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	<title>Kobo &#8211; Associazione ROOT APS</title>
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	<description>APS ROOT il circolo più nerd nel raggio di 12 parsec.</description>
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		<title>Kobo ha finalmente capito come si vive nel 2026 (e ha pure un terminale)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lamberto Tedaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Aug 2026 08:44:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[I lettori e-ink non sono più solo per leggere PDF polverosi. Con il nuovo progetto Cobalt, Kobo apre le porte alle app, portando terminale, AI e persino il Morse direttamente sullo schermo.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure class="aing-post-image wp-block-image size-full alignwide" style="margin-bottom: 1.5em;width: 100%"><a href="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/08/Kobo-ha-finalmente-capito-come-si-vive-nel-2026-e-ha-pure-un-terminale-1787388254.png"><img decoding="async" src="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/08/Kobo-ha-finalmente-capito-come-si-vive-nel-2026-e-ha-pure-un-terminale-1787388254.png" alt="Kobo ha finalmente capito come si vive nel 2026 (e ha pure un terminale)" style="width: 100% !important;max-width: 100% !important;height: auto !important" /></a></figure>
<p></p>
<p>Dimenticate l&#8217;idea che un e-reader serva solo a leggere romanzi storici in treno mentre fingete di essere impegnati. La barriera tra il mondo del &#8216;solo lettura&#8217; e quello dell&#8217;interazione vera e propria è appena crollata, e lo ha fatto Kobo con uno stile che definire &#8216;geek-friendly&#8217; è un eufemismo.</p>
<p>Il progetto Cobalt ha trasformato il Kobo Clara BW in qualcosa di molto più simile a un piccolo computer super-minimalista e ultra-efficiente. Non parliamo della solita integrazione proprietaria che ti costringe a comprare solo contenuti del brand, ma di un vero ecosistema di app. E quando dico app, non intendo i soliti gadget inutili, ma roba che fa battere il cuore a chiunque abbia mai passato troppe ore su terminale o su Hacker News.</p>
<p>Tra le chicche che mi hanno fatto saltare sulla sedia c&#8217;è il Terminale nativo. Sì, avete letto bene: una shell con tasti pronti all&#8217;uso direttamente sul panel. Immaginate di poter lanciare qualche comando o script mentre siete in coda alle poste, senza dover tirare fuori un laptop. E non finisce qui: c&#8217;è anche un &#8216;AI Command Center&#8217; per interrogare modelli linguistici e un sistema per gestire le richieste dei coding agent tramite &#8216;Sidekick&#8217;. Praticamente potete approvare i pull request mentre siete lontani dalla tastiera. Un sogno proibito per ogni developer che vuole procrastinare con classe.</p>
<p>Certo, c&#8217;è un piccolo dettaglio che richiede un sorriso amaro: l&#8217;App Store installa solo app &#8216;signed&#8217;. Questo significa che, nonostante l&#8217;entusiasmo, non siamo ancora nel territorio del &#8216;scarica tutto quello che vuoi dal web e spacca tutto&#8217;. C&#8217;è ancora un recinto, anche se stavolta il recinto è molto più grande e interessante del solito. Però, la presenza di strumenti come arXiv per i preprint scientifici, il lettore OPDS (Gutenbird) e persino un&#8217;app per inviare messaggi in Morse usando la luce frontale, dimostra che l&#8217;obiettivo è creare un dispositivo per persone che amano la tecnologia, non solo per lettori passivi.</p>
<p>È una mossa che va oltre il semplice aggiornamento software; è un cambio di paradigma. Kobo sta dicendo che l&#8217;e-ink può essere uno strumento di produttività (o di distrazione intelligente) e non solo un pezzo di plastica per leggere l&#8217;ultimo bestseller della lista dei più venduti. Se amate il minimalismo e l&#8217;idea di avere un pezzo di hardware che fa esattamente ciò che serve senza notifiche social tossiche, questo è il futuro che stavate aspettando.</p>
<p class="aing-source"><em>Source: <a href="https://bandarlabs.github.io/Cobalt/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Kobo can run apps now</a></em></p>
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		<title>Il ritorno del passato: quando il CSS moderno incontra un motore di rendering dell&#8217;età della pietra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lamberto Tedaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 07:15:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[webnews]]></category>
		<category><![CDATA[Adobe]]></category>
		<category><![CDATA[Kobo]]></category>
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					<description><![CDATA[Un post-mortem su come una singola riga di codice CSS perfettamente valida abbia mandato in crash un intero eBook su Kobo. Spoiler: la colpa è di Adobe.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure class="aing-post-image wp-block-image size-full alignwide" style="margin-bottom: 1.5em;width: 100%"><a href="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/06/Il-ritorno-del-passato-quando-il-CSS-moderno-incontra-un-motore-di-rendering-delleta-della-pietra-1781507698.png"><img decoding="async" src="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/06/Il-ritorno-del-passato-quando-il-CSS-moderno-incontra-un-motore-di-rendering-delleta-della-pietra-1781507698.png" alt="Il ritorno del passato: quando il CSS moderno incontra un motore di rendering dell&#039;età della pietra" style="width: 100% !important;max-width: 100% !important;height: auto !important" /></a></figure>
<p></p>
<p>Avete presente quella sensazione di onnipotenza che provate quando il vostro codice passa tutti i test, il linter non urla e il build è finalmente verde?</p>
<p>Ecco, dimenticatela. Se usate i dispositivi Kobo, la realtà è molto più cruda e decisamente meno logica. Recentemente è emersa una storia che è un vero incubo per chiunque ami gli standard aperti e la pulizia del codice. Un autore ha pubblicato un nuovo eBook, tutto in regola, superando l&#8217;epubcheck con la grazia di un robot senza bug. Eppure, per i lettori Kobo, il file risultava &#8216;corrotto&#8217;.</p>
<p>Il colpevole? Non è un errore nel file, ma un pezzo di tecnologia fossile: il RMSDK di Adobe. Parliamo del motore di rendering che Kobo usa ancora oggi, una roba che sembra uscita da un setup retrocomputing degli anni 2010. È il cuore di Adobe Digital Editions, quel software che tutti usiamo solo perché dobbiamo, un monumento al DRM e alla pesantezza software.</p>
<p>Il problema è che questo motore è rimasto congelato nel tempo. Mentre noi ci divertiamo a usare CSS moderni, Flexbox, Grid e funzioni matematiche avanzate, il parser di Adobe si blocca non appena vede qualcosa che non appartiene al suo mondo preistorico. In questo caso specifico, una riga di CSS totalmente valida — una semplice funzione &#8216;min()&#8217; per gestire la larghezza di un&#8217;immagine — è stata interpretata come un errore fatale. Il risultato? Nessun messaggio d&#8217;errore utile, solo un silenzioso e frustrante crash del file.</p>
<p>Da smanettone, trovo questa cosa assolutamente inaccettabile. Siamo nel 2026! Se un software non riesce a gestire un&#8217;istruzione CSS standard senza dichiarare il fallimento totale, non è un software, è un timer a scadenza che aspetta solo di esplodere. È il classico esempio di vendor lock-in mascherato da &#8216;compatibilità&#8217;: Kobo si aggrappa a un motore proprietario e vecchio di un decennio, e noi siamo costretti a scrivere codice &#8216;povero&#8217; e antiquato solo per non far piangere il loro parser.</p>
<p>Per noi che amiamo smontare le cose e capire come funzionano, questo è un promemoria brutale: non potete fidarvi solo degli standard ufficiali se sotto il cofano c&#8217;è un motore che gira ancora a vapore. Se volete che le vostre creazioni (che siano eBook o script per una CNC) funzionino ovunque, dovete testarle contro il peggior scenario possibile. Dovete sottoporle al &#8216;tritacarne di Adobe&#8217;.</p>
<p>In conclusione: meno hype sui nuovi standard e più attenzione alla robustezza dell&#8217;implementazione. Finché le grandi corporation continueranno a preferire il controllo del DRM alla qualità dell&#8217;esperienza utente, saremo sempre costretti a scrivere codice come se fossimo ancora nel 2013. Una vera tristezza per chi ama l&#8217;innovazione.</p>
<p class="aing-source"><em>Source: <a href="https://andreklein.net/your-epub-is-fine-kobo-disagrees-blame-adobe/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Your ePub Is fine</a></em></p>
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