Firefox-e-il-vostro-ultimo-vero-rifugio-1786761843.png"><img decoding="async" src="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/08/Lultima-resistenza-perche-Firefox-e-il-vostro-ultimo-vero-rifugio-1786761843.png" alt="L&#039;ultima resistenza: perché Firefox è il vostro ultimo vero rifugio" style="width: 100% !important;max-width: 100% !important;height: auto !important" /></a></figure>
<p></p>
<p>Se pensavate che il web stesse diventando un posto più pulito e ordinato, preparatevi a una brutta sorpresa.</p>
<p>La notizia che arriva dai corridoide del web è quella che ogni utente che tenga almeno un minimo di dignità digitale temeva: Microsoft Edge sta per sbarrare la porta a uBlock Origin. E non è un caso isolato. Il colosso Redmond sta semplicemente seguendo la scia lasciata da Google, che con la migrazione verso il nuovo standard Manifest V3 sta di fatto smontando i motori di quelli che chiamiamo correttamente &#8216;ad-blocker&#8217; per trasformarli in qualcosa di molto più debole e controllato.</p>
<p>Per chi non mastica codice tutto il giorno, lasciatemi spiegare il trucco. Il passaggio da Manifest V2 a V3 non è un semplice aggiornamento estetico, tipo cambiare il tema di un IDE. È una restrizione strutturale. Con il nuovo standard, le estensioni perdono quella capacità di &#8216;guardare sotto il cofano&#8217; e intercettare le richieste in tempo reale. Risultato? Gli ad-blocker si ritrovano con le mani legate, capaci solo di applicare una lista di filtri pre-approvati dal &#8216;padre&#8217; del motore di rendering. Praticamente, è come se vi dessero un set di istruzioni per pulire casa, ma vi impedissero di spostare i mobili per vedere la polvere che si è accumulata dietro il divano.</p>
<p>E qui arriva la parte interessante (e un po&#8217; deprimente). Poiché Edge si basa su Chromium, sta subendo lo stesso destino di Chrome. E non fatevi illusioni: tutti i browser che orbitano attorno a questo ecosistema — parliamo di Opera, Brave, Vivaldi e persino il Samsung Browser — sono soggetti alle stesse regole del gioco. Se volete usare uBlock Origin nella sua versione completa, quella che davvero fa il lavoro sporco, l&#8217;unica vera opzione rimasta tra i big è Firefox.</p>
<p>Il team di Mozilla ha già cercato di rassicurarci con un post su Bluesky: «Il nostro supporto per uBlock Origin non andrà da nessuna parte». Ed è l&#8217;unica notizia che rende Firefox il vero bastione della resistenza. Mentre Safari e DuckDuckGo hanno preso strade diverse, Firefox resta l&#8217;unico motore non-Chromium che mantiene i privilegi di accesso necessari per una protezione reale e non &#8216;edulcorata&#8217;.</p>
<p>Non importa se le decisioni prese in Silicon Valley non cambino direttamente le leggi italiane o la nostra quotidianità burocratica; ciò che cambia è il modo in cui navighiamo. Se vogliamo evitare che il web diventi un enorme centro commerciale pieno di tracker invisibili e pubblicità ingestibili, dobbiamo continuare a sostenere chi non vuole decidere per noi cosa sia &#8216;sicuro&#8217; o &#8216;appropriato&#8217; vedere. Il futuro del web sembra scritto da altri, ma finché Firefox tiene botta, noi abbiamo ancora una possibilità di restare padroni della nostra navigazione.</p>
<p class="aing-source"><em>Source: <a href="https://www.pcworld.com/article/3212428/firefox-is-now-the-last-major-browser-that-still-supports-ublock-origin.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Firefox is now the last major browser that still supports uBlock Origin</a></em></p>
<p><!-- AI News Generator | Content: RSS Feed | Feed: 1580 chars | Final: 1580 chars --></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.rootclub.it/lultima-resistenza-perche-firefox-e-il-vostro-ultimo-vero-rifugio/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">13521</post-id>	</item>
		<item>
		<title>ChatGPT su Linux è finalmente arrivato (ma ha già i suoi piccoli drammi da Wayland)</title>
		<link>https://www.rootclub.it/chatgpt-su-linux-e-finalmente-arrivato-ma-ha-gia-i-suoi-piccoli-drammi-da-wayland/</link>
					<comments>https://www.rootclub.it/chatgpt-su-linux-e-finalmente-arrivato-ma-ha-gia-i-suoi-piccoli-drammi-da-wayland/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lamberto Tedaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Aug 2026 16:44:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[webnews]]></category>
		<category><![CDATA[ChatGPT]]></category>
		<category><![CDATA[Linux]]></category>
		<category><![CDATA[openai]]></category>
		<category><![CDATA[opensource]]></category>
		<category><![CDATA[Wayland]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.rootclub.it/chatgpt-su-linux-e-finalmente-arrivato-ma-ha-gia-i-suoi-piccoli-drammi-da-wayland/</guid>

					<description><![CDATA[L'app desktop di ChatGPT per Linux è in fase preview, ma se usate Wayland e IME particolari, preparatevi a un po' di troubleshooting manuale.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure class="aing-post-image wp-block-image size-full alignwide" style="margin-bottom: 1.5em;width: 100%"><a href="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/08/ChatGPT-su-Linux-e-finalmente-arrivato-ma-ha-gia-i-suoi-piccoli-drammi-da-Wayland-1786639439.png"><img decoding="async" src="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/08/ChatGPT-su-Linux-e-finalmente-arrivato-ma-ha-gia-i-suoi-piccoli-drammi-da-Wayland-1786639439.png" alt="ChatGPT su Linux è finalmente arrivato (ma ha già i suoi piccoli drammi da Wayland)" style="width: 100% !important;max-width: 100% !important;height: auto !important" /></a></figure>
<p></p>
<p>Speriamo solo che non sia l&#8217;inizio di una nuova era di app Electron che mangiano RAM come se non ci fosse un domani.</p>
<p>Finalmente, dopo un&#8217;attesa che sembrava un&#8217;eternità (o almeno quanto il tempo di compilazione di un kernel custom), l&#8217;app desktop di ChatGPT con Codex è arrivata in fase preview per Linux. Sì, avete letto bene: un pacchetto RPM ufficiale. Niente più workaround strani o browser pesantissimi, OpenAI ha deciso di bussare alla porta del nostro desktop Linux.</p>
<p>Però, come per ogni cosa che si presenti con l&#8217;etichetta &#8216;Preview&#8217;, c&#8217;è un piccolo &#8216;ma&#8217; che potrebbe far venire il mal di testa a chi, come noi, non usa l&#8217;ambiente desktop standard di un ufficio contabile. Se siete dei puristi di Wayland, magari su Fedora o KDE Plasma con Fcitx 5, potreste scoprire che la digitazione (specialmente se usate input method non latini come il giapponese) decide di andare in sciopero non appena provate a scrivere nel composer.</p>
<p>Il problema è il solito copione: l&#8217;app è basata su Chromium/Electron e, nonostante i progressi, sembra avere una relazione complicata con Wayland e i sistemi di input. Molti di noi sono abituati a risolvere questi drammi facendo il fallback su XWayland, trasformando l&#8217;app in un fossile digitale che gira in una bolla di compatibilità retrograda. Ma qui c&#8217;è una buona notizia: non è necessario sporcarsi le mani con XWayland.</p>
<p>Un utente molto sveglio ha scoperto che basta un piccolo tweak ai flag di avvio per far funzionare tutto nativamente. Se lanciate l&#8217;app con questi parametri:</p>
<p>chatgpt &#8211;enable-features=UseOzonePlatform &#8211;ozone-platform=wayland &#8211;enable-wayland-ime</p>
<p>tutto torna a funzionare come dovrebbe. È un fix pulito, che permette all&#8217;app di restare nel futuro (Wayland-native) invece di trascinarsi dietro i fantasmi di X11. Il consiglio è di modificare il file .desktop nella propria cartella locale così da non dover digitare tutto ogni volta che volete fare due domande all&#8217;IA.</p>
<p>Sinceramente, sarebbe stato molto più elegante se OpenAI avesse già incluso questi flag di default nella release ufficiale. È un po&#8217; come ricevere un nuovo gadget tech figatissimo, ma scoprire che per farlo funzionare bisogna saldare un paio di ponti sul circuito principale. Però, per essere una preview, è un passo avanti non indifferente. Speriamo che la versione stabile sia meno &#8216;fai-da-te&#8217; e che non porti con sé troppi altri regali inaspettati tipici dei software proprietari che atterrano sul nostro amato ecosistema Open Source.</p>
<p class="aing-source"><em>Source: <a href="https://community.openai.com/t/codex-in-chatgpt-desktop-app-for-linux-is-now-in-preview/1390027" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Codex in ChatGPT desktop app for Linux is now in preview</a></em></p>
<p><!-- AI News Generator | Content: RSS Feed | Feed: 2296 chars | Final: 2296 chars --></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.rootclub.it/chatgpt-su-linux-e-finalmente-arrivato-ma-ha-gia-i-suoi-piccoli-drammi-da-wayland/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">13485</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Eclipse Webcams 2026: Guardare il cielo o farsi guardare dal cloud?</title>
		<link>https://www.rootclub.it/eclipse-webcams-2026-guardare-il-cielo-o-farsi-guardare-dal-cloud/</link>
					<comments>https://www.rootclub.it/eclipse-webcams-2026-guardare-il-cielo-o-farsi-guardare-dal-cloud/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lamberto Tedaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Aug 2026 08:45:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[webnews]]></category>
		<category><![CDATA[astronomia]]></category>
		<category><![CDATA[hardware]]></category>
		<category><![CDATA[opensource]]></category>
		<category><![CDATA[TechReview]]></category>
		<category><![CDATA[Webcam]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.rootclub.it/eclipse-webcams-2026-guardare-il-cielo-o-farsi-guardare-dal-cloud/</guid>

					<description><![CDATA[Un'analisi sulla nuova serie di webcam Eclipse per l'eclissi del 2026. Tra hardware interessante e quel retrogusto di controllo che non dispiace a nessuno.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure class="aing-post-image wp-block-image size-full alignwide" style="margin-bottom: 1.5em;width: 100%"><a href="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/08/Eclipse-Webcams-2026-Guardare-il-cielo-o-farsi-guardare-dal-cloud-1786610708.png"><img decoding="async" src="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/08/Eclipse-Webcams-2026-Guardare-il-cielo-o-farsi-guardare-dal-cloud-1786610708.png" alt="Eclipse Webcams 2026: Guardare il cielo o farsi guardare dal cloud?" style="width: 100% !important;max-width: 100% !important;height: auto !important" /></a></figure>
<p></p>
<p>Avete mai avuto la sensazione che, anche quando cercate di osservare l&#8217;universo, ci sia sempre qualcuno (o qualcosa) che cerca di osservare voi?</p>
<p>Se state seguendo le discussioni su Hacker News, saprete che sta arrivando il grande evento: l&#8217;eclissi del 2026. E come ogni evento astronomico che si rispetti, il marketing tecnologico sta già pompando a manetta la serie &#8216;2026 Eclipse Webcams&#8217;. L&#8217;idea, sulla carta, è una figata atomica: una rete di webcam distribuite per catturare ogni singolo frame del fenomeno, permettendo a chiunque, anche a chi è bloccato in ufficio a debuggare un kernel legacy, di godersi lo spettacolo in alta definizione.</p>
<p>L&#8217;hardware promette prestazioni interessanti, con sensori ottimizzati per gestire quel passaggio repentino dalla luce piena all&#8217;oscurità quasi totale, un momento in cui i sensori economici di solito iniziano a produrre più rumore digitale che immagini utili. Per noi che amiamo smontare tutto e vedere cosa c&#8217;è sotto il cofano, la sfida tecnica è stimolante. Vedere come gestiscono il dynamic range e il bilanciamento del bianco in condizioni così estreme è la parte che mi eccita davvero.</p>
<p>Però, restiamo con i piedi per terra. Sappiamo tutti come funziona la storia. Spesso questi progetti così ambiziosi arrivano con un pacchetto di &#8216;connettività integrata&#8217; che sembra fatto apposta per ricordarti che non sei davvero padrone del tuo flusso video. Non parliamo di regolamentazioni europee o GDPR che qui in Italia ci pesano come un mattone, ma di quel design che spinge tutto verso un unico grande server centrale. È quel classico approccio dove l&#8217;hardware è fantastico, ma l&#8217;ecosistema è una gabbia dorata dove i dati viaggiano solo dove decide il produttore.</p>
<p>Sarebbe stato incredibile vedere un setup basato su standard aperti, dove chiunque può contribuire con il proprio stream o integrare i metadati in server self-hosted. Invece, sembra che il piano sia quello di avere un unico grande &#8216;eyewitness&#8217; digitale. Se riusciranno a lasciare che la community possa manipolare i flussi o almeno analizzarli senza dover chiedere il permesso al loro dipartimento di marketing, allora potremo festeggiare.</p>
<p>Insomma, l&#8217;eclissi del 2026 sarà uno spettacolo incredibile, sia che la guardiate dal vivo, sia che la guardiate attraverso questi nuovi occhi digitali. Speriamo solo che questi nuovi occhi non abbiano troppo la tendenza a guardare nella direzione sbagliata.</p>
<p class="aing-source"><em>Source: <a href="https://jonty.github.io/2026_eclipse_webcams/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">2026 Eclipse Webcams</a></em></p>
<p><!-- AI News Generator | Content: RSS Feed | Feed: 0 chars | Final: 0 chars --></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.rootclub.it/eclipse-webcams-2026-guardare-il-cielo-o-farsi-guardare-dal-cloud/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">13441</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
