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	<title>GenerativeAI &#8211; Associazione ROOT APS</title>
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	<description>APS ROOT il circolo più nerd nel raggio di 12 parsec.</description>
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		<title>Addio After Effects? Quando l&#8217;AI scrive codice per farti i video (e lo fa pure bene)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lamberto Tedaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 18:44:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[webnews]]></category>
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					<description><![CDATA[Un nuovo agente serverless su OpenComputer usa Claude 5.5 per trasformare un URL o un prompt in video MP4 pronti all'uso. Niente editing manuale, solo pura potenza di calcolo e script.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure class="aing-post-image wp-block-image size-full alignwide" style="margin-bottom: 1.5em;width: 100%"><a href="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/09/Addio-After-Effects-Quando-lAI-scrive-codice-per-farti-i-video-e-lo-fa-pure-bene-1790361837.png"><img decoding="async" src="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/09/Addio-After-Effects-Quando-lAI-scrive-codice-per-farti-i-video-e-lo-fa-pure-bene-1790361837.png" alt="Addio After Effects? Quando l&#039;AI scrive codice per farti i video (e lo fa pure bene)" style="width: 100% !important;max-width: 100% !important;height: auto !important" /></a></figure>
<p></p>
<p>Smettete di fissare la timeline di Premiere sperando in un miracolo: il futuro del video editing non è un cursore che trascini, ma un file TypeScript che gira in una microVM.</p>
<p>Ho appena finito di sbobinare i dettagli di un progetto che definire &#8216;sorprendente&#8217; è riduttivo. Parliamo di Opus 5.5 (sì, la versione che fa sembrare i nostri workflow attuali dei dinosauri) integrato in un&#8217;architettura OpenComputer che è, per usare un termine tecnico, una goduria per chi ama il clean code.</p>
<p>Il concetto è semplice, quasi brutale nella sua eleganty: inserisci un URL o un prompt testuale e ottieni un MP4. Senza tagli, senza transizioni aggiunte a mano, senza farti venire l&#8217;esaurimento nervoso cercando di far coincidere il beat con il frame. Come fa? Non c&#8217;è un modello generativo video stile Sora che &#8216;sogna&#8217; pixel a caso. No, questa è roba da maker veri. L&#8217;agente agisce come un motion designer che scrive codice. Usa Claude 5.5 per generare HTML e CSS, poi lancia un headless Chromium in una microVM (Amazon Linux 2023, per i nostalgici del terminale) per renderizzare tutto. </p>
<p>Il colpo di genio è il rendering deterministico. Sostituiscono l&#8217;orologio di sistema del browser con un clock virtuale. Questo significa che ogni frame è calcolabile, prevedibile e identico ogni volta che giri lo script. Niente glitch imprevedibili o frame che saltano perché il tuo PC ha deciso di controllare le notifiche di Slack.</p>
<p>Dal punto di vista dell&#8217;architettura, è un ecosistema super snello. Un file agent, tre tool (web_fetch, check_scene, render_video) e una pipeline che sputa fuori un blob su Vercel. Niente server pesanti da gestire, niente code infinite, solo un&#8217;istanza che nasce, fa il suo lavoro e muore. È il sogno di ogni sviluppatore che odia la gestione delle infrastrutture.</p>
<p>Certo, restiamo nell&#8217;ambito dell&#8217;automazione estrema. Se vuoi un video con una narrazione cinematografica che ti faccia piangere, questo non è ancora il tuo strumento. Ma se devi creare un video promozionale &#8216;slick and punchy&#8217; per una startup, o spiegare un nuovo microservizio che hai appena pushato, la velocità è imbattibile. </p>
<p>Il repository è su GitHub (diggerhq/shipvideo) ed è tutto open. Niente pacchetti proprietari misteriosi o licenze che ti tengono in ostaggio. È codice, è eseguibile, è committibile. Se avete voglia di sporcarvi le mani e deployare un agente che faccia il lavoro sporco al posto vostro, sappiate che con un comando npx potreste trovarvi un regista digitale nel vostro cluster in meno di dieci minuti. Il futuro è deterministico, ragazzi. E non ha bisogno di noi per fare il montaggio.</p>
<p class="aing-source"><em>Source: <a href="https://launchvideo.io" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Opus 5.5 is good at explainer videos</a></em></p>
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		<title>GPT-5.6: Un altro aggiornamento o stiamo solo pagando l&#8217;abbonamento per vedere i miracoli?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lamberto Tedaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 22:44:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[webnews]]></category>
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					<description><![CDATA[OpenAI ha rilasciato GPT-5.6 e, come al solito, la documentazione è un labirinto di link e promesse. Vediamo se tra questi nuovi parametri c'è qualcosa di utile per noi o solo altra fuffa commerciale.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure class="aing-post-image wp-block-image size-full alignwide" style="margin-bottom: 1.5em;width: 100%"><a href="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/07/GPT-5.6-Un-altro-aggiornamento-o-stiamo-solo-pagando-labbonamento-per-vedere-i-miracoli-1783637044.png"><img decoding="async" src="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/07/GPT-5.6-Un-altro-aggiornamento-o-stiamo-solo-pagando-labbonamento-per-vedere-i-miracoli-1783637044.png" alt="GPT-5.6: Un altro aggiornamento o stiamo solo pagando l&#039;abbonamento per vedere i miracoli?" style="width: 100% !important;max-width: 100% !important;height: auto !important" /></a></figure>
<p></p>
<p>Scommetto che stavate per ordinare l&#8217;ennesima pizza surgelata mentre aspettavate che il vostro script finisse di girare, e invece ecco qua: un nuovo rilascio di OpenAI che spunta fuori dal nulla.</p>
<p>Sì, avete letto bene. GPT-5.6. Non è un errore di battitura, non è un glitch nella matrice e no, non è un nuovo modello di microonde. È l&#8217;ultimo tentativo di OpenAI di convincerci che il salto generazionale è appena dietro l&#8217;angolo, o almeno che il loro cloud è diventato un po&#8217; meno pesante da interrogare.</p>
<p>Analizzando i link che sono circolati su Hacker News, la cosa che salta subito all&#8217;occhio non è tanto una lista di feature rivoluzionarie che cambiano le regole del gioco, quanto la struttura stessa della comunicazione. Abbiamo PDF sulla sicurezza del deployment, documentazione per gli sviluppatori che sembra un labirinto e i soliti tweet di rito che servono a pompare l&#8217;hype. Se cercate la vera rivoluzione tecnica, beh, preparatevi a frugare tra i log della API come dei cercatori d&#8217;oro nel deserto del Silicon Valley.</p>
<p>Cosa cambia concretamente per noi che viviamo tra terminali, server domestici e cluster Linux? Se siete uno che sperimenta con l&#8217;integrazione di LLM nei propri workflow locali o che cerca di capire come ottimizzare il fine-tuning, il focus qui sembra essere tutto sulla stabilità del deployment e su nuove guide per le API. È quel classico scenario in cui la tecnologia corre, ma le chiavi per usarla restano strettamente custodite dentro un ecosistema chiuso, dove ogni passo avanti sembra richiedere un altro pezzetto di fiducia (e di budget) verso il vendor di turno.</p>
<p>Per quanto riguarda noi in Italia, non aspettatevi che la normativa locale ci salvi o ci penalizzi immediatamente con questo aggiornamento specifico, ma l&#8217;impatto della gestione dei dati e della sicurezza descritta in questi documenti finirà inevitabilmente nel tritacarne dei regolamenti europei. </p>
<p>In definitiva, GPT-5.6 sembra essere quel tipo di aggiornamento che ti fa dire: «Interessante, ma posso ancora far girare Llama localmente senza far esplodere la mia workstation?». La risposta è quasi sempre sì, e forse è proprio in quella libertà che risiede il vero divertimento. Se volete approfondire, i link sono quelli, ma preparate i caffè forti: la lettura della documentazione non è esattamente un&#8217;esperienza rilassante tipo Netflix.</p>
<p class="aing-source"><em>Source: <a href="https://openai.com/index/gpt-5-6/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">GPT-5.6</a></em></p>
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