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	<title>iPhone &#8211; Associazione ROOT APS</title>
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	<description>APS ROOT il circolo più nerd nel raggio di 12 parsec.</description>
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		<title>Gemma 4 sul tuo iPhone: finalmente l&#8217;AI che non spia (quasi)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lamberto Tedaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Apr 2026 04:09:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[webnews]]></category>
		<category><![CDATA[ai]]></category>
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		<category><![CDATA[sperimentazione]]></category>
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					<description><![CDATA[Google rilascia Gemma 4 per iPhone, con promessa di privacy e potenza offline. Ma è davvero la rivoluzione che aspettavamo? Scopriamolo insieme, tra sperimentazioni e dubbi.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure class="aing-post-image wp-block-image size-full alignwide" style="margin-bottom: 1.5em;width: 100%"><a href="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/04/Gemma-4-sul-tuo-iPhone-finalmente-lAI-che-non-spia-quasi-1775448588.png"><img decoding="async" src="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/04/Gemma-4-sul-tuo-iPhone-finalmente-lAI-che-non-spia-quasi-1775448588.png" alt="Gemma 4 sul tuo iPhone: finalmente l&#039;AI che non spia (quasi)" style="width: 100% !important;max-width: 100% !important;height: auto !important" /></a></figure>
<p></p>
<p>Lo so, lo so. Un altro articolo su un nuovo modello di AI. Ma stavolta c&#8217;è un dettaglio che potrebbe far drizzare le orecchie anche ai più cinici tra noi: Gemma 4 gira sul tuo iPhone, completamente offline. Sì, avete letto bene. Niente server lontani, niente dati che vagano nel cloud. O almeno, questa è la promessa.</p>
<p>Google ha appena rilasciato l&#8217;app AI Edge Gallery, che permette di eseguire modelli di intelligenza artificiale direttamente sul tuo dispositivo mobile. E non stiamo parlando di qualche toy model, ma di Gemma 4, l&#8217;ultimo gioiellino di casa Google. La novità? Tutto rimane nel tuo telefono, senza bisogno di connessione internet.</p>
<p>Ma perché dovrebbe importarci? Per noi smanettoni, la possibilità di avere un modello di AI potente e privato è una manna dal cielo. Potremmo finalmente sperimentare con machine learning senza dover mandare i nostri dati a qualche server remoto. E poi, ammettiamolo: è sempre figo avere un supercomputer in tasca.</p>
<p>L&#8217;app offre alcune funzionalità interessanti, come il &#8216;Tiny Garden&#8217;, un modo per addestrare modelli personalizzati, e il &#8216;Sandbox&#8217;, dove possiamo testare i modelli senza rischi. C&#8217;è anche una modalità &#8216;Privacy&#8217;, che promette di non raccogliere dati sensibili. Insomma, sembra quasi troppo bello per essere vero.</p>
<p>Ma attenzione, perché non tutto è perfetto. Innanzitutto, l&#8217;app è solo per iPhone (sì, ancora una volta gli utenti Android sono lasciati indietro). Inoltre, la promessa di privacy è relativa: Google ammette di raccogliere alcuni dati diagnostici, anche se non li associa direttamente a noi. E poi, con 35,4 MB, l&#8217;app non è proprio leggerissima.</p>
<p>Cosa significa per noi che amiamo mettere le mani in pasta? Be&#8217;, finalmente possiamo sperimentare con l&#8217;AI senza doverci preoccupare di server costosi o di problemi di privacy. Possiamo addestrare modelli su dataset personalizzati, testare algoritmi e vedere come si comportano in tempo reale. È un&#8217;opportunità per imparare, sperimentare e creare senza limiti.</p>
<p>Ma attenzione: non fidatevi troppo. La privacy è un concetto relativo, soprattutto quando si tratta di Big Tech. Leggete sempre i termini e le condizioni, e ricordate che, anche se i dati rimangono sul vostro dispositivo, Google potrebbe comunque raccogliere informazioni su come usate l&#8217;app.</p>
<p>In conclusione, Gemma 4 sul tuo iPhone è una notizia interessante, ma con le dovute riserve. Se siete smanettoni e volete sperimentare con l&#8217;AI, questa potrebbe essere l&#8217;occasione giusta. Ma ricordate: la privacy perfetta non esiste, e la curiosità deve sempre essere accompagnata da un pizzico di scetticismo.</p>
<p class="aing-source"><em>Source: <a href="https://apps.apple.com/nl/app/google-ai-edge-gallery/id6749645337" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Gemma 4 on iPhone</a></em></p>
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		<title>Lockdown Mode: Quando l&#8217;iPhone dice &#8216;No&#8217; all&#8217;FBI e noi smanettoni facciamo festa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lamberto Tedaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Feb 2026 19:04:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[webnews]]></category>
		<category><![CDATA[fbi]]></category>
		<category><![CDATA[iPhone]]></category>
		<category><![CDATA[Lockdown Mode]]></category>
		<category><![CDATA[privacy]]></category>
		<category><![CDATA[smanettare]]></category>
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					<description><![CDATA[L'FBI ha cercato di violare un iPhone con Lockdown Mode attivato... e ha fallito. Scopriamo perché questa funzione è un game-changer per la privacy e cosa significa per chi ama smanettare con i device.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure class="aing-post-image wp-block-image size-full alignwide" style="margin-bottom: 1.5em;width: 100%"><a href="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/02/Lockdown-Mode-Quando-liPhone-dice-No-allFBI-e-noi-smanettoni-facciamo-festa-1770231838.png"><img decoding="async" src="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/02/Lockdown-Mode-Quando-liPhone-dice-No-allFBI-e-noi-smanettoni-facciamo-festa-1770231838.png" alt="Lockdown Mode: Quando l&#039;iPhone dice &#039;No&#039; all&#039;FBI e noi smanettoni facciamo festa" style="width: 100% !important;max-width: 100% !important;height: auto !important" /></a></figure>
<p></p>
<p>Sapevi che il tuo iPhone può diventare più duro a crackare di un bunker svizzero? L&#8217;FBI ha appena scoperto che Lockdown Mode, quella funzionalità che molti ignorano, è un osso duro anche per loro. E noi smanettoni non possiamo che applaudire.</p>
<p>La notizia arriva da un documento legale: l&#8217;FBI ha cercato di accedere all&#8217;iPhone di un giornalista del Washington Post, ma Lockdown Mode li ha bloccati. Questa modalità, introdotta da Apple, disabilita funzioni come i link previews, le configurazioni da remoto e le connessioni a dispositivi USB non autorizzati. Insomma, rende l&#8217;iPhone un device molto più difficile da hackerare, anche per le agenzie governative.</p>
<p>Per noi che passiamo le notti a smanettare con Arduino e Raspberry Pi, questa è una vittoria. Non perché siamo contro l&#8217;FBI (o forse un po&#8217; sì), ma perché dimostra che la privacy è possibile, anche su dispositivi chiusi come l&#8217;iPhone. Certo, Apple ha i suoi interessi, ma quando fa cose come questa, merita un applauso.</p>
<p>Lockdown Mode non è perfetta, però. Per esempio, disabilita alcune funzioni utili, come i link previews, che per molti sono un must. Ma per chi vuole proteggere i propri dati, è un compromesso accettabile. E poi, ammettiamolo, vedere l&#8217;FBI che si arrende davanti a un iPhone è uno spettacolo.</p>
<p>Cosa significa per noi maker? Significa che possiamo usare i nostri device con maggiore tranquillità, sapendo che ci sono strumenti per proteggerci. Certo, l&#8217;iPhone non è il dispositivo più aperto del mondo, ma se vuoi una sicurezza extra, Lockdown Mode è un&#8217;opzione da considerare.</p>
<p>E ora, la domanda da un milione di dollari: perché non tutti attivano Lockdown Mode? Forse perché molti non sanno nemmeno che esiste. Ecco, questo è il vero problema: le funzioni di sicurezza spesso sono nascoste dietro menu complicati. Apple potrebbe fare di più per rendere queste opzioni più accessibili.</p>
<p>In conclusione, Lockdown Mode è una vittoria per la privacy e un promemoria che anche i dispositivi chiusi possono offrire protezione. Ora, se scusate, torno a smanettare con il mio Raspberry Pi. Che l&#8217;FBI provi a hackerare quello!</p>
<p class="aing-source"><em>Source: <a href="https://www.404media.co/fbi-couldnt-get-into-wapo-reporters-iphone-because-it-had-lockdown-mode-enabled/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">FBI couldn&#039;t get into WaPo reporter&#039;s iPhone because Lockdown Mode enabled</a></em></p>
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