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	<title>energy &#8211; Associazione ROOT APS</title>
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	<description>APS ROOT il circolo più nerd nel raggio di 12 parsec.</description>
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		<title>Jackery HomePower 1000 Plus v2: Energia portatile o solo un altro gadget costoso?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lamberto Tedaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Oct 2026 12:43:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[webnews]]></category>
		<category><![CDATA[energy]]></category>
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		<category><![CDATA[Jackery]]></category>
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					<description><![CDATA[Arriva la nuova versione della power station di Jackery. Sembra avere tutto quello che serve per sopravvivere a un blackout (o a un weekend in camping), ma restiamo con il piede in due scarpe.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure class="aing-post-image wp-block-image size-full alignwide" style="margin-bottom: 1.5em;width: 100%"><a href="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/10/Jackery-HomePower-1000-Plus-v2-Energia-portatile-o-solo-un-altro-gadget-costoso-1792932223.png"><img decoding="async" src="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/10/Jackery-HomePower-1000-Plus-v2-Energia-portatile-o-solo-un-altro-gadget-costoso-1792932223.png" alt="Jackery HomePower 1000 Plus v2: Energia portatile o solo un altro gadget costoso?" style="width: 100% !important;max-width: 100% !important;height: auto !important" /></a></figure>
<p></p>
<p>Avete presente quella sensazione di panico totale quando il vostro laptop decide di morire proprio mentre state per completare quel deploy critico o, peggio, mentre state guardando l&#8217;ultimo episodio della vostra serie preferita? Ecco, la Jackery pensa di aver trovato la soluzione definitiva con la nuova HomePower 1000 Plus v2.</p>
<p>Non stiamo parlando del solito giocattolo di plastica che si rompe al primo urto, ma di una power station portatile che promette di portarsi dietro quasi tutto ciò che un maker o un appassionato di outdoor potrebbe desiderare. La notizia, che arriva dritta da Gizmodo, ci dice che questa v2 è quasi perfetta. E quando dico «quasi», intendo che la tecnologia delle batterie sta facendo passi da gigante, rendendo questi oggetti sempre più densi di energia e meno ingombranti.</p>
<p>Per chi mastica pane e hardware, il concetto è semplice: una riserva di energia che puoi caricare via solare o tramite presa di muro e usare per alimentare l&#8217;essenziale. Se siete il tipo di persona che ama fare tinkering in giardino o che ha un setup da officina che consuma più di una centrale termoelettrica, avere una fonte di backup così compatta è una figata atomica. La gestione dell&#8217;energia in questi dispositivi sta diventando sempre più efficiente, riducendo le perdite durante i cicli di carica e scarica.</p>
<p>Certo, restiamo in Italia, dove le problematiche legate alla rete elettrica sono decisamente diverse rispetto agli USA. Non ci aspettiamo un collasso della rete nazionale domani mattina, ma tra temporali violenti e piccoli guasti localizzati, avere un «salvagente» elettrico non è affatto una sciocchezza. </p>
<p>Però, come sempre quando si parla di hardware proprietario, c&#8217;è un piccolo &#8216;ma&#8217;. Anche se la dotazione di porte e la capacità sembrano ottime, bisogna sempre guardare con attenzione a quanto siamo vincolati dall&#8217;ecosistema del produttore. Se domani decidessero di cambiare i protocolli di comunicazione o di rendere gli accessori compatibili solo con la loro linea, saremmo di nuovo lì a combattere contro l&#8217;impossibilità di far parlare due pezzi di hardware diversi tra loro. </p>
<p>In conclusione: se cercate un compagno di avventure affidabile per i vostri progetti off-grid o semplicemente per non restare al buio, la v2 sembra essere sulla strada giusta. È un pezzo di tecnologia solido, senza troppe fuffe, che promette di fare il suo lavoro senza troppi drammi. Restiamo in attesa di vedere quanto reggerà lo stress test della realtà.</p>
<p class="aing-source"><em>Source: <a href="https://gizmodo.com/jackery-homepower-1000-plus-v2-review-2000824157" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Jackery HomePower 1000 Plus v2 Review: Pint-Sized Power Pack</a></em></p>
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		<title>UK in modalità risparmio energetico (o siamo noi che stiamo andando in burnout?)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lamberto Tedaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2026 12:43:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[webnews]]></category>
		<category><![CDATA[energy]]></category>
		<category><![CDATA[infrastructure]]></category>
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					<description><![CDATA[Mentre il resto del mondo spinge sull'acceleratore della produzione elettrica, il Regno Unito sembra aver deciso di switchare su un profilo di risparmio energetico dignitoso quanto un vecchio laptop con la batteria scassata.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure class="aing-post-image wp-block-image size-full alignwide" style="margin-bottom: 1.5em;width: 100%"><a href="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/10/UK-in-modalita-risparmio-energetico-o-siamo-noi-che-stiamo-andando-in-burnout-1791981829.png"><img decoding="async" src="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/10/UK-in-modalita-risparmio-energetico-o-siamo-noi-che-stiamo-andando-in-burnout-1791981829.png" alt="UK in modalità risparmio energetico (o siamo noi che stiamo andando in burnout?)" style="width: 100% !important;max-width: 100% !important;height: auto !important" /></a></figure>
<p></p>
<p>Guardate le statistiche globali dell&#8217;ultimo secolo e vedrete una curva che sale verso l&#8217;infinito, quasi come il numero di bug che trovi in una release alpha di un progetto open source poco curato. La produzione di elettricità pro capite nel mondo è cresciuta di oltre il 50% in questo secolo. È l&#8217;era dell&#8217;AI, del mining di crypto, del cloud che mangia energia come un Transformer affamato. Eppure, c&#8217;è un&#8217;eccezione che fa riflettere.</p>
<p>Secondo i dati di Our World in Data, nel Regno Unito la produzione di elettricità per persona è scesa a livelli inferiori rispetto a quelli degli anni &#8217;70. Sì, avete letto bene. Mentre noi cerchiamo disperatamente di far girare modelli LLM locali su hardware che scotta, i britannici sembrano aver premuto il tasto &#8216;Power Off&#8217; su una fetta consistente della loro capacità produttiva. È un trend che ha visto un calo di un terzo rispetto al picco dei primi anni 2000.</p>
<p>Cosa sta succedendo nel Regno Unito? È una scelta di design consapevole o un glitch di sistema del loro apparato industriale? Probabilmente è un mix di dismissioni di vecchie centrali e una transizione verso le rinnovabili che, per quanto figa sulla carta, ha tempi di deployment che farebbero impallidire un progetto di refactoring di un monolite legacy scritto in COBOL.</p>
<p>Ora, restiamo con i piedi per terra: siamo in Italia. Leggere di quello che succede a Londra potrebbe sembrare quanto ignorare gli aggiornamenti di sicurezza su una distro Linux che non usi da tre anni. Tuttavia, il tema è rilevante per noi. Il calo della produzione pro capite solleva interrogativi sulla sostenibilità delle infrastrutture critiche quando si cerca di abbandonare i vecchi standard senza avere un piano di backup solido. Se non gestisci bene la transizione, ti ritrovi con un sistema che va in throttling proprio quando avresti più bisogno di potenza di calcolo.</p>
<p>Non è solo una questione di carbone vs vento; è una questione di resilienza del sistema. Se guardiamo al resto del mondo, il trend è l&#8217;espansione. Se invece il tuo obiettivo è il declino energetico, beh, complimenti, hai trovato un modo originale per fare debugging della società. Speriamo solo che non sia il segnale che il progresso tecnologico stia incontrando un limite fisico che non abbiamo ancora calcolato nel nostro stack.</p>
<p class="aing-source"><em>Source: <a href="https://ourworldindata.org/data-insights/electricity-generation-per-person-in-the-united-kingdom-has-fallen-by-a-third-from-its-early-2000s-peak" target="_blank" rel="noopener noreferrer">The United Kingdom generates less electricity per person than in the 1970s</a></em></p>
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		<title>L&#8217;era dell&#8217;AI ha fame (letteralmente) e sta mangiando tutto il mercato energetico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lamberto Tedaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Jul 2026 04:43:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mentre tutti a parlare di LLM e chatbot, il vero boom sta avvenendo nel settore energetico. Le IPO stanno esplodendo perché l'intelligenza artificiale ha bisogno di una cosa fondamentale: corrente.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure class="aing-post-image wp-block-image size-full alignwide" style="margin-bottom: 1.5em;width: 100%"><a href="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/07/Lera-dellAI-ha-fame-letteralmente-e-sta-mangiando-tutto-il-mercato-energetico-1784349829.png"><img decoding="async" src="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/07/Lera-dellAI-ha-fame-letteralmente-e-sta-mangiando-tutto-il-mercato-energetico-1784349829.png" alt="L&#039;era dell&#039;AI ha fame (letteralmente) e sta mangiando tutto il mercato energetico" style="width: 100% !important;max-width: 100% !important;height: auto !important" /></a></figure>
<p></p>
<p>Avete presente quando lanciate un nuovo container Docker e vi accorgete che, senza dare i permessi giusti, il sistema crasha tutto? Ecco, l&#8217;intelligenza artificiale è esattamente in questo momento: un enorme, potentissimo container che sta per saturare tutta la RAM del pianeta, ma che ha un problema enorme di alimentazione.</p>
<p>Secondo le ultime news che arrivano da Ars Technica, stiamo assistendo a un&#8217;ondata di IPO (Initial Public Offerings) nel settore energetico che non si vedeva da decenni. In pratica, gli investitori hanno capito che non serve a nulla avere il modello linguistico più figo del mondo o l&#8217;architettura neurale più sofisticata se poi non hai i watt necessari per far girare i datacenter. Il mercato sta correndo come un upgrade di kernel non richiesto, cercando disperatamente aziende che possano fornire l&#8217;energia necessaria a questo delirio di calcolo.</p>
<p>La situazione è questa: l&#8217;hype per l&#8217;AI è passato dalla fase &#8216;oh, che bello, scrive poesie&#8217; alla fase &#8216;oddio, dove prendiamo la corrente?&#8217;. Le aziende che stanno approfittando di questo momento per quotarsi in borsa sono quelle che gestiscono infrastrutture energetiche. È un movimento massiccio, il più veloce di questo secolo, e la motivazione è una sola: l&#8217;AI è un mostro vorace che consuma elettricità a ritmi folli.</p>
<p>Certo, per noi che viviamo in Italia, questa notizia ha un sapore un po&#8217; distante. Mentre negli Stati Uniti si parla di nuovi colossi dell&#8217;energia che entrano in borsa, qui tra iter burocratici e una rete elettrica che sembra ancora ferma agli anni &#8217;90, la questione è più che altro: &#8216;ma come faremo a integrare tutto questo senza far saltare i fusibili del quartiere?&#8217;. Non è che domani mattina arriverà una centrale nucleare in giardino, ma il trend globale spinge verso una domanda di energia che la nostra infrastruttura attuale fatica anche solo a immaginare.</p>
<p>È affascinante e terrificante allo stesso tempo. Vedere il capitale spostarsi massicciamente verso l&#8217;energia dimostra che la tecnologia non vive nel vuoto, ma ha bisogno di una base fisica, tangibile, quasi brutale. Se pensavate che la rivoluzione digitale fosse fatta solo di bit e astrazioni, preparatevi: la prossima grande rivoluzione sarà fatta di cavi, trasformatori e una fame insaziabile di elettroni. Spero solo che, tra un&#8217;IPO e l&#8217;altra, non ci dimentichiamo di ottimizzare il codice, perché alimentare questa infrastruttura sta diventando costoso quanto un abbonamento premium a un servizio cloud senza limiti di banda.</p>
<p class="aing-source"><em>Source: <a href="https://arstechnica.com/information-technology/2026/07/energy-ipos-surge-as-investors-hunt-for-ways-to-play-ai-boom/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Energy IPOs surge as investors hunt for ways to play AI boom</a></em></p>
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		<title>Elettricità gratis in Australia? Sì, ma non correre a comprare il router</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lamberto Tedaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 12:44:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[webnews]]></category>
		<category><![CDATA[australia]]></category>
		<category><![CDATA[energy]]></category>
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					<description><![CDATA[Un nuovo piano in Australia promette tre ore di energia gratuita al giorno. Sembra il sogno di ogni maker, ma tra regolamentazioni e gestione della rete, la realtà è un po' meno 'zero cost' di quanto sembri.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure class="aing-post-image wp-block-image size-full alignwide" style="margin-bottom: 1.5em;width: 100%"><a href="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/07/Elettricita-gratis-in-Australia-Si-ma-non-correre-a-comprare-il-router-1784033076.png"><img decoding="async" src="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/07/Elettricita-gratis-in-Australia-Si-ma-non-correre-a-comprare-il-router-1784033076.png" alt="Elettricità gratis in Australia? Sì, ma non correre a comprare il router" style="width: 100% !important;max-width: 100% !important;height: auto !important" /></a></figure>
<p></p>
<p>Avete mai desiderato avere un cheat code per la bolletta elettrica, tipo quelli che usavamo nei vecchi emulatori per avere infinite vite?</p>
<p>Beh, in Australia sembra che abbiano deciso di provare a patchare il sistema energetico con una mossa che definire &#8216;audace&#8217; è un eufemismo. Dal 1° luglio 2026, i fornitori di energia australiani dovranno offrire tre ore di elettricità gratuita durante le ore diurne tramite l&#8217;iniziativa &#8216;Solar Sharer&#8217;. L&#8217;idea di fondo è piuttosto brillante: sfruttare l&#8217;eccesso di produzione solare quando il sole picchia duro, evitando che la rete vada in sovraccarico e gestendo meglio l&#8217;immissione di energia pulita.</p>
<p>Sulla carta, è una figata atomica. Immaginate di poter far girare le vostre macchine CNC, caricare i droni o far compilare quei progetti pesantissimi sul server senza guardare il contatore. In un mondo che cerca disperatamente di decarbonizzarsi, incentivare l&#8217;uso dell&#8217;energia quando è in abbondanza è una mossa che farebbe impallidire qualsiasi manager di una big tech.</p>
<p>Però, fermiamoci un secondo. Siamo in Italia, e sappiamo bene che quando qualcuno promette &#8216;gratis&#8217;, c&#8217;è quasi sempre un asterisco scritto in minuscolo che occupa metà della pagina. Non è che domani mattina potremo ignorare i costi della rete o le tariffe fisse, perché questa legislazione riguarda solo il mercato australiano. Per noi, qui, la notizia resta una curiosità da nerd che osservano come altri stiano provando a risolvere il problema della gestione della rete elettrica (smart grid, anyone?).</p>
<p>E poi, c&#8217;è il problema del &#8216;cap&#8217;. Il limite di consumo gratuito non è infinito. Se esagerate e cercate di alimentare l&#8217;intera vostra smart home (e magari anche quella del vicino) durante quelle tre ore, il sistema vi taglierà le gambe. È il classico approccio &#8216;sandbox&#8217;: puoi giocare quanto vuoi, ma non uscire dai bordi stabiliti dall&#8217;amministratore di sistema, altrimenti il crash è assicurato.</p>
<p>Inoltre, c&#8217;è quel retrogusto di controllo che non mi convince del tutto. Per far funzionare una cosa del genere, la gestione dei carichi deve essere automatizzata e precisa. Significa che i vostri elettrodomestici dovranno essere &#8216;smart&#8217; e, molto probabilmente, comunicare costantemente con la rete. Un altro modo per rendere i nostri dispositivi parte di un ecosistema che monitora ogni singolo watt che consumiamo. Un po&#8217; come quando un aggiornamento firmware decide che il tuo gadget preferito non è più compatibile con la versione precedente senza chiederti il permesso.</p>
<p>In sintesi: un esperimento sociale e tecnologico interessante da monitorare, ma non fate l&#8217;errore di staccare il contatore in salotto sperando nel miracolo. Per ora, l&#8217;unica energia gratuita che abbiamo è quella che ci dà un bug risolto in una pull request notturna.</p>
<p class="aing-source"><em>Source: <a href="https://lenergy.com.au/free-daytime-electricity-is-coming-heres-how-it-actually-works/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Australian energy retailers must provide three hours of free daytime electricity</a></em></p>
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