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	<title>energia &#8211; Associazione ROOT APS</title>
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	<description>APS ROOT il circolo più nerd nel raggio di 12 parsec.</description>
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		<title>Nuovi reattori in Svizzera: Il grande reboot del sistema energetico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lamberto Tedaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 21:14:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il Parlamento svizzero ha deciso di rimuovere il divieto sulle nuove centrali nucleari. È un upgrade necessario o un bug di sistema che non abbiamo ancora capito?]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure class="aing-post-image wp-block-image size-full alignwide" style="margin-bottom: 1.5em;width: 100%"><a href="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/06/Nuovi-reattori-in-Svizzera-Il-grande-reboot-del-sistema-energetico-1781817235.png"><img decoding="async" src="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/06/Nuovi-reattori-in-Svizzera-Il-grande-reboot-del-sistema-energetico-1781817235.png" alt="Nuovi reattori in Svizzera: Il grande reboot del sistema energetico" style="width: 100% !important;max-width: 100% !important;height: auto !important" /></a></figure>
<p></p>
<p>Avete presente quando cercate di fixare un bug in uno script Python, vi accorgete che la soluzione più semplice è quella che avete ignorato per mesi e, improvvisamente, tutto torna a girare senza crashare? Ecco, la Svizzera sta provando a fare esattamente questo con la sua rete elettrica.</p>
<p>Il Parlamento federale a Berna ha appena dato il via libera alla rimozione del divieto sulle nuove centrali nucleari. Sì, avete letto bene. Dopo anni di &#8216;non se ne parla&#8217;, hanno deciso di riaprire il repository delle opzioni energetiche. In pratica, hanno rimosso un grosso limite nel codice della loro strategia nazionale, permettendo di pianificare nuovi reattori se la domanda di energia dovesse superare l&#8217;offerta.</p>
<p>Per chi vive di maker space, stampanti 3D che consumano kilowatt come se non ci fosse un domani e server che girano 24/7 per addestrare modelli di AI locali, la notizia è un mix di «finalmente un po&#8217; di stabilità» e «speriamo che non sia il solito hype senza sostanza». Non è che domani vedremo un reattore nucleare spuntare nel garage di un appassionato di retrocomputing, sia chiaro. È una decisione macroscopica, di quelle che cambiano la roadmap di intere nazioni.</p>
<p>Da smanettone, la vedo come una gestione della memoria un po&#8217; aggressiva. Il governo sta cercando di evitare il &#8216;kernel panic&#8217; energetico che potrebbe derivare dalla transizione verso le rinnovabili, che pur essendo fantastiche, hanno il limite strutturale dell&#8217;intermittenza (un po&#8217; come un controller Bluetooth che si disconnette proprio durante il boss finale).</p>
<p>Certo, c&#8217;è da essere scettici. Come sempre, il rischio è il classico &#8216;vendor lock-in&#8217; delle grandi corporation energetiche e la gestione di scarti che sembrano i residui di un esperimento fallito con la stampa 3D in metallo. Ma, d&#8217;altro canto, se l&#8217;obiettivo è avere una base di carico costante per alimentare la prossima ondata di infrastrutture tech e industrializzazione, avere una fonte stabile è fondamentale.</p>
<p>In definitiva, non è la solita fuffa da comunicato stampa per rassicurare gli investitori. È un cambio di configurazione reale. Resta da vedere quanto sarà complesso il deployment di questa nuova infrastruttura e se riusciranno a gestire i processi senza mandare tutto in overflow. Per ora, tengiamo d&#8217;occhio i log di Berna.</p>
<p class="aing-source"><em>Source: <a href="https://www.bluewin.ch/en/news/switzerland/parliament-lifts-ban-on-new-nuclear-power-plants-3257535.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Swiss parliament lifts ban on new nuclear power plants</a></em></p>
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		<title>Belgio: il grande reboot nucleare (perché spegnere tutto non sempre è la soluzione)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lamberto Tedaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 May 2026 01:13:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il governo belga ha deciso di stravolgere i piani e ha deciso di non smantellare più le centrali nucleari. Una mossa che scotta tra sicurezza energetica e tentata nazionalizzazione.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure class="aing-post-image wp-block-image size-full alignwide" style="margin-bottom: 1.5em;width: 100%"><a href="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/05/Belgio-il-grande-reboot-nucleare-perche-spegnere-tutto-non-sempre-e-la-soluzione-1777597996.png"><img decoding="async" src="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/05/Belgio-il-grande-reboot-nucleare-perche-spegnere-tutto-non-sempre-e-la-soluzione-1777597996.png" alt="Belgio: il grande reboot nucleare (perché spegnere tutto non sempre è la soluzione)" style="width: 100% !important;max-width: 100% !important;height: auto !important" /></a></figure>
<p></p>
<p>E se vi dicessi che a volte l&#8217;unico modo per non far crashare il sistema è ignorare il comando &#8216;shutdown&#8217; e cercare di patchare il kernel in corsa?</p>
<p>Sembra il tipico fix disperato di un sysadmin alle tre di notte, ma è esattamente quello che sta succedendo in Belgio. Il Primo Ministro Bart De Wever ha appena annunciato che il piano di decommissioning delle centrali nucleari è ufficialmente saltato. Sì, avete letto bene: niente smantellamento, si continua a far girare i vecchi reattori.</p>
<p>La notizia, filtrata dalle testate internazionali, parla di un governo che vuole negoziare con ENGIE per nazionalizzare l&#8217;intera flotta nucleare. L&#8217;obiettivo dichiarato? Sicurezza, controllo della supply e meno dipendenza dalle importazioni di gas. In pratica, invece di fare un clean install di un sistema energetico nuovo (e costoso), hanno deciso di fare un upgrade forzato dell&#8217;hardware esistente, sperando che le dipendenze non vadano in conflitto.</p>
<p>Dal mio punto di vista, questa è la classica situazione in cui la realtà si scontra con le intenzioni idealiste. Dal 2003 il Belgio aveva deciso di chiudere tutto entro il 2025. Poi, tra crisi energetiche, costi folli delle rinnovabili e la necessità di non restare al buio mentre si aspetta che la tecnologia sia pronta, hanno cambiato idea. È come quando provi a migrare un vecchio server legacy su un&#8217;architettura cloud moderna, ma ti rendi conto che il budget è finito e i dati sono troppo critici per rischiare un downtime.</p>
<p>C&#8217;è però un aspetto che mi fa storcere il naso: la gestione della &#8216;nazionalizzazione&#8217;. Se il governo prende in carico non solo i reattori ma anche le responsabilità del decommissioning e le passività, stiamo parlando di un debito tecnico (e finanziario) mostruoso. È un po&#8217; come quando compri un vecchio modulo CNC usato su eBay, scopri che ha tre motori bruciati e una scheda madre che gira su un microcontrollore custom che non trovi più in commercio, ma decidi di tenerlo perché &#8216;beh, è un pezzo storico&#8217;.</p>
<p>Per noi che amiamo smanettare, la cosa interessante è il messaggio sottinteso: la transizione energetica non è un semplice switch ON/OFF. È un processo di refactoring continuo. Non puoi semplicemente cancellare le vecchie istanze di produzione senza avere un piano di failover solido. Se il Belgio riuscirà a gestire questa transizione senza far esplodere i costi, potrebbe diventare un caso studio interessante su come gestire sistemi legacy critici.</p>
<p>Speriamo solo che questa &#8216;patch&#8217; di emergenza non si trasformi in un memory leak che prosciugerà le casse dello Stato nei prossimi decenni. Intanto, io torno al mio Blender, che almeno lì, se crasho, posso sempre ripartire dall&#8217;ultimo autosave senza dover nazionalizzare l&#8217;intera industria del rendering.</p>
<p class="aing-source"><em>Source: <a href="https://dpa-international.com/general-news/urn:newsml:dpa.com:20090101:260430-930-14717/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Belgium stops decommissioning nuclear power plants</a></em></p>
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		<title>Addio carbone, Irlanda! E ora che facciamo con i data center?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lamberto Tedaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Mar 2026 16:03:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L'Irlanda chiude l'ultima centrale a carbone. Un passo avanti per il pianeta, ma attenzione alle nuove dipendenze tecnologiche. Scopriamo cosa cambia per noi maker.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure class="aing-post-image wp-block-image size-full alignwide" style="margin-bottom: 1.5em;width: 100%"><a href="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/03/Addio-carbone-Irlanda-E-ora-che-facciamo-con-i-data-center-1773072190.png"><img decoding="async" src="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/03/Addio-carbone-Irlanda-E-ora-che-facciamo-con-i-data-center-1773072190.png" alt="Addio carbone, Irlanda! E ora che facciamo con i data center?" style="width: 100% !important;max-width: 100% !important;height: auto !important" /></a></figure>
<p></p>
<p>Ecco una notizia che fa sorridere gli amanti dell&#8217;ambiente e ci fa riflettere su quello che ancora dobbiamo fare: l&#8217;Irlanda ha spento l&#8217;ultima centrale a carbone, diventando il 15° paese europeo senza questa fonte di energia. Moneypoint, la centrale di 915 MW in County Clare, ha chiuso i battenti il 20 giugno 2025, dopo anni di servizio che risalgono agli anni &#8217;80. </p>
<p>Ma non è tutto rose e fiori. La centrale resterà attiva come backup fino al 2029, bruciando olio combustibile in caso di emergenza. Insomma, un passo avanti, ma con qualche compromesso. </p>
<p>La domanda che ci poniamo è: cosa significa per noi che amiamo smanettare con energia rinnovabile e soluzioni sostenibili? Da un lato, è una vittoria per la tecnologia verde. L&#8217;Irlanda ha raggiunto il 37% di energia eolica nel 2024, un traguardo impressionante. Ma dall&#8217;altro, c&#8217;è ancora molto da fare. </p>
<p>E poi c&#8217;è il problema dei data center. Sì, avete capito bene. Mentre celebriamo la fine del carbone, l&#8217;Irlanda sta costruendo sempre più data center che dipendono dal gas fossile. Un paradosso che ci fa riflettere su come la tecnologia, se non gestita con attenzione, possa creare nuove dipendenze. </p>
<p>Per noi maker, questa notizia è un invito a continuare a sperimentare con soluzioni energetiche alternative. Che ne dite di un progetto per monitorare il consumo energetico delle nostre case con Raspberry Pi? O magari un sistema di accumulo domestico con batterie riciclate? Le possibilità sono infinite, e il pianeta ci ringrazierà. </p>
<p>Ma attenzione: non facciamo come i governi che chiudono un occhio su una questione per aprirne un altro. La transizione energetica deve essere completa, non solo parziale. E noi siamo qui per ricordarlo.</p>
<p class="aing-source"><em>Source: <a href="https://www.pv-magazine.com/2025/06/20/ireland-coal-free-ends-coal-power-generation-moneypoint/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ireland shuts last coal plant, becomes 15th coal-free country in Europe (2025)</a></em></p>
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