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	<title>ios &#8211; Associazione ROOT APS</title>
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	<description>APS ROOT il circolo più nerd nel raggio di 12 parsec.</description>
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		<title>Loupe: l&#8217;app che ti mostra quanto il tuo iPhone ti spia (senza chiedere scusa)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lamberto Tedaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Jun 2026 08:44:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[webnews]]></category>
		<category><![CDATA[cybersecurity]]></category>
		<category><![CDATA[Fingerprinting]]></category>
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					<description><![CDATA[Ti sei mai chiesto cosa vedono davvero le app sul tuo iPhone quando non stai guardando? Loupe è il nuovo tool open source che mette a nudo il device fingerprinting.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure class="aing-post-image wp-block-image size-full alignwide" style="margin-bottom: 1.5em;width: 100%"><a href="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/06/Loupe-lapp-che-ti-mostra-quanto-il-tuo-iPhone-ti-spia-senza-chiedere-scusa-1782031453.png"><img decoding="async" src="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/06/Loupe-lapp-che-ti-mostra-quanto-il-tuo-iPhone-ti-spia-senza-chiedere-scusa-1782031453.png" alt="Loupe: l&#039;app che ti mostra quanto il tuo iPhone ti spia (senza chiedere scusa)" style="width: 100% !important;max-width: 100% !important;height: auto !important" /></a></figure>
<p></p>
<p>Pensate che sia sufficiente cliccare su «No» quando un&#8217;app vi chiede l&#8217;accesso alla posizione o ai contatti per essere invisibili? Spoiler: vi state illudendo pesantemente.</p>
<p>Mentre noi ci perdiamo in discussioni su quale distribuzione Linux sia la più degna di nota, sotto il nostro naso (o meglio, dentro le nostre tasche) sta succedendo qualcosa di decisamente meno eroico. Il problema non è solo quello che autorizzate esplicitamente, ma tutto quello che le app possono leggere in totale silenzio, senza far scattare nemmeno un popup di avvertimento. È quello che nel gergo chiamiamo device fingerprinting: un puzzle di piccoli dettagli apparentemente innocui che, messi insieme, creano un&#8217;impronta digitale unica e inconfondibile.</p>
<p>Qui entra in gioco Loupe, un nuovo progetto open source uscito di recente dai laboratori di Mysk. Non è la solita app di marketing che vi dice che «la vostra privacy è la nostra priorità» (perché sappiamo tutti che è una mezza bugia). Loupe è uno strumento crudo, diretto, quasi brutale. La sua missione è mostrarvi esattamente quali dati le API pubbliche di iOS stanno esponendo al mondo. </p>
<p>L&#8217;app divide le informazioni in tre livelli. Il primo è il &#8216;Passive tier&#8217;: qui troviamo le chicche che non richiedono permessi. Zona fuso orario, livello della batteria, lingua del sistema, risoluzione dello schermo&#8230; roba che le app leggono mentre state scrollando i feed senza che voi possiate fare nulla. Poi c&#8217;è il livello che richiede permessi (quello che tutti conosciamo) e, la parte più interessante per noi che amiamo scavare nel codice, il livello &#8216;Advanced&#8217;. Qui si parla di tecniche più sottili, come l&#8217;uso di URL-scheme o la persistenza del Keychain per riconoscervi anche se avete reinstallato l&#8217;app. Praticamente, un vero e proprio gioco di investigazione digitale.</p>
<p>La cosa più figa? Loupe non raccoglie nulla. Non c&#8217;è cloud, non c&#8217;è telemetria, non c&#8217;è invio di dati a server misteriosi in qualche paradiso fiscale. Tutto quello che vedete è elaborato localmente sul vostro device. È trasparente, è raw, è esattamente quello che ci aspettiamo da un progetto serio.</p>
<p>Un dettaglio che mi ha fatto sorridere (e riflettere) è che il repository dichiara che l&#8217;app è stata scritta quasi interamente usando tool di coding basati su AI. In un certo senso, un&#8217;intelligenza artificiale che analizza quanto le altre app usano l&#8217;intelligenza (o la mancanza di etica) per tracciarci. Un po&#8217; come un episodio di Black Mirror scritto da un bot che ha esagerato con il caffè.</p>
<p>Se avete un iPhone o un iPad e volete smettere di vivere in una bolla di falsa sicurezza, scaricate il codice, compilatelo con Xcode (sperando che la vostra Mac non esploda) e date un&#8217;occhiata a quanto siete effettivamente esposti. È un promemoria necessario: la privacy non è un interruttore che si spegne, è una battaglia di configurazione continua.</p>
<p class="aing-source"><em>Source: <a href="https://github.com/mysk-research/loupe" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Loupe – A iOS app that raises awareness about what native apps can see</a></em></p>
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		<title>Apple apre il rubinetto (ma solo in Giappone) e ci lascia cambiare motore al browser… forse</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lamberto Tedaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Jan 2026 02:25:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[webnews]]></category>
		<category><![CDATA[antitrust]]></category>
		<category><![CDATA[apple]]></category>
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		<category><![CDATA[ios]]></category>
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					<description><![CDATA[Apple ha annunciato una novità che sembra uscita da un universo parallelo: permettere agli sviluppatori di usare motori di rendering alternativi nei browser su iOS. C'è un però grosso come una casa: è limitato al Giappone e ha un sacco di regole. Scopriamo insieme se è una vera rivoluzione o un'operazione di PR.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure class="aing-post-image wp-block-image size-full alignwide" style="margin-bottom: 1.5em;width: 100%"><a href="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/01/Apple-apre-il-rubinetto-ma-solo-in-Giappone-e-ci-lascia-cambiare-motore-al-browser…-forse-1767320711.png"><img decoding="async" src="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/01/Apple-apre-il-rubinetto-ma-solo-in-Giappone-e-ci-lascia-cambiare-motore-al-browser…-forse-1767320711.png" alt="Apple apre il rubinetto (ma solo in Giappone) e ci lascia cambiare motore al browser… forse" style="width: 100% !important;max-width: 100% !important;height: auto !important" /></a></figure>
<p></p>
<p>WTF?! Apple che permette di cambiare motore di rendering al browser? Sembra una barzelletta, vero? E invece è realtà… ma con più asterischi di un contratto legale. La Mela ha annunciato che, a partire da iOS 17.4, gli sviluppatori potranno usare motori di rendering alternativi a WebKit… ma solo in Giappone. Sì, avete capito bene, solo in Giappone.</p>
<p>Per chi non lo sapesse, il motore di rendering è il componente che interpreta il codice HTML, CSS e JavaScript e lo trasforma in quello che vediamo sullo schermo. WebKit è il motore usato da Safari e, fino ad ora, era l&#8217;unico permesso su iOS. Questa decisione ha sempre fatto storcere il naso agli sviluppatori, perché li costringeva ad adattare i loro siti web per WebKit, creando incompatibilità e problemi di performance.</p>
<p>Ora, Apple sembra aver fatto marcia indietro, ma con una serie di condizioni che fanno venire il mal di testa. Innanzitutto, bisogna essere approvati da Apple. Poi, bisogna rispettare una serie di requisiti di sicurezza e privacy che sono più stringenti del solito. E, soprattutto, bisogna essere disposti a lanciare un&#8217;app specifica per il mercato giapponese.</p>
<p>Cosa significa tutto questo per noi smanettoni? Beh, per la maggior parte di noi, probabilmente niente. A meno che non siate sviluppatori che lavorano su app per il mercato giapponese, o che siate particolarmente interessati a sperimentare con motori di rendering alternativi, questa novità non vi toccherà direttamente.</p>
<p>Ma c&#8217;è un aspetto interessante: Apple ha chiarito che i motori alternativi dovranno essere conformi agli standard web moderni e dovranno supportare le ultime tecnologie di sicurezza. Questo significa che gli sviluppatori dovranno impegnarsi a creare motori di rendering performanti e sicuri, e che Apple non accetterà soluzioni improvvisate.</p>
<p>La domanda che sorge spontanea è: perché solo in Giappone? Apple adduce motivazioni legate alle normative antitrust locali, ma molti sospettano che si tratti di un test per vedere come reagisce il mercato e per evitare di scatenare una rivoluzione su larga scala. In fondo, WebKit è un pezzo importante dell&#8217;ecosistema Apple, e rinunciarvi del tutto sarebbe un rischio enorme.</p>
<p>Personalmente, trovo questa mossa un po&#8217; ambigua. Da un lato, è positivo vedere Apple aprirsi a soluzioni alternative. Dall&#8217;altro, limitare questa possibilità a un solo paese sembra una presa in giro. È come offrire un assaggio di libertà, per poi richiuderlo subito dopo. Spero che, se il test in Giappone avrà successo, Apple decida di estendere questa possibilità anche ad altri mercati. Altrimenti, sarà solo una trovata di marketing per farci credere che si preoccupa della concorrenza e dell&#8217;innovazione.</p>
<p class="aing-source"><em>Source: <a href="https://developer.apple.com/support/alternative-browser-engines-jp/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">iOS allows alternative browser engines in Japan</a></em></p>
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