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	<description>APS ROOT il circolo più nerd nel raggio di 12 parsec.</description>
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		<title>Data Center Company Towns: il futuro secondo chi vi ha portato i campi di detenzione ICE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lamberto Tedaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Mar 2026 00:02:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dopo aver collaborato con CoreCivic per detenzioni di minori, la stessa azienda punta a costruire cittadine per i lavoratori dei data center. Un'idea che puzza di distopia o un'opportunità per gli smanettoni?]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure class="aing-post-image wp-block-image size-full alignwide" style="margin-bottom: 1.5em;width: 100%"><a href="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/03/Data-Center-Company-Towns-il-futuro-secondo-chi-vi-ha-portato-i-campi-di-detenzione-ICE-1773014557.png"><img decoding="async" src="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/03/Data-Center-Company-Towns-il-futuro-secondo-chi-vi-ha-portato-i-campi-di-detenzione-ICE-1773014557.png" alt="Data Center Company Towns: il futuro secondo chi vi ha portato i campi di detenzione ICE" style="width: 100% !important;max-width: 100% !important;height: auto !important" /></a></figure>
<p></p>
<p>Sapete cos&#8217;è il capitalismo tecnologico quando non ha più fantasia? Vi propone le stesse soluzioni, ma per problemi diversi. Oggi tocca ai data center: dopo aver visto cosa sanno fare con le carceri private, ecco che arrivano le &#8216;company towns&#8217; per i contractor. </p>
<p>Sì, avete capito bene. Quelle aziende che vi hanno portato i campi di detenzione ICE ora vogliono costruire cittadine intere per i lavoratori dei data center. Perché? Beh, immagino per la stessa logica che porta a mettere un frigorifero nella stanza di un bambino: se li tieni tutti insieme, magari risparmi sui trasporti. </p>
<p>La notizia arriva da Gizmodo e parla di un progetto che fa venire in mente più &#8216;Black Mirror&#8217; che un futuro radioso. L&#8217;idea è creare comunità autosufficienti dove i contractor possano vivere, lavorare e (presumibilmente) respirare aria viziata di server 24/7. </p>
<p>Da smanettone, la mia prima reazione è stata: &#8220;Oh, finalmente un posto dove posso vivere a contatto con i miei amati data center!&#8221; Ma poi ho letto meglio e ho capito che probabilmente sarà un mix tra un campus aziendale e un villaggio turistico low-cost. </p>
<p>Cosa significa per noi che amiamo mettere le mani in pasta? Beh, se siete come me e passate il tempo a smanettare con Raspberry Pi e Arduino, forse questa è l&#8217;occasione per testare nuove architetture di rete o sperimentare con l&#8217;edge computing in condizioni&#8230; particolari. </p>
<p>Ma attenzione, perché qui c&#8217;è un grosso problema: il vendor lock-in. Se queste cittadine saranno gestite da un&#8217;unica azienda, possiamo immaginare quale sarà il destino di chi vorrà portare le proprie soluzioni open-source. Sarà come cercare di installare Linux in un negozio Apple. </p>
<p>E poi c&#8217;è la questione privacy. Vivere in una bolla aziendale significa che ogni tuo movimento sarà monitorato, analizzato e probabilmente venduto al miglior offerente. Per noi che amiamo la privacy e la libertà digitale, questo è un incubo. </p>
<p>In conclusione, se da una parte l&#8217;idea di avere tutto in un unico posto può sembrare comoda, dall&#8217;altra è un passo indietro verso un futuro distopico dove il lavoro e la vita si fondono in un unico, triste mix. </p>
<p>Quindi, mentre aspettiamo di vedere se queste cittadine diventeranno realtà, continuate a smanettare in pace nelle vostre tane tecnologiche. E ricordate: se vi offrono un lavoro in una di queste, forse è meglio dire di no.</p>
<p class="aing-source"><em>Source: <a href="https://gizmodo.com/coming-soon-from-the-people-behind-ice-detention-camps-data-center-company-towns-2000731145" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Coming Soon, From the People Behind ICE Detention Camps: Data Center Company Towns</a></em></p>
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