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	<title>Nvidia &#8211; Associazione ROOT APS</title>
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	<description>APS ROOT il circolo più nerd nel raggio di 12 parsec.</description>
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	<title>Nvidia &#8211; Associazione ROOT APS</title>
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		<title>Nvidia RTX Spark: Finalmente un laptop che non muore dopo tre frame?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lamberto Tedaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 07:14:12 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Engineering]]></category>
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					<description><![CDATA[Nvidia ha appena presentato la linea RTX Spark e, contro ogni previsione, sembra che abbiano trovato il modo di non farci cercare disperatamente una presa di corrente dopo dieci minuti.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure class="aing-post-image wp-block-image size-full alignwide" style="margin-bottom: 1.5em;width: 100%"><a href="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/06/Nvidia-RTX-Spark-Finalmente-un-laptop-che-non-muore-dopo-tre-frame-1780470848.png"><img decoding="async" src="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/06/Nvidia-RTX-Spark-Finalmente-un-laptop-che-non-muore-dopo-tre-frame-1780470848.png" alt="Nvidia RTX Spark: Finalmente un laptop che non muore dopo tre frame?" style="width: 100% !important;max-width: 100% !important;height: auto !important" /></a></figure>
<p></p>
<p>Chi l&#8217;ha detto che per avere potenza bruta bisogna per forza vivere attaccato al muro come un vampiro con l&#8217;alimentatore?</p>
<p>Per anni ci hanno venduto la solita storia: vuoi giocare ai titoli tripla A o far girare un modello di IA locale senza che la tua workstation esploda? Allora preparati a un peso morto che ti distrugge la schiena e una batteria che ha la resistenza di un pezzo di ghiaccio nel Sahara. Ma sembra che Nvidia abbia deciso di smetterla di prenderci in giro con i soliti compromessi da &#8216;mobile gaming&#8217;. La nuova linea RTX Spark sta facendo parlare di sé perché, e non è una mezza notizia, promette di mantenere prestazioni da desktop con un&#8217;autonomia che non fa piangere. </p>
<p>In pratica, Nvidia sta cercando di risolvere l&#8217;eterno dilemma del rapporto tra TDP e durata della batteria. Non sono qui per fare il comunicato stampa della multinazionale, ma l&#8217;idea di avere una macchina che può gestire rendering pesanti su Blender o compilare script complessi senza che la ventola sembri un decollo della NASA ogni volta che apri un tab di Chrome è una boccata d&#8217;aria fresca. Se l&#8217;hardware è ottimizzato come dicono, potremmo finalmente avere un dispositivo che non sia solo un &#8216;desktop che si piega&#8217;, ma un vero strumento di lavoro e svago portatile.</p>
<p>Da smanettone, però, la mia guardia resta alta. Sappiamo tutti come funziona il gioco: Nvidia ti dà la potenza, ma la ti lega con le catene del loro ecosistema. Mi chiedo subito quanto di questo &#8216;miracolo&#8217; dipenda da ottimizzazioni software proprietarie che ti rendono schiavo dei loro driver e del loro stack tecnologico. Spero vivamente che non sia il solito caso di vendor lock-in mascherato da innovazione. Vorrei poter spingere l&#8217;hardware al limite senza dover chiedere il permesso a un algoritmo proprietario che decide cosa è &#8216;efficiente&#8217; e cosa no.</p>
<p>Per noi che passiamo le notti a far girare emulatori, testare nuovi motori grafici su Godot o far macinare i neuroni alle IA locali, un laptop del genere potrebbe essere la svolta. Immaginate di poter portare il vostro setup di sviluppo o la vostra console retro-gaming personalizzata in un workshop, in un fablab o semplicemente sul divano, senza l&#8217;ansia costante di vedere l&#8217;icona della batteria che lampeggia in rosso. Se la promessa è vera, è un upgrade che meritiamo tutti. Se è solo marketing aggressivo per gonfiare i prezzi&#8230; beh, sapete come finisce la storia.</p>
<p>Restiamo sintonizzati, ma con un occhio critico e le pinzette pronte per smontare ogni singola promessa.</p>
<p class="aing-source"><em>Source: <a href="https://gizmodo.com/nvidias-rtx-spark-laptops-are-the-kick-in-the-ass-gaming-pcs-needed-2000766638" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Nvidia’s RTX Spark Laptops Are the Kick in the Ass Gaming PCs Needed</a></em></p>
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		<title>Si può giocare a Cyberpunk su un MacBook? La follia di far girare una RTX 4090 su macOS</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lamberto Tedaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2026 03:13:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[webnews]]></category>
		<category><![CDATA[apple]]></category>
		<category><![CDATA[Gaming]]></category>
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					<description><![CDATA[Un esperimento folle che unisce una GPU mostruosa a un sistema Apple tramite una tecnica che definire 'borderline' è tutto. Ecco cosa succede quando decidi di ignorare ogni limite tecnico.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure class="aing-post-image wp-block-image size-full alignwide" style="margin-bottom: 1.5em;width: 100%"><a href="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/05/Si-puo-giocare-a-Cyberpunk-su-un-MacBook-La-follia-di-far-girare-una-RTX-4090-su-macOS-1778814781.png"><img decoding="async" src="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/05/Si-puo-giocare-a-Cyberpunk-su-un-MacBook-La-follia-di-far-girare-una-RTX-4090-su-macOS-1778814781.png" alt="Si può giocare a Cyberpunk su un MacBook? La follia di far girare una RTX 4090 su macOS" style="width: 100% !important;max-width: 100% !important;height: auto !important" /></a></figure>
<p></p>
<p>Avete presente quando comprate un pezzo di hardware potentissimo e pensate: «E se lo facessi girare su un sistema che non c&#8217;entra assolutamente nulla?» Ecco, qualcuno ha preso questa idea e l&#8217;ha portata all&#8217;estremo del possibile.</p>
<p>Recentemente è emerso un esperimento tecnico che definire audace è un eufemismo. L&#8217;obiettivo? Far girare titoli pesanti e task complessi su un Mac, sfruttando la potenza bruta di una NVIDIA RTX 4090 collegata tramite un setup esterno. Non parliamo di un semplice dock Thunderbolt, ma di una vera e propria battaglia contro i limiti imposti da Apple, tra driver incompatibili, stratificazioni di virtualizzazione e tentativi disperati di far comunicare hardware che, per design, non dovrebbe nemmeno conoscersi.</p>
<p>La tecnica utilizzata è un vero incubo ingegneristico. Si tratta di far girare una macchina virtuale che intercetta le chiamate, cercando di bypassare le restrizioni del kernel macOS per far parlare la GPU con il sistema. Il risultato? Un mix di prestazioni incredibili e instabilità cronica. Se da un lato vedere una GPU da migliaia di euro che spinge frame rate degni di una workstation professionale su un portatile Apple è pura poesia per i nerd, dall&#8217;altro il setup è un castello di carte che può crollare al minimo movimento del mouse.</p>
<p>Per noi appassionati di hardware, questo tipo di &#8216;hacking&#8217; è pura adrenalina. È la dimostrazione che, se si ha abbastanza pazienza (e un sacco di caffè), i muri che i produttori costruiscono attorno ai loro ecosistemi possono essere scavalcati. Certo, non è una soluzione pratica. Non è che domani mattina scatti la sveglia e decidi di giocare a un tripla A usando questo setup per andare a lavorare. È un esperimento, un atto di ribellione contro il concetto di &#8216;sistema chiuso&#8217;.</p>
<p>Ma c&#8217;è un rovescio della medaglia. Far girare tutto questo significa scontrarsi con i limiti di banda del Thunderbolt, con la gestione della memoria e con quel terribile problema dei driver NVIDIA che Apple ha deciso di ignorare da anni. Il rischio di crash, la latenza e la complessità di configurazione rendono questo setup un incubo di manutenzione. È un divertimento per pochi, una sfida tecnica che ti tiene incollato allo schermo mentre aspetti che la macchina non esploda.</p>
<p>In conclusione, questo esperimento ci ricorda che l&#8217;hardware non è mai veramente &#8216;chiuso&#8217;. Anche quando Apple ci dice che le cose devono andare in un certo modo, esiste sempre una via laterale, un driver modificato o un trick di virtualizzazione che può forzare la mano. È complicato, è inefficiente e probabilmente è un suicidio logico, ma è esattamente il motivo per cui amiamo l&#8217;informatica di basso livello.</p>
<p class="aing-source"><em>Source: <a href="https://scottjg.com/posts/2026-05-05-egpu-mac-gaming/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">RTX 5090 and M4 MacBook Air: Can It Game?</a></em></p>
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		<title>Nvidia GPUs: da acceleratori grafici a porte d&#8217;accesso per hacker</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lamberto Tedaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Apr 2026 10:06:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Scopri come i nuovi attacchi Rowhammer stanno rivoluzionando (e non nel senso buono) il mondo delle GPU Nvidia. Preparati a rivedere le tue strategie di sicurezza!]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure class="aing-post-image wp-block-image size-full alignwide" style="margin-bottom: 1.5em;width: 100%"><a href="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/04/Nvidia-GPUs-da-acceleratori-grafici-a-porte-daccesso-per-hacker-1775297184.png"><img decoding="async" src="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/04/Nvidia-GPUs-da-acceleratori-grafici-a-porte-daccesso-per-hacker-1775297184.png" alt="Nvidia GPUs: da acceleratori grafici a porte d&#039;accesso per hacker" style="width: 100% !important;max-width: 100% !important;height: auto !important" /></a></figure>
<p></p>
<p>Ecco una notizia che farà drizzare le antenne a tutti gli appassionati di hardware e sicurezza: gli attacchi Rowhammer sono tornati, ma questa volta hanno preso di mira le GPU Nvidia. Sì, avete capito bene, non più solo la RAM, ma anche i vostri amati schemi video.</p>
<p>GDDRHammer, GeForge e GPUBreach sono i nuovi nomi che dovreste iniziare a temere (o almeno rispettare). Questi attacchi sfruttano le vulnerabilità nelle memorie GDDR delle GPU per ottenere il controllo completo dei sistemi. In pratica, stiamo parlando di un modo per hackerare la CPU attraverso la GPU. Non male, eh?</p>
<p>Se siete tra quelli che pensano che la sicurezza hardware sia roba da nerd con troppo tempo libero, forse è il momento di ricredervi. Questi attacchi dimostrano che anche i componenti più avanzati possono diventare punti deboli in un sistema.</p>
<p>Ma cosa significa per noi smanettoni? Beh, prima di tutto, significa che dobbiamo stare ancora più attenti quando facciamo overclocking o modding sulle nostre schede video. E sì, anche se usate una GPU Nvidia per fare rendering 3D o giocare, non siete immuni.</p>
<p>Nvidia, da parte sua, ha già rilasciato alcuni aggiornamenti, ma sappiamo tutti come vanno queste cose: patch oggi, nuove vulnerabilità domani. Il problema è che, mentre i vendor continuano a correre dietro alle vulnerabilità, noi utenti siamo costretti a fare i conti con hardware che potrebbe non essere così sicuro come pensavamo.</p>
<p>Per chi ama metter le mani in pasta, questo è un altro motivo per esplorare alternative open-source o soluzioni più trasparenti. Perché, diciamocelo, la sicurezza è come il sesso: meglio farlo con qualcuno di cui ti fidi.</p>
<p>In conclusione, tenete gli occhi aperti, aggiornate i vostri driver e, soprattutto, non date per scontato che la vostra GPU sia un&#8217;isola felice. Il mondo della sicurezza hardware è un campo minato, e questi nuovi attacchi sono solo l&#8217;ultima prova.</p>
<p class="aing-source"><em>Source: <a href="https://arstechnica.com/security/2026/04/new-rowhammer-attacks-give-complete-control-of-machines-running-nvidia-gpus/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">New Rowhammer attacks give complete control of machines running Nvidia GPUs</a></em></p>
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		<title>Nvidia, sveglia! I gamers PC vogliono performance reali, non frame finti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lamberto Tedaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 04:02:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[webnews]]></category>
		<category><![CDATA[Gaming]]></category>
		<category><![CDATA[maker]]></category>
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					<description><![CDATA[Nvidia continua a puntare su feature discutibili mentre i veri problemi dei PC gaming restano ignorati. Analizziamo perché i maker e gli smanettoni dovrebbero preoccuparsi.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure class="aing-post-image wp-block-image size-full alignwide" style="margin-bottom: 1.5em;width: 100%"><a href="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/04/Nvidia-sveglia-I-gamers-PC-vogliono-performance-reali-non-frame-finti-1775188965.png"><img decoding="async" src="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/04/Nvidia-sveglia-I-gamers-PC-vogliono-performance-reali-non-frame-finti-1775188965.png" alt="Nvidia, sveglia! I gamers PC vogliono performance reali, non frame finti" style="width: 100% !important;max-width: 100% !important;height: auto !important" /></a></figure>
<p></p>
<p>Dai, ammettiamolo: ogni volta che Nvidia annuncia una nuova tecnologia, ci ritroviamo a chiedere &#8220;Ma davvero questo è ciò che vogliamo?&#8221;</p>
<p>L&#8217;ultimo esempio? La loro ossessione per il &#8220;frame generation&#8221;, cioè quei frame finti che sembrano risolvere tutti i problemi di performance senza davvero farlo. Mentre loro continuano a perfezionare questa feature discutibile, noi ci chiediamo: ma un semplice aggiornamento per ridurre i tempi di caricamento non sarebbe più utile?</p>
<p>Il problema non è solo tecnico: è una questione di priorità. Nvidia sembra vivere in una bolla dove ogni nuova feature deve essere il &#8220;next big thing&#8221;, anche quando i giocatori veri chiedono soluzioni più concrete.</p>
<p>Per noi smanettoni, questa situazione ha implicazioni concrete. Se Nvidia continua a ignorare le richieste della community, potremmo trovarci a dover sviluppare soluzioni alternative. Chi ha mai detto che non possiamo creare i nostri tool per ottimizzare il gaming?</p>
<p>E poi c&#8217;è la questione del vendor lock-in. Quando un&#8217;azienda diventa così grande da dettare le regole del mercato, è facile che inizi a trascurare i bisogni reali degli utenti. E noi non possiamo permettercelo.</p>
<p>Ma non tutto è perduto. Se Nvidia decidesse finalmente di ascoltare la community, potrebbe davvero creare qualcosa di rivoluzionario. Magari potremmo anche smettere di lamentarci e goderci i giochi senza preoccuparci di patch e ottimizzazioni.</p>
<p>In attesa di quel giorno, continuiamo a smanettare, a cercare soluzioni e a ricordare a Nvidia cosa davvero conta per i veri gamers.</p>
<p class="aing-source"><em>Source: <a href="https://gizmodo.com/nvidia-needs-to-remind-itself-what-pc-gamers-actually-want-2000741684" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Nvidia Needs to Remind Itself What PC Gamers Actually Want</a></em></p>
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		<title>NVIDIA NemoClaw: Il tuo AI sidekick in una sandbox sicura (ma con qualche riserva)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lamberto Tedaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 06:07:01 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[developer tools]]></category>
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					<description><![CDATA[NVIDIA ha svelato NemoClaw, un framework per eseguire agenti AI in sandbox isolate. Ma quanto è davvero utile per noi maker?]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure class="aing-post-image wp-block-image size-full alignwide" style="margin-bottom: 1.5em;width: 100%"><a href="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/03/NVIDIA-NemoClaw-Il-tuo-AI-sidekick-in-una-sandbox-sicura-ma-con-qualche-riserva-1773900418.png"><img decoding="async" src="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/03/NVIDIA-NemoClaw-Il-tuo-AI-sidekick-in-una-sandbox-sicura-ma-con-qualche-riserva-1773900418.png" alt="NVIDIA NemoClaw: Il tuo AI sidekick in una sandbox sicura (ma con qualche riserva)" style="width: 100% !important;max-width: 100% !important;height: auto !important" /></a></figure>
<p></p>
<p>Hai mai sognato di avere un assistente AI superpotente che non ti tradisce con accessi non autorizzati o comportamenti sospetti? NVIDIA sembra aver ascoltato le tue preghiere con NemoClaw, un framework che promette di eseguire agenti OpenClaw in sandbox sicure. Ma prima di saltare sul carro, diamo un&#8217;occhiata a cosa offre davvero.</p>
<p>NemoClaw è essenzialmente un sistema che installa il runtime OpenShell di NVIDIA e i modelli Nemotron, creando un ambiente isolato dove ogni richiesta di rete, accesso al file system e chiamata di inferenza è controllata da politiche dichiarative. Il tutto orchestrato tramite una CLI TypeScript. Suona fico, no? Ma andiamo oltre il marketing.</p>
<p>Da smanettone, apprezzo l&#8217;approccio sandbox. Potere eseguire agenti AI in un ambiente controllato, dove posso definire io le regole di accesso, è un gioco da ragazzi. Ma c&#8217;è un dettaglio che mi preoccupa: il vendor lock-in. Sì, perché NemoClaw è progettato per lavorare principalmente con i modelli NVIDIA cloud, richiedendo una API key durante la configurazione. Certo, ci sono opzioni locali sperimentali come Ollama e vLLM, ma per ora sembrano più promesse che realtà.</p>
<p>E poi c&#8217;è la questione della privacy. Se i tuoi agenti devono fare inferenza nel cloud di NVIDIA, i tuoi dati dove vanno? E soprattutto, chi li può vedere? NVIDIA assicura che tutto è protetto, ma sappiamo tutti che la sicurezza è come un castello di sabbia: bella da vedere, ma fragile quando le onde si infrangono.</p>
<p>Per noi che amiamo mettere le mani nella pasta, NemoClaw offre alcuni vantaggi pratici. Puoi testare agenti AI in un ambiente isolato, senza preoccuparti che combinino pasticci nel tuo sistema. Le politiche di rete e file system sono personalizzabili, e puoi persino approvare manualmente le richieste bloccate. Ma attenzione: il sistema è ancora in fase di sviluppo, e alcuni comandi della CLI potrebbero non funzionare come promesso.</p>
<p>In conclusione, NemoClaw è un passo nella giusta direzione, ma con alcune ombre. Se vuoi un sistema sicuro per eseguire agenti AI, vale la pena dare un&#8217;occhiata. Ma se cerchi flessibilità e privacy assoluta, forse è meglio aspettare. O, meglio ancora, iniziare a smanettare con alternative open source. Perché alla fine, noi maker sappiamo che il meglio arriva quando mettiamo le mani in pasta.</p>
<p class="aing-source"><em>Source: <a href="https://github.com/NVIDIA/NemoClaw" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Nvidia NemoClaw</a></em></p>
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		<title>Nvidia e OpenAI: l&#8217;affare da 100 miliardi che è svanito nel nulla</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lamberto Tedaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Feb 2026 13:02:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un accordo miliardario che sembrava fatto e poi... puff! Scomparso. Cosa è successo tra Nvidia e OpenAI? E perché dovrebbe importarcene?]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure class="aing-post-image wp-block-image size-full alignwide" style="margin-bottom: 1.5em;width: 100%"><a href="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/02/Nvidia-e-OpenAI-laffare-da-100-miliardi-che-e-svanito-nel-nulla-1770382934.png"><img decoding="async" src="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/02/Nvidia-e-OpenAI-laffare-da-100-miliardi-che-e-svanito-nel-nulla-1770382934.png" alt="Nvidia e OpenAI: l&#039;affare da 100 miliardi che è svanito nel nulla" style="width: 100% !important;max-width: 100% !important;height: auto !important" /></a></figure>
<p></p>
<p>Avete presente quando prometti a un amico di incontrarti per una birra e poi lo ghosti? Ecco, qualcosa di simile è successo tra Nvidia e OpenAI, ma con in ballo 100 miliardi di dollari. </p>
<p>Sì, avete letto bene. L&#8217;accordo che avrebbe dovuto rivoluzionare il mondo dell&#8217;AI è evaporato come neve al sole dopo cinque mesi di attesa. Due colossi che si davano pacche sulle spalle, pronti a dominare il mercato, e poi&#8230; silenzio. </p>
<p>Per noi smanettoni, questo è un po&#8217; come vedere due campioni di scacchi fare la pace e poi litigare per chi deve muovere il primo pedone. Ma andiamo con ordine. </p>
<p>La notizia è che Nvidia aveva annunciato un investimento monstre in OpenAI, qualcosa come 100 miliardi di dollari, per consolidare la loro posizione nel mercato dell&#8217;AI. Peccato che, dopo mesi di attesa, l&#8217;accordo non sia mai stato formalizzato. Le ragioni? Boh. Le scuse? Ancora meno. </p>
<p>Da una parte, c&#8217;è chi dice che sia colpa della burocrazia, dall&#8217;altra chi sussurra di divergenze strategiche. Ma noi sappiamo la verità: è colpa del Wi-Fi di Sam Altman che ha perso il segnale nel momento sbagliato. </p>
<p>Scherziamo, ovviamente. Ma il punto è che, per noi che amiamo mettere le mani in pasta, questa storia ha due lezioni importanti. </p>
<p>Primo: anche i grandi hanno problemi. Le aziende tecnologiche, nonostante i loro PR team che le dipingono come macchine perfette, sono fatte di persone. E le persone sbagliano, litigano, e a volte non si mettono d&#8217;accordo. </p>
<p>Secondo: il mercato dell&#8217;AI è un campo minato. Oggi sei il re, domani potresti essere solo un ricordo su Wikipedia. Per noi maker, questo significa che è ancora più importante non legarsi troppo a un unico fornitore o tecnologia. Se domani Nvidia decide di cambiare strategia, potremmo trovarci con un bel po&#8217; di hardware inutile. </p>
<p>E poi, c&#8217;è il lato ironico della faccenda. Due aziende che hanno passato anni a dirci che l&#8217;AI avrebbe risolto tutti i problemi, e alla fine non riescono neanche a risolvere i loro. </p>
<p>Ma non tutto è perduto. Questo casino potrebbe essere un&#8217;opportunità per noi smanettoni. Con un mercato in tumulto, forse ci saranno più occasioni per sperimentare, per creare soluzioni alternative, per scoprire nuove vie. </p>
<p>In fondo, cosa sono 100 miliardi di dollari se non un&#8217;altra sfida da hackerare? </p>
<p>E voi, cosa ne pensate? Credete che questo accordo riemergerà dalle ceneri, o è solo l&#8217;inizio di una guerra tra titani?</p>
<p class="aing-source"><em>Source: <a href="https://arstechnica.com/information-technology/2026/02/five-months-later-nvidias-100-billion-openai-investment-plan-has-fizzled-out/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Nvidia&#039;s $100 billion OpenAI deal has seemingly vanished</a></em></p>
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		<title>Nvidia H200 in Cina: tra chip top e geopolitica da film di spionaggio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lamberto Tedaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jan 2026 09:59:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[webnews]]></category>
		<category><![CDATA[ai]]></category>
		<category><![CDATA[geopolitica]]></category>
		<category><![CDATA[hardware]]></category>
		<category><![CDATA[maker]]></category>
		<category><![CDATA[Nvidia]]></category>
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					<description><![CDATA[La Cina ha finalmente dato il via libera all'importazione dei potenti chip AI di Nvidia. Ma cosa significa per noi smanettoni e maker? Scopriamolo insieme!]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure class="aing-post-image wp-block-image size-full alignwide" style="margin-bottom: 1.5em;width: 100%"><a href="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/01/Nvidia-H200-in-Cina-tra-chip-top-e-geopolitica-da-film-di-spionaggio-1769680775.png"><img decoding="async" src="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/01/Nvidia-H200-in-Cina-tra-chip-top-e-geopolitica-da-film-di-spionaggio-1769680775.png" alt="Nvidia H200 in Cina: tra chip top e geopolitica da film di spionaggio" style="width: 100% !important;max-width: 100% !important;height: auto !important" /></a></figure>
<p></p>
<p>La Cina ha finalmente detto &#8220;sì&#8221; ai chip AI di Nvidia H200, dopo settimane di suspense degna di un thriller tecnologico. Ma perché questa notizia dovrebbe interessare a noi, che passiamo le notti a far dialogare Arduino con Raspberry Pi?</p>
<p>Intanto, mettiamoci comodi: stiamo parlando di oltre 400.000 chip H200 che presto faranno felici i giganti tech cinesi. Perché così tanti? Semplice: la Cina vuole bilanciare l&#8217;urgenza di avere tecnologia all&#8217;avanguardia con la sua ossessione per l&#8217;autosufficienza. Un po&#8217; come voler fare il pane in casa ma ordinare la farina online perché quella del vicino è troppo costosa.</p>
<p>Ora, da smanettoni quali siamo, ci chiediamo: ma questi chip sono davvero la fine del mondo? Beh, sì e no. Sono potenti, certo, ma il vero punto è capire come questa mossa geopolitica influenzerà il mercato e, di conseguenza, le nostre possibilità di mettere le mani su hardware interessante. </p>
<p>La domanda che ci poniamo è: se la Cina inizia a usare massicciamente questi chip, quanto tempo passerà prima che i prezzi dei vecchi modelli calino abbastanza da renderli accessibili anche a noi? E, soprattutto, riusciremo a farci un po&#8217; di reverse engineering su questi mostri di potenza?</p>
<p>Certo, non possiamo ignorare il lato oscuro della medaglia: il vendor lock-in di Nvidia è una spada di Damocle che pende sulle nostre teste. Se un giorno decideranno di chiudere i rubinetti, ci ritroveremo a fare i conti con la mancanza di driver, firmware e supporto. Ma d&#8217;altronde, chi siamo noi per giudicare? Anche noi abbiamo i nostri piccoli segreti, come quel firmware di Arduino che abbiamo modificato per far funzionare quella stampante 3D di seconda mano.</p>
<p>In conclusione, questa notizia è un promemoria che la tecnologia non vive in un vuoto geopolitico. E mentre i grandi si giocano a scacchi con i chip, noi possiamo solo sperare che qualche pezza da 90 finisca tra le nostre mani. Perché, alla fine, è lì che succede la magia.</p>
<p class="aing-source"><em>Source: <a href="https://arstechnica.com/ai/2026/01/report-china-approves-import-of-high-end-nvidia-ai-chips-after-weeks-of-uncertainty/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Report: China approves import of high-end Nvidia AI chips after weeks of uncertainty</a></em></p>
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		<title>Apple vs Nvidia: la guerra dei chip e noi nel mezzo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lamberto Tedaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jan 2026 01:33:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[webnews]]></category>
		<category><![CDATA[apple]]></category>
		<category><![CDATA[maker]]></category>
		<category><![CDATA[Nvidia]]></category>
		<category><![CDATA[semiconduttori]]></category>
		<category><![CDATA[TSMC]]></category>
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					<description><![CDATA[TSMC è al centro di una lotta senza quartiere tra Apple e Nvidia. Scopriamo come questa battaglia potrebbe influenzare il nostro mondo di maker e smanettoni.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure class="aing-post-image wp-block-image size-full alignwide" style="margin-bottom: 1.5em;width: 100%"><a href="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/01/Apple-vs-Nvidia-la-guerra-dei-chip-e-noi-nel-mezzo-1768527189.png"><img decoding="async" src="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/01/Apple-vs-Nvidia-la-guerra-dei-chip-e-noi-nel-mezzo-1768527189.png" alt="Apple vs Nvidia: la guerra dei chip e noi nel mezzo" style="width: 100% !important;max-width: 100% !important;height: auto !important" /></a></figure>
<p></p>
<p>Ecco una notizia che ci fa capire quanto il mondo dei semiconduttori sia diventato il campo di battaglia degli giganti tech: Apple e Nvidia si stanno facendo la guerra per accaparrarsi la capacità produttiva di TSMC.</p>
<p>Immagina la scena: un gruppo di esecutivi in giacca e cravatta, seduti dietro un tavolo con il logo TSMC, che discutono con aria seria di milioni di dollari e di chip che non arriveranno mai in tempo. Questa è la realtà di chi produce hardware oggi. E noi, poveri maker, siamo in balia di queste dinamiche.</p>
<p>Apple e TSMC hanno una relazione lunga 15 anni, una specie di matrimonio tecnologico che ha permesso a Cupertino di dominare il mercato. Ma ora, con Nvidia che ha preso il centro della scena, le cose si stanno complicando. TSMC non riesce a stare dietro alla domanda, e questo significa ritardi, costi più alti e, soprattutto, meno chip per tutti.</p>
<p>Da smanettone, la cosa che mi preoccupa di più è il vendor lock-in. TSMC è diventato così dominante che è quasi impossibile per chi produce hardware fare a meno dei suoi servizi. E questo significa che, se Apple e Nvidia continuano a fare a botte, noi finiremo per pagarne il prezzo.</p>
<p>Ma non è tutto negativo. Questa situazione ci ricorda che il mondo del hardware è un ecosistema fragile, e che forse è il momento di esplorare alternative. Raspberry Pi e Arduino sono fantastici, ma cosa succederebbe se potessimo avere chip più potenti e più economici? Magari prodotti da altre fonderie, magari con standard aperti.</p>
<p>In conclusione, la battaglia tra Apple e Nvidia per TSMC è un segnale che il mondo dei semiconduttori è in fermento. E per noi maker, è un invito a essere più curiosi, più creativi e, perché no, a sperimentare con soluzioni alternative. Perché alla fine, chi smonta le cose per capirle sa che le soluzioni migliori spesso vengono da chi non ha paura di andare controcorrente.</p>
<p class="aing-source"><em>Source: <a href="https://www.culpium.com/p/exclusiveapple-is-fighting-for-tsmc" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Apple is fighting for TSMC capacity as Nvidia takes center stage</a></em></p>
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